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8 maggio 2001

Dopo una mattinata caratterizzata da un tempo in prevalenza soleggiato in pianura e irregolarmente nuvoloso, a tratti nuvoloso in montagna, nel primo pomeriggio del 8 maggio 2001 sulla regione si innescano moderate condizioni di instabilità con conseguente formazione di nuvolosità cumuliforme ad elevata estensione verticale, localmente a carattere di cella temporalesca, con associati rovesci sparsi.

 

Le precipitazioni, per lo più a carattere di rovescio o temporale, risultano più intense tra le 13:00 e le 15:30* in una ristretta fascia della pianura centro-meridionale veneta, estesa dall'alto Polesine a Castelfranco Veneto, attraverso i Colli Euganei e l'Alta Padovana. Localmente si registrano anche eventi grandinigeni, come a Teolo e a Villa di Teolo, nel padovano, ove le precipitazioni assumono, inoltre, carattere di nubifragio. Precipitazioni localmente intense, ma di entità inferiore, si registrano anche nella fascia occidentale delle prealpi Vicentine e nel Portogruarese, in provincia di Venezia (come si può vedere osservando i nuclei di precipitazione nella mappa delle isoiete riportata al termine del presente documento).

 

Analisi della situazione meteorologica sul Veneto

Analizzando in dettaglio le informazioni provenienti dal sistema integrato di monitoraggio a disposizione del Centro Meteorologico di Teolo, si osserva che da un punto di vista sinottico, sulla regione il giorno in esame sono presenti in quota correnti di aria più fredda convogliata dall'Austria-Ungheria. Ora, la presenza di aria più fredda in quota, associata al forte riscaldamento degli strati più bassi dell'atmosfera tipico del periodo primaverile-estivo, può favorire in generale l'innesco di condizioni di instabilità atmosferica e la formazione di nubi cumuliformi, che possono evolvere in rovesci o temporali.

Carta sinottica al livello di geopotenziale di 300 hPa per l'8 maggio 2001. In rosso si è evidenziato un piccolo vortice ciclonico in quota (B nell'immagine).Dall'analisi delle carte in alta quota (300 hPa) si evidenzia, inoltre, (immagine a fianco a destra, linee marcate in rosso, fonte: Centro Europeo di Previsione Meteorologica a medio termine ECMWF) come ulteriore contributo all'instabilizzazione atmosferica, alle ore 13:00, un'area di convergenza (circolo B sulla carta) in prossimità delle zone costiere e pianeggianti alto adriatiche.

 

 

 

Carta sinottica al livello di geopotenziale 500 hPa per l'8 maggio 2001. In figura è evidenziato un nucleo di aria relativamente freddo (C nell'immagine).In corrispondenza al medesimo orario, la mappa a 500 hPa, evidenzia la presenza di un nucleo di aria più fredda (immagine a fianco a sinistra, circolo C, fonte: ECMWF).
L'analisi verticale dell'atmosfera proveniente dai radiosondaggi di S.Pietro Capofiume (BO), Milano e Udine, delle 01:00 e delle 13:00, conferma condizioni favorevoli alla formazione di nubi ad elevata estensione verticale, specie alle 13:00 lungo la verticale delle stazioni di riferimento.
Dalle immagini radar si evidenzia a partire dalle 11:30 un'area interessata da rovesci nel settore prealpino occidentale della regione; in seguito (ore 12:00), i rovesci presenti sulle prealpi si intensificano e si estendono verso est-sudest e a partire dalla fascia costiera di Rovigo si forma una striscia uniforme di celle temporalesche che lentamente avanza compatta verso ovest-sudovest via via intensificandosi ed estendendosi nella direzione perpendicolare a quella di moto (quindi estendendosi a nord verso le zone meridionali della provincia di Padova e a sud verso l'Emilia); alle 13:30 le due aree interessate da rovesci e temporali tendono ad avvicinarsi, per effetto della convergenza in alta quota e la striscia di celle che transita sulla provincia di Rovigo si è ormai estesa, nel suo lembo settentrionale alla zona collinare euganea; i fenomeni si protraggono indicativamente fino alle 15:30, quando, pur permanendo un'estesa area di rovesci ancora nella pianura occidentale, le precipitazioni risultano molto più attenuate rispetto alle precedenti.

