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Radiazioni ultraviolette ed effetti sulla salute

Ogni anno, in questo periodo, si sente parlare spesso di effetti sulla salute che possono derivare da una scorretta esposizione ai raggi solari.

Ma quali sono i raggi nocivi e come possiamo tutelarci?Belleri e Lorenzetto

Ne parliamo con Laura Maria Belleri e Giuseppe Lorenzetto del Servizio Controllo Ambientale del Dipartimento ARPAV Provinciale di Vicenza, referenti per il monitoraggio delle radiazioni UV.

Quali sono i raggi nocivi da cui dobbiamo proteggerci?

Giuseppe Lorenzetto: Sono le radiazioni ultraviolette, comunemente chiamate raggi UV. Ogni individuo è soggetto ad una esposizione a valori più o meno intensi di radiazioni UV, generate prevalentemente dal sole, ma anche da sorgenti artificiali come le apparecchiature utilizzate per l’abbronzatura a fini estetici.
L’esposizione ai raggi UV ha effetti positivi sulla salute umana ma può anche essere causa di effetti negativi, più o meno gravi, dall’arrossamento della cute, alle lesioni oculari, ai tumori maligni. E’ importante quindi informarsi e cautelarsi per sfruttare al meglio i benefici, tutelandosi dai possibili danni.

Quali sono i fattori che determinano l'intensità della radiazione UV rendendola più o meno nociva?

Giuseppe Lorenzetto: L'intensità della radiazione UV che incide sulla superficie terrestre dipende da diversi fattori, tra cui:

  • l’ora della giornata e la stagione: più è alto il sole nel cielo e più forte è l’incidenza della radiazione UV;
  • la latitudine e altitudine: la radiazione UV aumenta del 4% ogni 300 metri d'incremento di quota sul livello del mare;
  • le condizioni meteorologiche: la massima intensità di UV si raggiunge a cielo sereno. Anche con cielo parzialmente coperto però si possono avere alti livelli, per effetto della diffusione e riflessione della radiazione sulle nubi. Le nubi sottili inoltre lasciano passare oltre il 90% della RUV solare;
  • lo strato di Ozono (O3) presente nella parte più elevata dell’atmosfera: questo gas funziona da schermo per la radiazione UV solare e il suo spessore varia da una giornata all’altra; non va confuso con l’ozono presente a terra, che è considerato un agente altamente inquinante ed è perciò monitorato dalla rete ARPAV;
  • la riflessione al suolo: anche la riflessione che viene dalle superfici aumenta l’entità della RUV. Questa considerazione è molto importante in montagna, dove la neve fresca riflette fino all'80 - 90% della radiazione UV, mentre al mare la sabbia riflette la RUV fino al 25%.

Quali sono i possibili effetti sulla salute umana?

Laura Belleri: Innanzitutto parliamo degli effetti sulla pelle, il rivestimento più esterno del nostro corpo, che svolge diverse funzioni tra cui quella di protezione dagli agenti nocivi, di riserva di grassi ed acqua e di produzione di sostanze necessarie all’organismo come la vitamina D. Ci sono due tipologie di raggi UV che agiscono diversamente sulla cute. I raggi UV-B vengono assorbiti dagli strati più superficiali della pelle (epidermide), inducono la produzione di melanina provocando una lenta colorazione (in circa 6-7 giorni) ed una abbronzatura duratura. Questi raggi sono responsabili dell’arrossamento della cute (eritema), della disidratazione, dell’ispessimento della pelle e dell’aumentata crescita dei peli come meccanismo di difesa. I raggi UV-A sono quelli assorbiti dalle strutture più profonde della cute (derma) e provocano una colorazione già in poche ore ma di breve durata (2-3 giorni). Questa banda di UV è la responsabile della formazione delle rughe, del rilassamento cutaneo tipico della cute foto-danneggiata e delle macchie solari. L’esposizione ai raggi UV non ha però soltanto effetti negativi, induce infatti la produzione di vitamina D, fondamentale per lo sviluppo dello scheletro e per la protezione da malattie quali il rachitismo e l’osteoporosi e i raggi UV-B e UV-A vengono utilizzati come trattamento di alcune patologie cutanee quali la psoriasi, la dermatite atopica e la vitiligine.

Ci sono delle informazioni che ci possono aiutare ad esporci correttamente?

