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Monitoraggio ghiacciai

Lo studio dei ghiaccai e dell’evoluzione nel tempo delle loro caratteristiche morfologiche in ambiente alpino sono l'obiettivo del progetto regionale avviato nel 2006 dalla Regione Veneto.

ARPAV, a cui è stata affidata l’esecuzione del progetto, ha sviluppato lo studio utilizzando diversi strumenti e risorse: l'interpretazione di foto prospettiche e di ortofoto digitali ma anche l’utilizzo della tecnica del LIDAR (scansione LASER) da elicottero finalizzata all’acquisizione e restituzione di modelli digitali del terreno (DTM).

Dall’analisi delle ortofoto si è proceduto alla digitalizzazione degli apparati glaciali presenti in ambito veneto; a questi si aggiungono quelli presenti in territorio dolomitico appartenenti a regioni limitrofe da un punto di vista amministrativo, ma che afferiscono a bacini ricadenti in ambito veneto da un punto di vista idrologico (es. il Ghiacciaio della Marmolada, appartenente in gran parte al Trentino Alto Adige, nella sua quasi totalità contribuisce al bacino del Piave tramite l’invaso del Passo Fedaia).

Per ogni ghiacciaio sono così state individuate le principali caratteristiche:

  •  tipologia (ghiaccio, nevato, ghiaccio sepolto, …)
  • forma
  • stima dell'estensione.

Questi elementi sono stati confrontati con le informazioni raccolte in altre campagne condotte nell’ultimo decennio da ARPAV (1999 e 2004), o appartenenti ad altri catasti (World Glacier Inventory 1982-1984 o Catasto dei ghiacciai italiani del 1959).

L'analisi effettuata ha prodotto un quadro abbastanza chiaro sull’evoluzione areale dei ghiacciai che conferma come i piccoli apparati presenti in territorio dolomitico stiano progressivamente riducendosi.

La descrizione dello stato attuale dei ghiacciai dolomitici e il confronto con il passato verranno ampiamente illustrati in una pubblicazione di prossima realizzazione.

Come precedentemente accennato la scansione laser dei vari apparati ha permesso di creare un Modello digitale del terreno con una risoluzione di 1 m di pixel; esso costituirà la base per successive campagne con la possibilità di confrontare, in questo caso, l’evoluzione dei volumi di ghiacciaio. Già nella campagna del 2004, i rilievi GPS e georadar hanno misurato i volumi glaciali presenti in alcuni apparati più rappresentativi (Marmolada, Superiore dell’Antelao e Fradusta) e il confronto fra questi dati e il nuovo DTM del 2009 consentirà di quantificare le probabili perdite di volume negli ultimi anni.

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ultima modifica 27/06/2011 12:08