Immagine da satellite per l'8 maggio 2001 (fonte: satellite Meteosat MET7, modalità Visibile). Nell'immagine delle 09:00 UTC si nota la quasi totale assenza di nubi sulla pianura veneta.Immagine da satellite (MET7, modalità Visibile) delle ore 12:30 UTC. Inizia ad evidenziarsi una fascia di nubi cumuliformi in prossimità della costa adriatica, in provincia di Rovigo (indicata in figura dalla freccia gialla). Immagine da satellite (Met7, modalità Visibile, ore 14:00 UTC). Nell'immagine si evidenzia (frecce rosse) la nuvolosità cumuliforme sul rodigino in moto verso Ovest che tende a congiungersi con la nuvolosità dalla fascia prealpina occidentale verso un'area di temporanea convergenza.Dalle informazioni da satellite Meteosat (MET7, modalità: visibile) qui a fianco riportate in sequenza, si può notare in corrispondenza all'immagine delle ore 09:00 (prima a sx) la quasi totale assenza di nubi sulla pianura veneta; già in corrispondenza all'immagine delle ore 12:30 (immagine centrale) si inizia ad evidenziare una fascia di nubi cumuliformi in prossimità della costa adriatica, in provincia di Rovigo (indicata dalla freccia gialla, per chiarezza); nelle ore successive la fascia suddetta si intensifica progressivamente, spostandosi corrispondentemente verso ovest; in questo spostamento verso ovest, tende a congiungersi con la nuvolosità proveniente dalla fascia prealpina occidentale e l'insieme tende a spostarsi concordemente verso sudest, confermando la presenza di un'area di temporanea convergenza in prossimità del settore centro-occidentale della pianura veneta; nell'ultima immagine riportata (immagine a destra), corrispondente alle ore 14:00, si osserva l'allineamento e il ricongiungimento dei due corpi nuvolosi, quello da nordovest e quello da est, indicati dalle due frecce rosse.

Zoom sulla mappa delle isoiete (linee ad egual precipitazione) per la provincia di Padova. In figura è ben evidente il nucleo di intensa precipitazione che ha interessato la parte centro occidentale della provincia, tra i Colli Euganei e i confini con la provincia di Vicenza.Analizzando i dati rilevati dalle stazioni meteorologiche gestite da questo Centro, la località più piovosa è risultata Teolo (PD) sui Colli Euganei dove, tra le 14:40 e le 15:40 sono caduti 56.2 mm di pioggia mista a grandine (nucleo di precipitazione visibile nella mappa delle isoiete a fianco). L'evento a Teolo ha avuto carettere di nubifragio, essendosi registrati più di 40 mm in mezz'ora (secondo la classificazione di Humphreys) e ha provocato locali tracimazioni dei canali nell'area attorno a Teolo.
In particolare, i valori di pioggia registrati a Teolo a partire dalle 14:55, sono rispettivamente: 12.4 mm in soli 5 minuti, 27.4 mm in 15 minuti, 45.8 mm in 30 minuti e 54.8 mm in 45 minuti.
Il vento ha rinforzato in concomitanza all'intensificazione delle precipitazioni raggiungendo una raffica massima di 45 km/h alle 15:04 mentre la temperatura, a conferma del passaggio della cella temporalesca, è scesa dai 21.4°C delle 14:30 ai 13.4°C delle 15:00, per raggiungere la punta minima dell'intera giornata alle ore 15:15 con 12.8°C. Il sensibile abbassamento della temperatura, associato all'elevata umidità nei bassi strati, provocata dall'evaporazione delle precipitazioni, ha dato luogo, localmente, a temporanee foschie dense e nebbia in banchi nell'area collinare, più intense nelle zone ove l'accumulo di grandine al suolo ha tardato a sciogliersi.

Negli ultimi 9 anni (da quando è attiva la stazione meteorologica di Teolo) l'evento pluviometrico registrato nel corso dei 15, 30 e 45 minuti risulta il più intenso della serie mentre il valore di pioggia caduto in un'ora è già stato superato soltanto in occasione del nubifragio del 19 giugno 1992 (58.2 mm in un'ora).

Dato il carattere locale degli eventi temporaleschi e considerata la distribuzione delle stazioni che non può che dare un'immagine discontinua delle precipitazioni al suolo, non si può escludere che localmente vi siano state altre zone, nella fascia interessata dalla striscia di celle temporalesche sopra descritta, in cui si siano raggiunti quantitativi di precipitazione paragonabili sia quantitativamente che qualitativamente a quelli rilevati a Teolo.

Mappa delle isoiete sul Veneto relativa al 8 maggio 2001.Per l'interpretazione della mappa precedente è opportuno tener presente che le isoiete riportate interpolano dati puntuali forniti dalle stazioni, non uniformemente distribuite sul territorio. Pertanto, data la tipologia del fenomeno descritto e l'estensione della fascia di celle da Rovigo a Castelfranco, in realtà è probabile che fra i due nuclei di precipitazione nel trevigiano occidentale e nel padovano centrale, la distribuzione di precipitazione reale sia caratterizzata da maggior continuità.









*Tutti gli orari riportati sono in ora solare.

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ultima modifica 23/11/2010 13:11