Strumenti personali
Tu sei qui: Portale ARPAVinforma Indicatori Ambientali Storico Atmosfera Qualità dell'aria Livelli di concentrazione di polveri fini (PM10) - agg 31/12/2011
Indicatore Obiettivo DPSIR Stato attuale indicatore Trend della risorsa
Livelli di concentrazione di polveri fini (PM10) - agg 31/12/2011 Il PM10 supera i limiti di legge? S

DESCRIZIONE

PM (Particulate Matter) è il termine generico con il quale si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria. Il PM può avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini, ecc.) sia da attività antropiche, in particolar modo dai processi di combustione e dal traffico veicolare (particolato primario). Esiste, inoltre, un particolato di origine secondaria che si genera in atmosfera per reazione di altri inquinanti come gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (SO2), l’ammoniaca (NH3) ed i Composti Organici Volatili (COV), per formare solfati, nitrati e sali di ammonio.

Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti, enfisemi. A livello di effetti indiretti inoltre il particolato agisce da veicolo per sostanze ad elevata tossicità, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici ed alcuni elementi in tracce (As, Cd, Ni, Pb).

Le particelle di dimensioni inferiori costituiscono un pericolo maggiore per la salute umana, in quanto possono penetrare in profondità nell’apparato respiratorio; è per questo motivo che viene attuato il monitoraggio ambientale di PM10 e PM2.5 che rappresentano, rispettivamente, le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 µm e a 2.5 µm.

Nel territorio regionale, il PM10 è stato monitorato in 40 stazioni di rilevamento.

OBIETTIVO

Le soglie di concentrazione in aria delle polveri fini PM10 sono stabilite dal D.Lgs. 155/2010 e calcolate su base temporale giornaliera ed annuale. È stato registrato il numero di superamenti, dal 2002 al 2011, presso le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria della rete regionale ARPAV, di due soglie di legge: Valore Limite (VL) annuale per la protezione della salute umana di 40 μg/m3; Valore Limite (VL) giornaliero per la protezione della salute umana di 50 μg/m3 da non superare più di 35 volte/anno.

VALUTAZIONE

faccina rossa Il superamento del Valore Limite giornaliero si è registrato in 35 stazioni, con una maggiore frequenza nei principali centri urbani (comuni capoluogo). Questo dato comporta una valutazione negativa dello stato attuale dell’indicatore, anche a causa del superamento diffuso del VL annuale che si è registrato in ben 20 stazioni su 40.

box rosso Per rappresentare l’andamento nel periodo 2002-2011, è stato calcolato il valore medio annuale per tipologia di stazione “media” regionale (di Background e di Traffico/Industriale), considerando l’insieme complessivo di centraline facenti parte della rete, in analogia al calcolo che annualmente viene presentato nella Relazione Regionale della Qualità dell’Aria redatta dall’ARPAV ai sensi della L.R. n. 11/ 2001 art.81.

Pur non rappresentando una verifica del superamento del VL annuale, che va esaminato stazione per stazione, il trend della stazione “media” di Background e di Traffico/Industriale evidenzia un progressivo miglioramento dei livelli di concentrazione, specie negli ultimi cinque anni.

Nell’anno 2011 si registra un’inversione di tendenza rispetto al quinquennio precedente (2006-2010). Mentre la stazione “media” di Background permane al di sotto della soglia di legge, in quella “media” di Traffico/Industriale si registra il superamento della soglia. In generale, si osserva per il 2011 un tendenziale aumento delle concentrazioni medie di PM10, che determinano una valutazione negativa del trend.

CONFRONTI

A livello nazionale, gli ultimi dati disponibili si riferiscono all’anno 2010 e sono contenuti nell’Annuario dei dati ambientali 2011 dell’ISPRA. Considerando le 401 stazioni di monitoraggio del PM10 che presentavano nel 2010 una copertura del dato >o= 90% (incluse le stazioni presenti in Veneto), ISPRA stimava che il 58% di esse rispettassero il VL giornaliero ed il 96% il VL annuale. Nel medesimo anno (2010), la percentuale di stazioni di monitoraggio del PM10 attive in Veneto (40) che rispettavano il VL giornaliero era molto più bassa, pari al 15%, mentre il VL annuale era rispettato nel 92% dei casi. Nel 2011 questa percentuale è ulteriormente peggiorata, attestandosi al 12% ed al 50% rispettivamente.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 15/7/2012
Fonte dei dati ARPAV
Fonte dell'indicatore ARPAV
Sorgente digitale dei dati banca dati SIRAV
Scopo
Unità di misura microgrammi/metro cubo (μg/m3)
Metodo di elaborazione
Riferimento normativo D.Lgs. 155/2010
Valore di riferimento Valore Limite annuale (40 μg/m3) e Valore Limite giornaliero (50 μg/m3) da non superare più di 35 volte/anno.
Periodicità di rilevamento dei dati giornaliera
Periodicità di rilevamento dell'indicatore annuale
Periodicità di riferimento dal 1/1/2002 - al 31/12/2011
Unità elementare di rilevazione stazione di rilevamento
Livello minimo geografico Puntuale
Copertura geografica regionale
Aspetti da migliorare
Link utili http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/aria/qualita-dellaria
http://annuario.isprambiente.it/
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento