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Indicatore Obiettivo DPSIR Stato attuale indicatore Trend della risorsa
Indice trofico TRIX per le acque marino costiere - agg. 31/12/2016 Le acque marine costiere hanno un livello trofico accettabile? S

DESCRIZIONE

L’indice considera le principali componenti degli ecosistemi marini che caratterizzano la produzione primaria: nutrienti e biomassa fitoplanctonica. Riassume in un valore numerico una combinazione di alcune variabili (Ossigeno disciolto, Clorofilla “a”, Fosforo totale e Azoto inorganico disciolto) che definiscono, in una scala di valori da 1 a 10, le condizioni di trofia e il livello di produttività delle aree costiere. L’Indice e la relativa scala trofica rendono dunque possibile la misura dei livelli trofici in termini rigorosamente quantitativi, nonché il confronto tra differenti sistemi costieri, per mezzo di una scala numerica che copre un’ampia gamma di situazioni trofiche, così come queste si presentano lungo tutto lo sviluppo costiero italiano, e più in generale, nella regione mediterranea. Con la emanazione del D.M. 260/2010, tale indice viene individuato quale elemento di qualità fisico-chimica a sostegno degli Elementi di Qualità Biologica (EQB), pertanto concorre alla classificazione dello stato ecologico delle acque marino-costiere.

OBIETTIVO

A seconda del macrotipo di acque costiere, definito sulla base delle caratteristiche idrologiche della colonna d’acqua (stabilità), nel D.M. 260/2010 vengono individuati i limiti di classe tra lo stato buono e quello sufficiente: il valore limite indicato per le acque dei quattro corpi idrici costieri del Veneto (macrotipo 1: Alta stabilità) è pari a 5 unità, mentre per i due corpi idrici al largo (macrotipo 2: Media stabilità) è pari a 4.5 unità. Per la classificazione finale, i dati sono analizzati su scala annuale e poi mediati sul triennio di riferimento del monitoraggio operativo per ciascun corpo idrico, come da normativa (D.M. 260/2010). Possono essere tuttavia elaborati per evidenziare andamenti temporali e spaziali (per punto di controllo, per transetto, per area) anche su scala temporale diversa (stagioni, etc.); inoltre i dati forniscono una indicazione sullo stato trofico delle acque in base alle classi di cui all’ex D.Lgs. 152/99 e s.m.i..

VALUTAZIONE

Lo stato attuale dell’indice, relativo all'ultimo anno di aggiornamento (2016), è valutato rispetto ai valori di riferimento del D.M. 260/2010; tale valutazione parziale, eseguita calcolando il valore medio annuale di TRIX, andrà a comporre la classificazione ecologica attraverso la media dei tre anni di monitoraggio 2014-2016.

Mappa TRIX 2016

trix_2016.jpg

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Individuazione dei corpi idrici delle acque costiere e marine del Veneto (D.M. n. 131 del 16 giugno 2008)

faccina gialla L'’indicatore rispetta il valore obiettivo di riferimento nei tre corpi idrici centro-settentrionali: i due costieri CE1_1 e CE1_2 (valore medio annuo di TRIX inferiore a 5) e quello al largo ME2_1 (valore medio annuo di TRIX inferiore a 4.5); nei corpi idrici meridionali costieri CE1_3 e CE1_4 (antistante il delta) e marino ME2_2 si ha invece superamento del limite (rispettivamente 5 e 4.5).

Percentuale di campioni per classe di Indice trofico TRIX negli anni 2003-2016 (ex D.Lgs. 152/1999)

trix_per_classi_2003_2016.jpg

Indice trofico TRIX - valori medi annui per corpo idrico negli anni 2008-2016

Trix_valori_medi_annui_2008_2016.jpg

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box giallo Nei corpi idrici costieri e marini nel 2016 i valori medi di TRIX sono risultati ovunque in aumento rispetto all'anno precedente, mantenendosi comunque decisamente inferiori rispetto al 2013. Nel complesso della serie storica le linee di tendenza presentano un andamento in calo, meno accentuato nei corpi idrici settentrionali, come conseguenza dei valori elevati di TRIX registrati tra il 2013 e il 2014. Per quanto riguarda la distribuzione dei valori di TRIX complessivi (calcolati nel 2016) nelle quattro classi di trofia (istogramma) si osserva una riduzione, rispetto all'anno precedente, della percentuale di campioni ricadenti nelle classi “elevato” e “buono”, con aumento di quelli in classe “scadente” e “mediocre”.

L’aggiornamento dell’indicatore con i dati dell’anno 2017 è previsto per aprile 2018.

licenzalicenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 17/1/2017
Fonte dei dati ARPAV
Fonte dell'indicatore ARPAV – Servizio Osservatorio Acque Marine e Lagunari
Sorgente digitale dei dati SIRAV e altro
Scopo L’Indice TRIX può essere utilizzato non solo ai fini della valutazione del rischio eutrofico (acque costiere con elevati livelli trofici e importanti apporti fluviali), ma anche per segnalare scostamenti significativi dalle condizioni di trofia tipiche di aree naturalmente a basso livello trofico. Nella classificazione dello stato ecologico ai sensi della normativa vigente il TRIX interviene nel determinare il giudizio finale espresso per ciascun Elemento di Qualità Biologica (EQB). Indirettamente fornisce una valutazione degli impatti delle attività umane in termini di carico di nutrienti (azoto, fosforo) e permette di identificare e analizzare i cambiamenti, di fare comparazioni tra aree di mare diverse (corpi idrici), di supportare processi decisionali e politiche ambientali e, infine, di valutare le azioni intraprese e monitorarne l’efficacia.
Unità di misura numero
Metodo di elaborazione Equazione dell'indice trofico TRIX:
TRIX = [log10 (Cha x D%O x N x P) - (-1,5)]÷1,2
Dove:
Cha = clorofilla "a" [µg/l]
D%O = ossigeno disciolto come deviazione % assoluta della saturazione (100-O2D%)
N = azoto inorganico disciolto come somma di azoto ammoniacale, nitrico e nitroso [N-NH4, N-NO3 e N-NO2 in µg/l]
P = fosforo totale [µg/l]
I dati sono analizzati su scala annuale e poi mediati sul triennio di riferimento del monitoraggio operativo per ciascun corpo idrico, come da normativa (D.M. 260/2010).
Possono essere tuttavia elaborati per evidenziare andamenti temporali e spaziali (per punto di controllo, per transetto, per area) anche su scala temporale diversa (stagioni, etc.) e fornire indicazioni sulla trofia delle acque in base alle classi definite dall’ex D.Lgs. 152/1999.
Riferimento normativo Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque. Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Norme in materia ambientale. Decreto 8 novembre 2010, n. 260. Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell’articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo.
Valore di riferimento 5 unità per i corpi idrici del macrotipo I (alta stabilità); 4.5 unità per i corpi idrici del macrotipo II (media stabilità).
Periodicità di rilevamento dei dati almeno sei volte anno (da normativa)
Periodicità di rilevamento dell'indicatore annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/2003 - al 31/12/2016
Unità elementare di rilevazione Stazione di rilevamento e campionamento
Livello minimo geografico Puntuale
Copertura geografica regione
Aspetti da migliorare
Link utili http://www.arpa.veneto.it
http://www.direttivaacque.minambiente.it
http://www.isprambiente.gov.it/
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento