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Metodo di calcolo della %RD per l’ecotassa

L’art. 39 della L.R. 3 del 21 gennaio 2000 ha introdotto benefici economici per le Amministrazioni che riescono a raggiungere determinati obiettivi di raccolta differenziata, in termini di riduzione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti urbani.

La DGR n. 3918 del 30.12.2002 ha quindi definito le procedure di attuazione e il metodo per l’attribuzione dei benefici spettanti ai Comuni che raggiungono le percentuali previste dal comma 4 dell’art. 39 della L.R. 3/2000 (35 e 50%).

Il metodo è sorto originariamente facendo riferimento alla definizione di “raccolta differenziata”, ossia la raccolta di tutte quelle frazioni effettivamente avviate a impianti di recupero nonché i rifiuti urbani pericolosi che, seppur destinati ad impianti di smaltimento, devono obbligatoriamente essere raccolti separatamente vista l’importanza che ne deriva per la salvaguardia dell’ambiente.

Allo scopo di incentivare nei cittadini la pratica del compostaggio domestico, che contribuisce a ridurre la produzione di rifiuti urbani, e di premiare quelle Amministrazioni che ne favoriscono la diffusione, il metodo di calcolo in parola (DGR 3918/02) comprende anche la quantità di rifiuto organico ( 250g per ogni abitante al giorno) non conferita al servizio pubblico ma che ciascuna famiglia, in base ad un’apposita convenzione stipulata con il Comune, si impegna a compostare autonomamente. Nella maggior parte dei casi nel regolamento comunale può essere prevista una riduzione della tariffa di igiene ambientale per le utenze che praticano il compostaggio domestico.
Il rifiuto compostato annualmente a domicilio è stimato mediante la seguente formula:
RCD (Rifiuto compostato domestico) [kg/anno] = n° abitanti ACD x 0,25 [kg Organico/ab*g] x 365 [g/anno]
Il numero di abitanti aderenti viene calcolato in base al numero di utenze, tenendo conto del numero medio di abitanti per nucleo familiare definito dall’ISTAT (pari a 3).

E’ stato inoltre escluso lo spazzamento dal conteggio del rifiuto residuo in quanto determina una penalizzazione per i Comuni con elevati flussi turistici e le amministrazioni che attivano tale servizio, in particolare i grossi centri urbani.

Inoltre con DGR 1845 del 19 luglio 2005, sono stati aggiunti alla raccolta i rifiuti urbani indifferenziati (CER 200301) ed i rifiuti ingombranti (CER 200307) purché avviati ad impianti per la riduzione del quantitativo da conferire in discarica quali: termovalorizzatori, impianti di produzione di CDR, di separazione e produzione e di biostabilizzato, oppure impianti per la selezione ed il recupero di rifiuti ingombranti.

I quantitativi avviati a queste tipologie impiantistiche vanno calcolati al netto dei materiali residuali che vengono smaltiti in discarica.

Inoltre con DGR 908 del 18 marzo 2005 il metodo di calcolo è stato integrato ulteriormente, prevedendo delle agevolazioni per quei Comuni che, in seguito ad elevati flussi turistici, presentano una produzione pro capite giornaliera di rifiuto più alta rispetto alla media regionale.

La formula per l’attribuzione delle riduzioni ai fini ecotassa è la seguente:

 

Formula per l’attribuzione delle riduzioni ai fini ecotassa

RDE= Raccolta Differenziata per il calcolo dell’Ecotassa
RD = Somma in peso di tutte la frazioni oggetto di Raccolta Differenziata inclusi i rifiuti assimilati agli urbani avviati ad impianti di recupero.
RD + RUR = Totale Rifiuti Urbani prodotti ovvero somma di tutte le frazioni di RD e Rifiuto Urbano Residuo ad esclusione dei residui di pulizia delle strade.
RSD = Rifiuto indifferenziato o ingombrante avviato ad operazioni di recupero materia e/o energia al netto dei materiali residuali comunque avviati in discarica.
RCD = Rifiuto Compostato Domestico ovvero il quantitativo di Rifiuto avviato a Compostaggio Domestico valutato in misura convenzionale pari a 250 g/giorno per ogni abitante che aderisce a tale pratica.

I rifiuti che rientrano nel conteggio ai fini ecotassa sono quelli elencati nel metodo per il calcolo della % RD con l’aggiunta del quantitativo stimato di compostaggio domestico (RCD) e l’esclusione dei rifiuti di spazzamento e lavaggio strade dal rifiuto urbano residuo.

Si ribadisce che il metodo in questione è finalizzato alla sola attribuzione di benefici fiscali ai Comuni del Veneto per il conferimento in discarica; di conseguenza questo calcolo comporta delle assunzioni che generano dei valori estremamente differenti rispetto a quelli ottenuti con il metodo di calcolo della raccolta differenziata e pubblicati annualmente dall’Osservatorio Regionale Rifiuti.

Tutte le modifiche al metodo e soprattutto quelle introdotte dalla DGR 1845/05 non consentono più di parlare di percentuale di raccolta differenziata “in senso stretto”, ossia del rapporto tra la sommatoria dei rifiuti urbani raccolti in frazioni merceologiche omogenee prima dell’avvio a processi di recupero ed il rifiuto totale prodotto.

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ultima modifica 01/02/2011 13:26