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Nevicate 26-28 gennaio 2006

Tra il 26 e il 28 Gennaio 2006 il Veneto, come gran parte delle regioni dell'Italia Settentrionale, è interessato da diffuse ed intense nevicate anche in pianura. L'evento nevoso registra quantitativi abbondanti soprattutto sulla fascia prealpina e pedemontana compresa tra le province di Verona, Vicenza e Belluno. Le prime significative precipitazioni nevose iniziano nel primo pomeriggio di giovedì 26, intensificandosi rapidamente e continuando incessantemente nel corso della sera e della notte; la mattina di venerdì 27 il manto nevoso raggiunge i 20-30 cm in molte zone della pedemontana tra Verona e Vicenza e sui Colli Euganei e Berici e tra i 5 e 10 cm in altre zone della pianura ove nel corso della giornata le precipitazioni si attenuano e si trasformano in pioggia. Sulle zone prealpine le nevicate continuano fino alla mattina successiva raggiungendo valori ragguardevoli: la mattina di sabato 28 si registrano altezze complessive di 100-150 cm sulle Prealpi tra Verona e Vicenza e di 30-70 cm in Val Belluna, fino anche a oltre 100 cm intorno a Feltre.

 

Il documento presente si articola nelle seguenti sezioni:

(Approfondimento)

Situazione ed evoluzione generale

Nei giorni precedenti l'evento la regione registra un prolungato periodo decisamente più freddo del normale con temperature che la mattina di mercoledì 25 Gennaio raggiungono punte minime di -6/-11°C in pianura, -13/-16°C in alcuni fondovalle prealpini e fino a -25°C in montagna nei poli più freddi (da citare anche i -30°C a Valmenera in Cansiglio). Fino al giorno 25 la situazione meteorologica sul Veneto è infatti caratterizzata dalla marginale influenza delle correnti fredde di origine artico-siberiana associate ad un'ampia circolazione ciclonica presente sull'Europa nord-orientale e alla migrazione verso nord dell'anticiclone atlantico che favorisce la discesa lungo il suo bordo sud-orientale di masse d'aria molto fredde verso le regioni balcaniche. Dal giorno 25, il rapido spostamento di un nucleo depressionario dalla Scandinavia verso l'Europa centro-occidentale determina un successivo cambiamento della circolazione con formazione di un minimo relativo al suolo tra le Isole Baleari e il Golfo Ligure mentre in quota la goccia fredda rimane centrata tra la Francia e la Spagna. Tale configurazione provoca un rapido peggioramento del tempo sul Nord d'Italia con precipitazioni a prevalente carattere nevoso ad iniziare dalla mattina del 26 sulle regioni occidentali (al mattino sono segnalate nevicate a Genova, Torino e Milano) ed in graduale spostamento verso est nel corso del giorno 26. La presenza del cuscinetto freddo nei bassi strati, le correnti in prevalenza orientali al suolo e il flusso umido sud-occidentale in quota, più intenso verso le zone occidentali, favorisce precipitazioni anche consistenti sulle zone della pianura centro-occidentale e sulle Prealpi, inizialmente nevose (per almeno 12 ore) anche su gran parte della pianura. Tra il 27 e il 28 le precipitazioni via via si attenuano in pianura, risultando più sparse e in prevalenza piovose, mentre la persistenza di un flusso di correnti meridionali in quota e di un flusso orientale/sud-orientale nei bassi strati, favorisce un prolungamento delle precipitazioni sulle zone montane, specie in quelle prealpine tra il Vicentino e il Feltrino, ove le nevicate risultano molto abbondanti e fino a fondovalle, almeno fino alla sera-notte del 27. In seguito i fenomeni si attenuano e il limite delle eventuali residue nevicate si porta sulle zone prealpine fino a 1000-1200 m circa, 400-600 m nel Bellunese. Particolare risulta la distribuzione delle precipitazioni totali registrate sul settore montano come evidenziato nella mappa delle precipitazioni sottostante. Da notare il forte gradiente di precipitazione tra Prealpi occidentali (max 175 mm) e settore dolomitico orientale (meno di 5 mm), dovuto alla particolare orientazione dell'orografia nei confronti del flusso che ha favorito precipitazioni più intense e persistenti in corrispondenza della fascia prealpina centro-occidentale della regione.

