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ACQUE SOTTERRANEE: Concentrazione di nitrati - agg. 31/12/2018 La concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee è in diminuzione? S

DESCRIZIONE

Nelle acque sotterranee sono presenti naturalmente solo pochi milligrammi di nitrati per litro (mg/l NO3), ma le concentrazioni possono aumentare notevolmente a causa delle pressioni antropiche che insistono sui corpi idrici e in funzione delle caratteristiche fisiche e/o dei processi chimici che avvengono nell'acquifero stesso.
I nitrati giungono nelle acque sotterranee soprattutto attraverso il trattamento del suolo in agricoltura con fertilizzanti chimici ed organici. Se viene sparso più concime di quanto le piante possono assorbire, l’azoto in eccesso viene dilavato dal suolo sotto forma di nitrato e immagazzinato nelle acque sotterranee, dove può persistere per decenni ed accumularsi anno dopo anno, raggiungendo così elevate concentrazioni.
Altre possibili sorgenti di nitrati sono gli scarichi civili ed industriali e le perdite da discariche.
Per la «direttiva acque» (2000/60/CE), i nitrati sono uno dei parametri che deve essere obbligatoriamente monitorato nelle acque sotterranee in tutti i corpi idrici, siano essi a rischio o non a rischio di raggiungere gli obiettivi di qualità.
D'altronde, l’inquinamento idrico provocato da nitrati, è stato ritenuto un problema ambientale significativo a livello europeo già all'inizio degli anni ’90. Con la «direttiva nitrati» (91/676/CEE), preso atto che i nitrati di origine agricola erano la causa principale dell’inquinamento proveniente da fonti diffuse che colpiva le acque, la Comunità Europea si è posta l’obiettivo di ridurre o prevenire questo tipo di inquinamento mediante la designazione di zone maggiormente sensibili al problema, definite vulnerabili, nelle quali l’utilizzazione agronomica degli effluenti e la fertilizzazione azotata dei terreni deve essere limitata e regolamentata.

OBIETTIVO

La «direttiva nitrati» fissa a 50 mg/l la concentrazione oltre la quale le acque sotterranee sono da considerarsi inquinate da nitrati, definendo vulnerabili le zone di territorio che scaricano direttamente o indirettamente su tali acque.
Anche per le direttive «acque sotterranee» (2006/118/CE) e «acque potabili» (98/83/CE) il valore limite di nitrati è pari a 50 mg/l.
La Commissione Europea, nell'ambito della direttiva nitrati, ha individuato quattro classi di qualità per la valutazione delle acque sotterranee: 0-24 mg/l; 25-39 mg/l; 40-50 mg/l; > 50 mg/l. Il valore di 25 mg/l rappresenta un “valore guida” al di sotto del quale, in caso di stabilità, la direttiva consente una periodicità più lunga del programma di controllo. La classe intermedia, 40-50 mg/l, è stata proposta per rispecchiare l’evoluzione di una stazione di monitoraggio in una zona “a rischio di superamento del livello a breve termine”. Le acque nelle quali vengono rilevate concentrazioni di nitrati maggiori di 50 mg/l sono considerate inquinate.

VALUTAZIONE

I valori di nitrati misurati annualmente in ciascun punto della rete di monitoraggio chimico, istituita secondo i criteri della «direttiva acque», sono mediati ed elaborati nelle quattro classi di concentrazione corrispondenti a livelli crescenti di contaminazione da nitrati.

Numero e percentuale di punti nelle diverse classi di concentrazione di nitrati. Anno 2018

sotterraneee_nitrati_pct_2018.png

clicca sul grafico per scaricare il file dati

faccina gialla Anche nel 2018 la maggior parte dei valori medi riscontrati è inferiore a 25 mg/l, solo il 3% è al di sopra dei 40 mg/l e l’ 1% ha superato il limite di 50 mg/l.

Analogamente agli anni precedenti, la distribuzione spaziale delle concentrazioni medie annue evidenzia che i valori più elevati sono localizzati soprattutto nell'acquifero indifferenziato di alta pianura (maggiormente vulnerabile) e in particolare nell'area trevigiana.
Nel sistema differenziato di bassa pianura, i nitrati risultano praticamente assenti nelle falde confinate, meno vulnerabili all'inquinamento, caratterizzate da acque più antiche e da condizioni chimico-fisiche prevalentemente riducenti, dove i composti di azoto si ritrovano nella forma di ione ammonio. Possono invece presentare concentrazioni elevate nella falda freatica superficiale, posta a pochi metri dal piano campagna e quindi altamente vulnerabile, se sono presenti condizioni ossidanti, altrimenti, in assenza di ossigeno, situazione che si riscontra di frequente in questi corpi idrici, l’azoto è presente come ione ammonio.

box verde Negli ultimi 10 anni l’andamento della concentrazione media annua è risultato in diminuzione per 68 punti di monitoraggio su 252 valutati (27%) e in aumento su 3 (1%). Per i restanti 181 punti (pari al 72%) non è stato identificato alcun trend statisticamente significativo.

Concentrazione media annua di nitrati nelle acque sotterranee per l’anno 2018

nitrati_sotterranee_2018mini.png

Clicca sull'immagine per visualizzare meglio la mappa

 

L’aggiornamento dell’indicatore con i dati dell’anno 2019 è previsto per  maggio 2020.

licenzalicenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 28/5/2019
Fonte dei dati ARPAV
Fonte dell'indicatore ARPAV
Sorgente digitale dei dati
Scopo valutare il grado di compromissione della risorsa idrica sotterranea a causa della presenza di pressioni di tipo prevalentemente agricolo sulla base del tenore di nitrati
Unità di misura mg/l NO3
Metodo di elaborazione media annua: media aritmetica dei valori misurati nell’anno. Ai fini del calcolo, nel caso di concentrazioni inferiori al limite di quantificazione (“<”) viene utilizzato un valore pari a metà del valore del limite di quantificazione (es. <1 sostituito da 0.5). Quando il valore medio calcolato è inferiore ai limiti di quantificazione, il valore viene indicato come «inferiore al limite di quantificazione».
Nella valutazione dei superamenti e nella suddivisione in classi, il valore medio è arrotondato al numero di decimali usato per lo standard di qualità (in questo caso senza decimali essendo lo standard pari a 50 mg/l).
classi di qualità: i valori medi di concentrazione sono rappresentati mediante una suddivisione in quattro classi di qualità (0-24 mg/l; 25-39 mg/l; 40-50 mg/l; >50 mg/l).
trend: per verificare l’esistenza di un trend monotono è stato utilizzato il test non parametrico di Mann-Kendall con livello di confidenza del 95%. L’analisi è stata limitata ai punti con almeno 8 anni di monitoraggio nel periodo 2009-2018 e primo dato non successivo al 2010.
Riferimento normativo D.Lgs. 30/2009, Direttiva 2006/118/CE, Direttiva 91/676/CEE e D.Lgs. 31/2001
Valore di riferimento 50 mg/l
Periodicità di rilevamento dei dati semestrale
Periodicità di rilevamento dell'indicatore annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/2007 - al 31/12/2018
Unità elementare di rilevazione stazione di monitoraggio
Livello minimo geografico Puntuale
Copertura geografica regione
Aspetti da migliorare
Link utili https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/indicators/nutrients-in-freshwater/nutrients-in-freshwater-assessment-published-6
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento