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GUIDA ALLA LETTURA DEGLI INDICATORI AMBIENTE E BENESSERE


La salute è definita, secondo la costituzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a cui l’Italia ha aderito, come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia": la salute pertanto è il risultato di una serie di determinanti - fattori la cui presenza modificano in senso positivo o negativo lo stato di salute di una popolazione - sociali, ambientali, economici e genetici.
Risulta pertanto condivisa la considerazione che la prevenzione, finalizzata alla tutela della salute, non possa prescindere dalla tutela dell'ambiente. Infatti l’esistenza di norme italiane e regionali in cui viene espressamente citata la necessità di integrazione fra il Sistema Ambiente e il Sistema Sanità ne è la prova.
Per la tematica Ambiente e Benessere vengono trattati gli indicatori relativi a popolazione esposta agli inquinanti outdoor (PM10) e gli indicatori sui pollini allergenici.

Particolato biologico aerodisperso - pollini allergenici
Le allergie da pollini rappresentano un fenomeno sanitario di importanza crescente, soprattutto per i bambini. Asma, bronchite, rinite sono alcuni delle principali patologie legate sia alla presenza dei pollini in aria che all’interazione dei pollini con gli inquinanti atmosferici: gli indicatori proposti descrivono dunque un’importante fonte di pressione ambientale a forte impatto sanitario.
Una delle stime più recenti indica che almeno il 20-25% della popolazione mondiale soffre di allergie; in Italia, la percentuale di persone che soffrono di pollinosi supera il 10% della popolazione(1). La presenza dei pollini in aria è fortemente influenzata dalle condizioni climatiche che, modificando l’inizio e la durata del periodo di fioritura, possono determinarne variazioni sia quantitative che qualitative; può essere collegato anche alle attività antropiche, in particolare a quelle afferenti alla gestione del verde pubblico e privato. I pollini più importanti, in grado di determinare patologie allergiche anche gravi, sono quelli delle Corylaceae (Nocciolo e Carpino), delle Cupressaceae (Cipresso e Tasso), delle Betulaceae (Ontano e Betulla),delle Oleacee (Olivo, Frassino, Orniello, Ligustro) delle Graminaceae, delle Urticaceae (in particolare Parietaria) e delle Compositae (Ambrosia ed Artemisia). Le maggiori sensibilizzazioni rilevate nel Veneto sono attribuibili ai pollini di Graminaceae, considerati altamente allergenici.
I dati disponibili riguardano le rilevazioni delle concentrazioni giornaliere dei pollini presenti in aria, monitorate da ARPAV sul territorio veneto; dalla somma delle concentrazioni giornaliere rilevate nell’arco dell’anno, si ottiene l’Indice Pollinico(2)

(1) ISPeSL – “Le piante degli orti e dei giardini: prevenzione del rischio”, 2008.
(2) Mandrioli P., Comtois P., Levizzani V. - “Methods in Aerobiologia”, 1998


Ambiente e Salute

L’esposizione della popolazione all’inquinamento da particolato atmosferico è un indicatore molto significativo per fotografare la situazione della qualità dell’aria in Veneto, essendo il PM10 l’inquinante più critico tra quelli individuati dalla norma. A tale proposito occorre ricordare che il D.Lgs. 155/2010, il testo di riferimento per la qualità dell’aria ambiente, ha come prima finalità la tutela della salute umana: al di là della determinazione delle zone in cui si ha il superamento dei limiti normativi per il particolato, diventa quindi fondamentale quantificare la percentuale della popolazione esposta a livelli di PM10 superiori ai relativi valori limite, fornendo uno strumento di valutazione importante anche a supporto delle politiche di risanamento.

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ultima modifica 17/11/2021 13:17