 

Evoluzione dei fenomeni sul Veneto

Giovedì 26 gennaio
Al mattino il cielo è in prevalenza nuvoloso o parzialmente nuvoloso per residua nuvolosità alta proveniente da NW, transitata tra la sera prima e la notte. Le temperature minime del mattino risultano ovunque sotto zero con valori ancora bassi e compresi generalmente tra -4 e -7°C in pianura, -10°C a Belluno e -11°C sul M.Cesen, su Prealpi trevigiane a 1555 m s.l.m.
Nel corso della mattinata si cominciano a vedere i primi segnali di precipitazione dal radar meteorologico, in avanzamento sul Veneto da Sud-Ovest. Sull'Emilia è già tutto imbiancato. Verso le 11.30 viene segnalato il primo nevischio a Verona e tra le 13.00 e l4.00 inizia a nevicare su gran parte delle zone centro-occidentali della regione, tra le province di VR, RO, VI, PD. Nel corso del pomeriggio i venti orientali e le nevicate si intensificano diffondendosi lentamente verso est fino a Venezia e sulle Prealpi. Verso sera si registrano accumuli di neve di qualche centimetro su gran parte di queste zone, più consistenti su Vicentino (alle 20.00 si segnalano 10 cm circa a Malo ). In serata e durante la notte le nevicate continuano colpendo principalmente le zone centro-occidentali della pianura, specialmente tra veronese e Vicentino, e zone prealpine. Rimangono pressoché esclusi dalle precipitazioni il trevigiano e il veneziano nord-orientale. Alle ore 22.00 in pianura le temperature risultano generalmente comprese tra 0 e +2°C, mentre sul M.Cesen la temperatura risale a -8°C e sul M.Grande (Colli Euganei a 400 m s.l.m.) è a -3°C circa.

Venerdì 27 gennaio
Nella notte e fino al primo mattino le nevicate continuano anche su gran parte della pianura centro-settentrionale e sulle zone montane dove in alcune zone presentano intensità, eccezionali per il fondovalle Feltrino, pari a 5-6 cm/h per 12 ore circa; sulla pianura meridionale e sul veronese, invece, già intorno a mezzanotte la precipitazione risulta per lo più piovosa o neve mista a pioggia. Dal mattino le precipitazioni iniziano ad esaurirsi a partire dalla pianura centro-meridionale mentre continuano sulle zone pedemontane e montane, con limite della neve in lieve rialzo fino a quote collinari sui versanti meridionali della fascia prealpina, e sul trevigiano con delle brevi nevicate nel corso della mattinata. Il resto della giornata registra precipitazioni persistenti su tutta la fascia prealpina, con neve fino a fondo valle, e, seppur con minor intensità, su gran parte del Vicentino, con neve a quote collinari, e sulle Dolomiti. In pianura si registrano nuovamente piogge sparse, a tratti moderate, nel pomeriggio-sera. Alle 22.00 sul M.Cesen la temperatura si porta a -4°C circa, sul M.Grande a 0°C circa. Verso sera anche a Belluno comincia a cadere della pioviggine mentre a Feltre nevica ancora.

Un'immagine ripresa a Feltre.

 

 

 

Mappa delle precipitazioni cumulate nel periodo 26-28 gennaio 2006 sul Veneto. La cartine evidenzia un nucleo esteso di abbondanti precipitazioni su tutto il settore prealpino, con massimo nella zona di Recoaro.

 

 

 

 

 

Immagine scattata a Feltre.

(Approfondimento)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 28 gennaio
Nella notte continuano le nevicate sulle zone montane, con maggior intensità lungo la fascia prealpina, a tratti la neve comincia a diventare mista a pioggia in alcuni fondovalle prealpini con limite in lieve innalzamento a 400-600 m. Alle 8 del mattino la temperatura sul M.Cesen è di -2°C circa e sul M.Grande di +2°C. Nel corso della mattinata le precipitazioni si esauriscono anche sulle zone montane e durante il resto della giornata si assiste ad un generale ulteriore aumento delle temperature con isolate brevi precipitazioni nel corso del pomeriggio-sera in transito da sud verso nord specie nella pianura nord-orientale e tra il padovano e il Vicentino.


Grafici di precipitazione e temperatura

Si riportano di seguito alcuni grafici di temperatura e di precipitazione cumulata progressiva registrati presso alcune stazioni rappresentative delle zone più colpite, il Vicentino ed in particolare la fascia prealpina ove le precipitazioni sono state persistenti e di moderata/forte intensità per 36 ore circa e il Bellunese.

Andamento della precipitazione cumulata a Recoaro, Santa Giustina ed Agordo (dall'alto verso il basso in figura).

