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Clima Foreste

La vegetazione rappresenta un ottimo indicatore dei cambiamenti climatici in atto. Il progetto Clima e Foreste analizza i cambiamenti climatici avvenuti nell’ultimo trentennio nel territorio regionale per individuare eventuali correlazioni con le dinamiche evolutive dei boschi.

Del progetto, finanziato dalla Direzione Foreste ed Economia Montana della Regione del Veneto, si descrivono di seguito i seguenti aspetti:

 

Contesto scientifico

Infiorescenze primaverili (zona Falcade) [foto R.Th. Luciani]Non c’è dubbio che la vegetazione rappresenti un ottimo indicatore per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici in atto. Già il terzo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), organismo intergovernativo delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale per lo  studio dei cambiamenti climatici e dei loro impatti ambientali e socio-economici, riportava uno studio del 2001 (a cura di Ahamad et al.) sull'allungamento della stagione di crescita e sulla fioritura anticipata alle medie ed alte latitudini, con un’estensione della vegetazione tipica di queste latitudini verso le zone polari e a quote più alte.
Utilizzando le tecniche di remote sensing, altri studi (Myneni et al., 1997; Zhou et al., 2001) hanno inoltre dimostrato come gli effetti dei cambiamenti climatici hanno determinato un sostanziale incremento della produttività primaria netta delle foreste dell’emisfero settentrionale a causa dell’aumento della temperatura dell’aria che influenza sia la lunghezza della stagione di crescita, sia la crescita stessa.

Queste modifiche della produttività forestale hanno un’influenza diretta sulle prospettive economiche, in quanto influenzano la produzione di legno (van Vliet et al., 2003).

In questo contesto la fenologia vegetale, cioè l’alternanza ciclica delle diverse fasi vegetative e riproduttive della vegetazione, è attualmente ritenuta un’importante variabile nella valutazione delle dinamiche dovute ai cambiamenti climatici. La variazione annuale delle date in cui si verificano l’apertura delle gemme, l’espansione delle foglie, la fioritura e la senescenza, è infatti guidata, oltre che da fattori endogeni, dalle forzanti di tipo meteo-climatico.

 

Le fasi del progetto

Avviato nel 2009, il progetto ha come obiettivo quello di effettuare, sul territorio regionale, un’analisi climatologica dei cambiamenti intercorsi nell’ultimo trentennio al fine di individuare eventuali correlazioni con le dinamiche evolutive del bosco sia in termini spaziali che funzionali (insorgenza di patologie, stress idrici, sviluppo di particolari categorie tipologiche ecc.).

Fra la Diezione Foreste ed Economia Montana e ARPAV è stato sottoscritto un contratto di collaborazione tecnico-scientifica per la realizzazione di un primo stralcio del progetto che prevede lo sviluppo delle seguenti fasi:

  • Fase 1, elaborazione e spazializzazione dei dati climatici: definizione e caratterizzazione climatica delle aree di interesse forestale della Regione (dati, tabelle, spazializzazioni) per un utilizzo nei documenti pianificatori del settore forestale.
  • Fase 2, analisi dei cambiamenti climatici ed effetti sulle foreste: analisi dei trend di medio periodo dei principali parametri climatici in relazione ai cambiamenti climatici in atto e alle eventuali correlazioni con le dinamiche evolutive dei popolamenti forestali.

La conclusione di questa prima parte del progetto è prevista entro il 2011.

 

Attività progettuali svolte da ARPAV

Le attività svolte da ARPAV prevedono:

 


Interventi sulla banca dati

Per quanto riguarda il primo punto si parte dalla considerazione che gli studi climatici si basano sulla disponibilità di dati di lungo periodo (almeno 30 anni) relativi alle principali variabili meteorologiche. A partire dai dati climatologici in formato cartaceo dell’ex Servizio Idrografico, ARPAV negli scorsi anni ha strutturato e popolato una banca dati contenente una serie storica di oltre trentanni di dati termopluviometrici giornalieri (completi delle relative simbologie). I dati riguardano stazioni di misura operative presenti nel territorio regionale veneto o in aree vicine.

In particolare sono stati informatizzati i dati giornalieri relativamente alle variabili:

  • temperatura minima
  • temperatura massima
  • precipitazione.

Attualmente la banca dati consente l’archiviazione e gestione dei seguenti quantitativi di dati per ogni variabile:

TemperaturePrecipitazioniMetadati di base
2327 serie annuali di dati giornalieri di massime/minime complete di simbologia 8561 serie annuali di dati giornalieri di precipitazione complete di simbologia 257 le stazioni pluviometriche o termopluviometriche

 

Con il progetto Clima e Foreste si intende ora ampliare la funzionalità della banca dati, attraverso attività che prevedono:

  • stabilizzazione della banca dati (gestione di: simbologie, flag dati errati e dati ricostruiti e integrazione dati storici nivometrici);
  • realizzazione di procedure di estrazione di dati giornalieri su file/tabelle;
  • realizzazione di procedure di elaborazione dati per la produzione di tabelle mensili, decadali, pentadali pluriennali;
  • consultazioen della banca dati su Internet.

 


 Analisi delle correlazioni tra cambiamenti climatici e dinamiche evolutive del bosco

Questa attività è svolta in collaborazione con il Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università di Milano e prevede in:

  • analisi climatologica di serie storiche termo-nivo-pluviometriche, con particolare riferimento al tema dei cambiamenti climatici e degli effetti sugli ecosistemi;
  • rappresentazione cartografica su base geostatistica delle variabili climatologiche in aree montane;
  • supporto specialistico ai tecnici ARPAV in fase di realizzazione  e valutazione degli elaborati.

Oggetto dell’analisi saranno i dati nivo-termo-pluviometrici rilevati sia da stazioni automatiche ARPAV nel periodo 1993-2008, sia le stazioni meccaniche dell’ex Ufficio Idrografico nel periodo 1955-1994.

 

Studio delle relazioni fra cambiamenti climatici e fenologiaMappa ove sono indicati i siti di monitoraggio dei larici

Per il monitoraggio della fenologia del larice (Larix decidua) sono state attivate le stazioni indicate nella mappa a tre quote diverse: Arabba (1700 m slm), Brenta di Livinallongo (1475 m slm) e Falcade (1290 m slm).

Lo scopo è quello di ottenere le date di inizio (BGS-Beginning of the Growing Season) e di fine (EGS-End of the Growing Season)della stagione vegetativa (GSL-Growing Season Length), attraverso l'osservazione continua di alcune piante e delle loro fasi di sviluppo (fasi fenologiche).

Il monitoraggio è iniziato nella primavera del 2010 e continuerà in futuro; osservazioni ripetute in più anni consentiranno il confronto tra anni e la correlazione con alcuni parametri meteorologici.

Un esempio della sequenza primaverile vegetativa del larice, da documentazione fotografica relativa alla primavera 2010 a Falcade, è riportato di seguito.

 

Foto R.Th.Luciani, Falcade, primavera 2010 Foto R.Th.Luciani, Falcade, Primavera 2010Foto R.Th.Luciani, Falcade, Primavera 2010

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ultima modifica 30/01/2012 15:27