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Rifacimento metanodotti SNAM - Campodarsego-Castelfranco Veneto

Descrizione Il progetto prevede il rifacimento del metanodotto esistente Campodarsego – Castelfranco Veneto DN 150 (6") - MOP 64 bar e degli allacciamenti ad esso collegati, con relativa messa fuori esercizio della condotta e degli impianti esistenti, il cui tracciato attraversa il territorio della provincia di Padova e di Treviso. Le linee in progetto sono suddivise in funzione della DP (Pressione di progetto), nei seguenti due tratti, ciascuno contenente una o più condotte principali ed i relativi allacciamenti e ricollegamenti.
1^ Tratto Campodarsego - Resana DP 24 bar e opere connesse, comprendente:
  • Derivazione Campodarsego – Resana DN 300 (12”) DP 24 bar, di 17,838 km, con attraversamento dei comuni di Borgoricco, Camposampiero e Loreggia. La lunghezza complessiva, comprendente gli allacciamenti ed i ricollegamenti, è di 23,549 km;
2^ Tratto Resana – Castelfranco Veneto DP 75 bar e opere connesse, comprendente:
  • Derivazione per Resana DN 300 (12”) DP 75 bar, di 3,330 km, con inizio in comune di Castelfranco Veneto e termine in comune di Resana
  • Derivazione per Castelfranco V.to DN 200 (8”) DP 75 bar, di 2,375 km, si sviluppa interamente in comune di Castelfranco Veneto, con lunghezza complessiva, comprendente gli allacciamenti ed i ricollegamenti, è di 2,510 km
  • Derivazione per Piombino Dese DN 200 (8”) DP 75 bar, di 3,730 km, con inizio in comune di Resana e termine in comune di Piombino Dese. La lunghezza complessiva, comprendente gli allacciamenti ed i ricollegamenti, è di 4,070 km.
La realizzazione delle opere in progetto comporterà la dismissione dei rispettivi tratti di tubazioni/impianti esistenti per i quali è prevista la rimozione.

Struttura di riferimento  Arpav Servizio Coordinamento Istruttorie
Attività di Arpav

ARPAV, al fine di verificare la corretta attuazione del piano di monitoraggio ambientale, svolge attività di esame della documentazione, verifica dei dati, redazione di rapporti, esecuzione di sopralluoghi, campionamenti, misure e analisi sulle seguenti componenti ambientali:

  • Acque sotterranee, in riferimento ai tratti in cui sono previste opere trenchless
  • Acque superficiali, in riferimento a sezioni di attraversamento dei corsi d’acqua naturali, seminaturali o soggetti a tutela, interessati da scavo a cielo aperto
  • Atmosfera, in riferimento ad aree caratterizzate dalla presenza antropica o di aree protette in prossimità delle aree di lavoro
  • Suolo e sottosuolo, in riferimento ad aree sensibili ed aree protette o di interesse individuate dall’analisi preliminare
  • Terre e rocce da scavo, nell’ambito della gestione del cantiere
  • Rumore, in riferimento ad aree caratterizzate dalla presenza antropica odi aree protette in prossimità delle aree di lavoro
  • Biodiversità, in riferimento ad aree sensibili ed aree protette o di interesse individuate dall’analisi preliminare
Strutture Arpav coinvolte nelle attività Le strutture ARPAV partecipanti alle attività sono: Dipartimenti Provinciali di Treviso e Padova, Servizio Osservatorio Aria, Servizio Osservatorio Acque Interne, Servizio Centro Veneto Suolo e Bonifiche, Servizio Coordinamento Istruttorie
Monitoraggio

Acque superficiali
Le specifiche tecniche del progetto prevedono la messa in opera di nuove condotte e la relativa dismissione di quelle esistenti. La linearità di tali operazioni implica spesso l’interferenza con i corsi d’acqua. Tale interferenza può essere indiretta nel caso di attraversamenti in sotterranea (trivellazioni trenchless) e quindi senza disturbo delle acque di scorrimento superficiale, oppure diretta, cioè effettuata direttamente sulla sezione fluviale tramite scavo a cielo aperto. Il disturbo sulle acque superficiali ipotizzato a partire dalle sezioni di attraversamento interessate da scavo a cielo aperto è oggetto di monitoraggio ambientale specialmente per quanto riguarda gli effetti da un punto di vista biologico, chimico-fisico e chimico. Si mette in evidenza il fatto che da un punto di vista chimico-fisico e chimico i possibili fattori di impatto sono costituiti dalle attività in alveo dei mezzi di lavorazione, quindi legati alla torbidità ed alle eventuali dispersioni di carburante o lubrificanti.
Acque sotterranee
Le operazioni di scavo per la messa in opera o per la dismissione delle condotte possono localmente interferire con la falda freatica e con il sistema di circolazione idrica sotterranea. Nel caso dei tratti caratterizzati da condizioni di prossimità della falda al piano campagna, si sono evidenziate quali aree di attenzione, cioè oggetto di monitoraggio ambientale, i tratti in cui sono previste le principali opere trenchless per l’attraversamento di corsi d’acqua o infrastrutture stradali, ed i tratti posti in vicinanza di fontanili. Il monitoraggio riguarderà gli effetti dal punto di vista del regime idraulico ed idrodinamico, e da quello chimico-fisico e chimico.
Suolo e sottosuolo
Le operazioni di scavo per la messa in opera o per la dismissione delle condotte comportano l’asportazione dello strato fertile superficiale dei suoli, il suo accantonamento a lato dello scavo ed il suo riposizionamento, a lavori ultimati, rispettando la giacitura superficiale. In considerazione del territorio attraversato, si evidenzia che il monitoraggio ambientale dei suoli ha la finalità di verificare il recupero della capacità d’uso del suolo e della sua fertilità, al termine delle attività di cantiere, come garanzia della ricostituzione dell’uso agricolo precedente o dell’attecchimento degli interventi di ripristino vegetazionale in caso di ricostituzione di una situazione naturaliforme precedente. Le zone oggetto di monitoraggio sono state scelte sulla base della tipologia e della sensibilità dei suoli, della tipologia delle colture in atto e sulla presenza di aree naturali o con caratteristiche naturaliformi.
Vegetazione, fauna ed ecosistemi
L’attività di monitoraggio mira a verificare da un lato gli attecchimenti dei ripristini vegetazionali, dall’altro il conseguente recupero delle biocenosi (popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono in uno stesso ambiente) e degli equilibri ecologici al termine delle attività di cantiere. Le zone oggetto di monitoraggio sono state scelte sulla base della presenza di aree naturali o con caratteristiche naturaliformi.
Rumore
I recettori identificati sono localizzati nelle aree ad uso residenziale e nelle zone naturalistiche che risultano più prossime ai tracciati dei metanodotti. Il monitoraggio della componente rumore in corso d’opera prevede il controllo delle emissioni acustiche delle lavorazioni di cantiere al fine di evitare il manifestarsi di emergenze specifiche e di consentire l’adozione di eventuali misure di mitigazione degli impatti verificati.
Atmosfera
Le attività di monitoraggio della qualità dell’aria sono effettuate in corrispondenza di quei ricettori per i quali le attività di cantiere del metanodotto potrebbero creare delle criticità legate all’immissione di polveri e ossidi di azoto (Nox) in atmosfera, dovute ai motori dei mezzi meccanici impiegati, e alla movimentazione di terreno da parte degli stessi.

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ultima modifica 03/12/2020 13:52