A Recoaro 1000 (VI - 1171 m s.l.m.) l'andamento termo-pluviometrico dimostra l'intensa e continuativa nevicata iniziata nel primo pomeriggio del 26 e terminata nella mattinata del 28 con 135 mm/36 ore circa (3.7 mm/h medi). Dal pomeriggio del 28 la temperatura comincia a superare lo zero e tra la serata del 28 e il primo mattino del 29 si registra un'ulteriore moderata precipitazione che però risulta nevosa oltre i 1200/1300 m circa. Il nivometro di Campogrosso (sopra Recoaro a 1464 m s.l.m.) la mattina del 28 segna 162 cm di neve fresca.

A S.Giustina (BL - 300 m s.l.m.), località di fondovalle tra Belluno e Feltre, la nevicata dura 36 ore circa con un quantitativo totale di 72 mm circa. Verso fine evento, nel corso del mattino del 28, visto il rialzo termico, la neve potrebbe essere risultata molto bagnata o mista a pioggia, successivamente la temperatura si porta al di sopra dello zero senza ulteriori apporti pluviometrici. Nel Bellunese i quantitativi maggiori sono registrati nel Feltrino ove la neve fresca caduta raggiunge i 90/120 cm circa.

Ad Agordo (BL - 578 m s.l.m.), località dolomitica di fondovalle, cadono 55 mm in circa 36 ore e visto l'andamento termico e la posizione del luogo che risulta essere più interna e in una valle più stretta rispetto alle zone prealpine, la precipitazione è sempre risultata nevosa. Lo spessore della neve fresca misurato la mattina del 28 è pari a 99 cm (dati ARPAV-CVA).

 

 

Breve commento climatologico ai dati

L'evento si caratterizza principalmente per l'abbondante nevicata a bassa quota, anche in pianura almeno inizialmente, e per l'intensità dei fenomeni. L'evento infatti registra precipitazioni molto abbondanti (70-160 mm circa) sulle zone prealpine comprese tra la Val Belluna e il Recoarese e prevalentemente in 36 ore circa. I quantitativi di neve al suolo registrati in queste zone, pur molto variabili e di difficile misurazione, risultano comunque considerevoli e in prima approssimazione paragonabili in alcuni casi a quelli registrati nel Gennaio 1985, considerato tra gli eventi nevosi più importanti quantomeno degli ultimi 40 anni. Da una rapida analisi dei dati a disposizione si possono comunque individuare una serie di differenze tra l'evento di quest'anno e quello del 1985.

Gennaio 1985:

  • si registrarono più giorni nevosi; l'evento principale durò 4-5 giorni, dal 14 al 18, con neve anche su gran parte della pianura; vi fu anche un secondo evento dal 22 al 27 con ulteriori nevicate, ma a quote generalmente un po' più elevate;
  • le temperature risultarono generalmente più fredde con valori minimi record per più giorni precedenti l'evento (tra il 6 e il 13 le temperature minime si mantennero molto al di sotto della media con punte record di -20°C in pianura e di -10°C a Venezia);
  • le nevicate nel corso del primo evento furono abbondanti anche in alcune località della pianura e con maggior persistenza al suolo.

 

Gennaio 2006:

  • l'evento di neve più importante è quello registrato tra il 26 e il 28 Gennaio anche se altri due episodi nevosi di minor entità sono avvenuti tra la sera del 31 Dicembre e il 1 Gennaio e tra il 17 e il 18 Gennaio (soprattutto in pianura) con nevicate anche in pianura;
  • l'evento del 26-28 è risultato molto intenso e rapido con precipitazioni cadute prevalentemente nell'arco di 24-36 ore;
  • le temperature hanno subito nel corso dell'evento e nei giorni successivi un generale rialzo trasformando dapprima in pianura e poi fino a quote collinari la neve in pioggia nell'ultima parte dell'evento.

Si riportano di seguito, per alcune località più rappresentative e di cui si dispone di dati confrontabili, i valori di altezza complessiva della neve caduta al suolo nel Gennaio 1985 (fonte Annali Idrologici) e nel Gennaio 2006 (varie fonti, in prevalenza ARPAV).

LocalitàQuota [m]Neve accumulata [cm] Gennaio 1985LocalitàQuota [m]Neve accumulata [cm] Gennaio 2006
Belluno (BL) 380 55 Belluno 390 55
Pedavena (BL) 359 116 Feltre (BL) 280 115
Agordo (BL) 611 118 Agordo (BL) 578 96
Arsié (BL) 315 131 Arsié (BL) 315 120 (stimata)
Asiago (VI) 1046 175 Asiago (VI) 1046 137
Pian Fugazze (VI) 1157 188 Vallarsa (TN) 1170 110 (al 27 gennaio)
Recoaro (VI) 445 100 Campogrosso (VI) 1464 168
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ultima modifica 23/11/2010 13:11