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Acque marino costiere

La costa veneta

La costa veneta si estende per circa 150 Km, suddivisa tra le province di Venezia (con i comuni di San Michele al Tagliamento, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, Venezia e Chioggia) e di Rovigo (con i comuni di Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle) ed è caratterizzata morfologicamente da litorali sabbiosi a nord e a sud della laguna di Venezia.

 

Faro di Punta TagliamentoLa scarsa profondità del fondale, gli scambi con le acque della laguna di Venezia, i contributi dei numerosi fiumi che convogliano a mare scarichi di provenienza agricola, civile e industriale, la variabilità meteorologica e idrodinamica e le pressioni che insistono sulla fascia costiera (traffico marittimo, pesca, turismo) rendono l’ambiente marino costiero estremamente sensibile e soggetto a modifiche repentine delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche. A ciò si aggiunge il fenomeno erosivo e le opere attuate per ovviare al fenomeno stesso (pennelli, murazzi e il ripascimento delle spiagge), nonché le opere complementari alle bocche di porto previste nell’ambito degli interventi di salvaguardia di Venezia dal fenomeno dell’acqua alta. Un aspetto particolare dei fondali generalmente piatti e sabbiosi del Veneto è la presenza di irregolarità di tipo roccioso, denominate Tegnùe, che si estendono per tutto l’arco costiero regionale e che costituiscono ambienti particolarmente sensibili e di grande importanza dal punto di vista biologico e naturalistico. Dalle Tegnùe alle alghe, dalle tartarughe marine ai delfini, ognuno di questi è fondamentale per gli altri e per l'equilibrio dell'habitat marino.

Il mare non ha confini

In un ambiente così particolare quale è il bacino del Nord Adriatico è fondamentale un approccio di tipo sovraregionale e trasfrontaliero e in quest'ottica è stato creato uno specifico servizio permanente di coordinamento tecnico operativo ad elevata specializzazione denominato “Osservatorio Alto Adriatico – Polo Regionale Veneto”, con funzioni di coordinamento e gestione di tutte le attività sul mare (tutela e sorveglianza dello stato del mare, gestione integrata dell’ambiente marino-costiero, turismo, oceanografia, aree marine protette); tali funzioni sono state assunte dal Servizio Osservatorio Acque Marine e Lagunari. L'Osservatorio svolge le sue funzioni instaurando importanti collaborazioni con le altre regioni italiane e straniere che si affacciano sull’Alto Adriatico (Friuli Venezia Giulia, Croazia, Slovenia) per una analisi integrata sull’intero bacino; il “Gruppo di Lavoro sull’Alto Adriatico” si è costituito come esempio spontaneo di continuità funzionale alle attività di Interreg II Italia-Slovenia, conclusosi nel 2001, ed ha proseguito le proprie attività monitorando l’evoluzione dell'ecosistema marino e dei fenomeni anomali in Alto Adriatico. Ad esempio, nel corso degli eventi di formazione di mucillagini, a seguito di incontri di confronto e scambio di informazioni vengono prodotti regolari rapporti tecnico scientifici e comunicati stampa sull’evoluzione del fenomeno, analizzata in un ottica di bacino.

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ultima modifica 21/08/2014 14:51

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Il bacino scolante rappresenta il territorio la cui rete idrica superficiale scarica - in condizioni di deflusso ordinario - nella laguna di Venezia.

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