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I TERRENI DEL POLESINE E IL CASO COIMPO. NE’ BANALIZZAZIONE DEL PROBLEMA NE’ ALLARMISMO. LA POSIZIONE DI ARPAV

06/02/2018

(AAV), Padova 6 febbraio 2018 – In seguito ai numerosi articoli apparsi sulla stampa inerenti l’inquinamento dei terreni del Polesine e il caso COIMPO, ARPAV precisa quanto segue. Lo spandimento dei fanghi sul suolo è regolamentato da norme diverse – e non perfettamente coerenti - da quelle che normano la contaminazione dei suoli. L’utilizzo dei fanghi di depurazione sul suolo agricolo è regolamentato da un decreto legislativo di recepimento della normativa europea che prevede limiti massimi alle concentrazioni di alcuni inquinanti nel suolo. Tali limiti non sono coincidenti con quelli previsti dal Testo Unico Ambientale per stabilire la potenziale contaminazione dei suoli in quanto quest’ultimo stabilisce limiti solo per aree residenziali o industriali ma non per i suoli agricoli.

Inoltre la normativa ambientale prevede che, in presenza di fenomeni antropici o naturali che abbiano determinato una concentrazione di metalli nei suoli superiori ai limiti di legge, la concentrazione si assuma pari al “valore di fondo”. Questi “valori di fondo” del terreno sostituiscono a tutti gli effetti i limiti di legge.

I suoli della pianura alluvionale dell’Adige e del Po, che occupano il territorio polesano hanno per propria costituzione concentrazioni naturali di alcuni metalli (arsenico, cromo e nichel) e degli idrocarburi pesanti più elevati dei limiti di norma; sono pertanto questi valori naturali che devono essere tenuti a riferimento per stabilire se i suoli del Polesine siano o meno contaminati.

ARPAV ha effettuato numerosi studi sui valori di fondo dei terreni, i cui risultati sono disponibili nel sito internet www.arpa.veneto.it

Nel 2015, nell’ambito di un procedimento giudiziario, su richiesta dell’allora Corpo Forestale dello Stato, ARPAV ha eseguito indagini su 6 aziende agricole indicate dallo stesso Corpo Forestale. Sono stati così analizzati 32 campioni di suolo, prelevati alla profondità di 10-50 cm, rappresentativi delle aree investigate.
I risultati delle analisi, trasmessi nei giorni scorsi dai Carabinieri Forestali ai Comuni su cui insistono i terreni oggetto delle indagini, in sintesi, sono i seguenti:
- cadmio, cromo, rame, nichel, piombo e mercurio: tutti i valori sono inferiori ai limiti stabiliti dalla legge per le aree residenziali (non esistono limiti per le aree agricole);
- zinco: in 4 campioni su 32 è stato riscontrato un superamento del limite di legge per le aree residenziali;
- idrocarburi policiclici aromatici (IPA): tutti i campioni sono risultati inferiori al limite di rilevabilità;
- diossine: tutti i valori sono ampiamente al di sotto del limite di legge per le aree residenziali;
- policlorobifenili (PCB): 3 campioni su 32 presentano valori superiori al limite di legge per le aree residenziali;
- idrocarburi pesanti: in suoli organici come quelli indagati si trovano valori naturalmente presenti in suoli organici fino a 70 mg/kg; in 10 campioni su 32 si riscontrano valori più elevati di 70; l’assenza di IPA in tutti questi campioni esclude, peraltro, la presenza dei composti più pericolosi.
ARPAV ha già manifestato ai Carabinieri Forestali la propria disponibilità a continuare le indagini effettuando ulteriori campionamenti e analisi nei terreni investigati. La criticità più rilevante, a parere di ARPAV, che emerge dalle indagini dei Carabinieri, riguarda non solo la qualità dei terreni ma soprattutto le ingenti quantità di fanghi distribuiti sui terreni, che potrebbero avere “stressato” le caratteristiche dei suoli.

Va precisato che campionamenti sulle coltivazioni di questi terreni e sui prodotti della filiera alimentare devono essere effettuati dall’Azienda Sanitaria Polesana per la valutazione sulle eventuali ricadute sulla salute dei cittadini.

In riferimento alla COIMPO, ARPAV fornisce – in stretta collaborazione con le Forze di Polizia – tutto il supporto necessario all’Autorità Giudiziaria e agli enti Comune e Provincia. Numerosissimi sono i controlli, le analisi e le verifiche – anche in questo momento in cui l’impianto è sotto sequestro - con un notevole impiego di risorse e di personale per monitorare l’aria, le acque superficiali e sotterranee all’interno e all’esterno della COIMPO con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e la cittadinanza. La validità scientifica e tecnica delle analisi e dei dati forniti rappresenta un elemento fondamentale e oggettivo a supporto delle indagini.

Agenzia Ambiente Veneto - ufficiostampa@arpa.veneto.it
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ultima modifica 08/02/2018 15:28