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La Strategia Marina

La Strategia per l’Ambiente Marino (Marine Strategy) considera l’ambiente marino un patrimonio prezioso da proteggere, salvaguardare e, ove possibile, ripristinare per mantenere la biodiversità e preservare la vitalità di mari e di oceani.
A tal fine gli stati membri, con la Direttiva Europea 2008/56/CE, si sono impegnati a raggiungere il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine, previsto entro il 2020;  11 i descrittori individuati su cui valutare il raggiungimento dell’obiettivo.

La normativa italiana di recepimento ha individuato le azioni strategiche da realizzare nell’ambito della regione del mar Mediterraneo e relative sottoregioni, attribuendo all’allora Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), ora Ministero della Transizione Ecologica (MITE), il coordinamento delle attività.
Il MITE ha quindi stipulato successive Convenzioni con le ARPA Capofila delle tre Sottoregioni (ARPA Emilia Romagna per la Sottoregione Adriatica) approvando dei Piani Operativi delle Attività (POA) contenenti le modalità per l’attuazione delle attività previste dai Programmi di Monitoraggio per la “Strategia Marina”, integrative e per molti aspetti innovative rispetto a quanto viene attuato per l’applicazione della Direttiva Europea quadro sulle Acque 2000/60/CE.

Le attività di monitoraggio

Le attività di monitoraggio hanno preso ufficialmente avvio il 15 Luglio 2015 e annualmente vengono eseguite dalla ARPA costiere secondo quanto indicato nel POA dell’anno di riferimento.
Tra le attività di monitoraggio effettuate ci sono indagini sullo stato chimico delle acque, del sedimento e del biota ampliando l’area di indagine della Direttiva Acque fino alle 12 miglia nautiche di distanza dalla costa, attività di ricerca sulla presenza di specie aliene in zone ritenute a rischio di introduzione e attività di indagine sui rifiuti marini.
Per la realizzazione di tali attività il personale ARPAV effettua durante tutto l’anno uscite sul campo dedicate secondo le frequenze previste nei POA in collaborazione con la Direzione Marittima di Venezia.

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Per le specifiche attività previste nell’ambito della Marine Strategy per ARPAV nell’anno in corso, si rimanda al piano annuale della attività.

I dati del monitoraggio

Allo stato attuale i dati della Marine Strategy validati sono disponibili presso il SIC Sistema Informativo Centralizzato del Ministero della Transizione Ecologica
http://www.db-strategiamarina.isprambiente.it/app/#/

Per saperne di più:
https://www.minambiente.it/pagina/strategia-italiana-il-mare
https://www.arpa.veneto.it/arpavinforma/indicatori-ambientali/immagini/Rapporto_Stato_Ambiente_Veneto_2020-217-268.pdf (pag 37)

Normativa di riferimento:
Direttiva 2008/56/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008
Decreto legislativo 13 ottobre 2010, n.190, così come modificato dall’art. 17 della legge 11 agosto 2014, n. 116


APPROFONDIMENTI

RIFIUTI MARINI
Tra le attività innovative previste dalla Marine Strategy, assumono particolare rilevanza le attività legate al Descrittore 10 “Rifiuti Marini” che prevede per le ARPA costiere il monitoraggio della distribuzione e composizione delle microplastiche in mare ed il rilevamento dei rifiuti spiaggiati, in quanto rappresentano una delle più importanti pressioni che interessano attualmente gli ecosistemi marini.
Che cosa sono le microplastiche?
Le microplastiche sono piccole particelle, di dimensioni generalmente inferiori ai 5 mm, che possono essere rilasciate direttamente nell’ambiente, ad esempio tramite il lavaggio di capi sintetici o l’utilizzo di prodotti cosmetici con microgranuli plastici, oppure prodotte dalla disgregazione di oggetti plastici di maggiori dimensioni, veicolati dai fiumi o direttamente dispersi in mare da attività umane (turismo, pesca, navigazione ed altro); è stato riscontrato che entrambe le tipologie persistono nell'ambiente in grandi quantità, soprattutto negli ecosistemi marini ed acquatici.
Il monitoraggio delle microplastiche in Veneto
Lo scopo del monitoraggio delle microplastiche è di valutarne la quantità, la distribuzione e se possibile origine e composizione, prediligendo come aree di indagine quelle in corrispondenza di foci fluviali, strutture portuali, insediamenti urbani ed industriali.
Lungo la costa veneta sono state identificate due aree, una di fronte al litorale di Pellestrina (Venezia) e l’altra di fronte a Rosolina (Rovigo) dove vengono effettuati i rilevamenti 2 volte l’anno, in primavera ed autunno, con campionamenti lungo transetti ortogonali alla linea di costa in stazioni poste a 0,5, 1,5 e 6 miglia nautiche.
Dato che le microplastiche si posizionano prevalentemente in superficie, per il loro rilevamento viene utilizzato un apposito strumento denominato “manta”, costituito da una bocca metallica rettangolare collegata ad una rete a maglie fini, che viene trainato da un’imbarcazione veicolando grandi volumi di acqua all’interno di un apposito bicchiere raccoglitore.

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Una volta effettuato il campionamento, le microplastiche vengono conteggiate e identificate allo stereomicroscopio, suddividendole in base al colore ed alla forma (sfera, filamento, frammento, foglio), operazione che permette di ipotizzarne l’origine: i frammenti generalmente derivano dalla disgregazione di pezzi di plastica più grandi, i fogli dai sacchetti di plastica, i filamenti dal lavaggio dei tessuti sintetici in lavatrice, mentre le sfere provengono da alcuni prodotti cosmetici come dentifrici o creme contenenti i cosiddetti “microgranuli”.

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Che cosa sono i rifiuti spiaggiati?

Per rifiuto spiaggiato si intende qualsiasi materiale solido abbandonato direttamente nell’arenile o che vi è arrivato dal mare per l’azione del moto ondoso e/o delle correnti.
Il monitoraggio dei rifiuti spiaggiati in Veneto
Per quanto concerne il monitoraggio dei rifiuti spiaggiati in Veneto sono state individuate 4 aree di indagine riferite ad ambienti diversi:

  • spiaggia della Brussa a Caorle (VE) come area remota;
  • spiaggia di Cavallino Faro a Cavallino Treporti (VE) come area portuale;
  • spiaggia di Sottomarina a Chioggia (VE) come area urbanizzata;
  • spiaggia di Barricata a Porto Tolle (RO) come area di foce fluviale.

Su ciascuna spiaggia viene effettuato il “visual census”, rilevazione della quantità e tipologia dei rifiuti presenti suddivisi in base a determinate categorie sia di materiale (plastica e poliestere, gomma, tessuti, carta cartone, legno, metallo, ecc.) che di tipologia d’oggetto (bottiglie, mozziconi sigarette, reti da mitilicoltura, lattine, ecc.), in una specifica area di campionamento standardizzata lunga 100 metri.

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ultima modifica 09/06/2021 12:34