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Sinossi Inverno 2010/2011

 

Dicembre

L'inizio del mese di Dicembre è in linea con la conclusione del mese di novembre 2010, cioè con una vasta saccatura, responsabile di una precoce ondata di tempo di stampo invernale su molti paesi europei, compreso il Nord Italia, con neve a bassa quota e bassissime temperature. Tra il 7 e 8 dicembre la saccatura si assottiglia e si ritira verso la penisola iberica, richiamando aria da Sud-Ovest con avvezione d’aria assai mite ed umida. Di conseguenza il tempo risulta perturbato con notevole rialzo termico, assieme ad una sensibile risalita del limite della neve fino sui 2200/2400 m. Tra il 9 ed il 12 Dicembre forti correnti settentrionali investono l’Italia con nuovo calo termico e forti venti settentrionali in quota e qualche episodio di foehn nella valli alpine e di Bora in pianura. Nei giorni successivi i venti tendono a attenuarsi, ma il freddo si accentua in relazione ad un’avvezione d’aria fredda, associata ad una saccatura in approfondimento sui balcani (13-20 dicembre).
Situazione a 500 hPa il 24 dicembre 2010I primi giorni sono soleggiati e freddi, il 17 il tempo peggiora leggermente con debole neve fino in pianura, poi si ristabilisce, rimanendo freddo fino al 20. In seguito, una saccatura atlantica si avvicina lentamente al Veneto provocando un episodio perturbato. Inizialmente i fenomeni risultano deboli con un po’ di neve fino sui 400/600 m.

Poi, tra il 23 ed il 24 dicembre si tocca l’apice del maltempo con un forte richiamo sciroccale (immagine della situazione sinottica a fianco: 24 dicembre alle ore 00 UTC), responsabile di un deciso rialzo termico, e precipitazioni abbondanti sulle Prealpi (fino a 250/360 mm in 72 ore, mentre piove assai meno in pianura e sulle Dolomiti. Il limite della neve si rialza fino sui 1900 m sulla fascia prealpina e 1600 m sulle Dolomiti.

Precipitazione registrata tra il 21 e il 25 dicembre 2010Tra il 25 ed il 26 dicembre gli effetti della saccatura si esauriscono progressivamente, anche se cadono ancora dai 15 ai 30 mm, specie in pianura e sulla fascia pedemontana. Nell'immagine a fianco sono riportate le cumulate di precipitazione registrate tra il 21-25 dicembre 2010.

Dal 27 dicembre fino alla fine del mese s’instaura una situazione anticiclonica di matrice continentale, assieme alla presenza di un promontorio di origine atlantica. Pertanto il tempo torna ad essere stabile, ma freddo, anche se in alta quota gli ultimi giorni dell’anno risultano essere particolarmente miti. Il ristagno d’aria fresca ed umida nei bassi strati atmosferici determina una situazione assai favorevole alle nebbie, spesso con galaverna in realzione alle basse temperature nelle valli.

 

Gennaio

Il mese di Gennaio, inizia con una fase di bel tempo assai freddo, con gelate notturne diffuse, anche in pianura, particolarmente intense sui settori montani. Questa fase di tempo stabile e freddo perdura fino al 6 gennaio ed è legata alla persistenza di un’alta pressione centrata sull’Europa orientale e da correnti settentrionali d’aria di origine polare. In seguito una saccatura in approfondimento sulla Francia richiama correnti sud-occidentali d’aria mite in grado di porre fine all’ondata di freddo. Essa transita sul Veneto tra il 10 e l’11 gennaio, provocando un episodio perturbato, con piogge diffuse e ritorno di un po’ di neve fino sui 1100/1300 m a fine episodio.
Situazione a 500 hPa il 17 gennaio alle 00Andamento della quota dello zero termico a UdineDal 12 gennaio un’alta pressione di matrice atlantica sormontata da un promontorio d’aria assai mite porta una fase di tempo stabile ed anormalmente mite nelle ore centrali del giorno (lo zero termico tocca i 3398 m di quota tra il 16 ed il 17 gennaio [immagine a destra]. A sinistra è visualizzata la configurazione di alta pressione in corrispondenza al 17 gennaio alle ore 00 UTC). Dal 16 gennaio, nonostante la circolazione sia mista con prevalenza di alta pressione al suolo e di saccature in quota, centrate per lo più sui Balcani, il tempo risulta per lo più stabile e piuttosto freddo fino alla fine del mese, uniche eccezioni il 19 (breve episodio d’instabilità per la presenza di una saccatura in quota, centrata sul Mediterraneo) ed il 31 (depressione dinamica centrata sull’alto Tirreno, con fenomeni deboli e sparsi sulla pianura, ma non in montagna).

 

Febbraio

Il mese di Febbraio, inizia con una fase anticiclonica piuttosto duratura, associata ad un’alimentazione Nord occidentale, responsabile di una forte avvezione d’aria oceanica mite con conseguente netto rialzo termico in quota. Tale situazione perdura fino al 12 febbraio, quando il cedimento dell’alta pressione consente ad una prima piccola saccatura atlantica di raggiungere il Nord Italia, ma senza effetti.

Situazione a 500 hPa il 16 febbraioDopo questo passaggio una dorsale si ristabilisce, ma il 16 febbraio una saccatura più profonda (campo sinottico riportato nell'immagine a fianco) provoca un episodio di maltempo con estese precipitazioni comprese fra i 15 e 40 mm, localmente 70/80 mm sulla fascia prealpina, assieme al ritorno della neve sopra i 900/1000 m, localmente copiosa sulle Prealpi vicentine e veronesi. Tra il 17 ed il 19 una nuova dorsale riporta il sole ed un certo rialzo termico sul Veneto, mentre i giorni 20, 21 e 22 una modesta saccatura atlantica porta deboli nuove piogge ed un po’ di neve in montagna. Al suo seguito l’approfondirsi di una saccatura sui Balcani convoglia aria assai più fredda sul Nord-Est d’Italia con ritorno di un clima più freddo (gelate anche in pianura) e più stabile per la presenza di alta pressione continentale. Tra il 24 ed il 26 il tempo si ristabilisce con belle giornate, anche relativamente miti in giornata. Tra il 26 ed il 27 febbraio la presenza di un minimo depressionario riporta un po’ di maltempo con precipitazioni da deboli a moderate, anche nevose fino sulla pedemontana il 27 nelle prime ore del mattino. panoramica in quotaSuccessivamente le precipitazioni si estendono verso Nord, ma con limite neve in rialzo fino sui 600/800 m sulle Dolomiti. Nonostante il lungo periodo senza precipitazioni, gli ultimi eventi perturbati del mese riportano un innevamento abbastanza diffuso con un paesaggio tipicamente invernale in montagna come si può vedere dalla foto del versante Nord della Marmolada (foto a fianco).

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ultima modifica 24/03/2011 10:47