Laura Belleri: L'Indice Universale della Radiazione UV Solare (UVI - UV Index) descrive il livello di radiazione UV solare sulla superficie terrestre, pesando in maniera diversa le componenti a seconda della loro importanza nell’insorgenza dell’eritema: la radiazione UV-B assume un peso superiore a quella UV-A perchè viene assorbita e rilascia tutta la sua energia negli strati superficiali della pelle, facilitando la presenza dell’eritema. Anche la componente UV-A però non va trascurata, poiché tale radiazione viene bloccata molto meno dallo strato di ozono, arrivando con una potenza più elevata a terra rispetto all’UV-B. Il valore dell'indice parte da zero e il suo aumento indica un maggior rischio di danno per la pelle e per gli occhi e un minor tempo necessario perché questo danno si verifichi. L’UV Index viene misurato in tutto l’arco della giornata.

I dati dell’UV Index sono disponibili anche per la nostra regione?

Giuseppe Lorenzetto: Certamente, circa tre anni fa ARPAV ha iniziato a misurare i valori della radiazione UV durante il periodo che va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno grazie a due strumenti (radiometri) installati sulla sede ARPAV di Vicenza. Questa misura risulta rappresentativa, a parità di condizioni meteorologiche, della situazione che si può riscontrare nelle aree pianeggianti del Veneto, a partire dalla zona costiera per arrivare sino alle pendici dell’area prealpina. Da queste misure vengono estratti gli andamenti giornalieri e settimanali dell’UV-index e della radiazione UV-A, che sono pubblicati in tempo reale sul sito web dell’Agenzia. Oltre al dato in tempo reale, viene reso disponibile il grafico con l’andamento dell’UV-index e della radiazione UV-A registrato nell’ultima settimana, per poter verificare come questi parametri siano variati nell’arco di qualche giorno, magari in presenza di differenti condizioni climatiche.

UV Index

I dati pubblicati sul sito sono di facile lettura per tutti?

Giuseppe Lorenzetto: Assolutamente si. Per agevolare i non esperti della materia si è scelto, in conformità alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, di visualizzare le informazioni mediante un grafico che utilizza i colori per evidenziare il diverso livello di pericolosità per la salute a seconda dei valori rilevati: ad esempio il verde identifica le fasce orarie sicure, in ci si può stare al sole senza correre rischi, mentre il giallo-arancio indica dei periodi in cui è consigliabile prendere alcune precauzioni nell’esposizione, soprattutto per i soggetti di pelle chiara. Dal rosso in poi queste precauzioni diventano necessarie per tutti i soggetti, indipendentemente dal tipo di pelle.

Quali consigli per una corretta esposizione?

Laura Belleri: Innanzitutto è bene informarsi sui valori di UV-index presenti, perchè anche in giornate parzialmente coperte o ventilate, in cui il sole può sembrare meno forte, la radiazione UV può rimanere molto intensa. Va comunque evitata l’esposizione nelle ore dalle 12 alle 16, in cui è preferibile ricercare posti riparati e all’ombra. Anche nelle altre ore è comunque bene limitare l’esposizione, ad esempio utilizzando un ombrellone.
Si consiglia inoltre di usare, rinnovando l’applicazione ad intervalli regolari e dopo il bagno, creme con filtri solari ad ampio spettro con un fattore di protezione solare (SPF) superiore a 15; la crema va utilizzata sia al mare che in montagna, dove i raggi solari sono più intensi e vengono riflessi dalla neve. La crema solare va applicata anche sotto l’ombrellone ed in acqua dove arrivano rispettivamente il 50% ed il 90% dei raggi solari.
Particolare attenzione va poi rivolta alla protezione dei bambini, evitando l’esposizione solare per quelli con meno di 6 mesi di vita.
Anche la protezione degli occhi non va trascurata, utilizzando occhiali che filtrino le radiazioni UV-B e UV-A. Gli occhiali dovrebbero sempre riportare una indicazione della categoria di protezione fornita: per un uso generico, è consigliabile la 3, mentre per attività caratterizzate da forti esposizioni (come su suoli innevati, ad alto potere riflettente), è raccomandata la categoria 4. Infine gli occhiali dovrebbero proteggere anche dall’esposizione laterale.
Quanto agli indumenti, soprattutto per i bambini con cute ed occhi chiari e capelli biondi o rossi, si raccomanda di utilizzare maglietta e cappello a tesa larga.

Per approfondimenti http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/radiazioni-uv


A cura di

Ufficio Comunicazione ARPAV
Tel. 049-8239305-337
comunicazione@arpa.veneto.it

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ultima modifica 18/07/2014 10:47

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