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Classificazione delle acque di transizione

La classificazione dei corpi idrici di transizione avviene attraverso la definizione dello stato chimico e dello stato ecologico

I criteri per la classificazione dello stato chimico sono dettati dal D.Lgs. 172/2015, che riporta standard di qualità ambientale per le sostanze appartenenti e non appartenenti all'elenco di priorità per l’acqua, il biota e il sedimento. Lo stato ecologico viene definito attraverso la valutazione degli Elementi di Qualità Biologica (per le acque di transizione: fitoplancton, macroinvertebrati bentonici, macroalghe e angiosperme, fauna ittica) selezionando quelli più sensibili alle pressioni presenti e agli elementi chimico-fisici e morfologici a supporto, secondo i criteri indicati dal D.M. 260/2010.

Caleri2Lo stato ecologico, in particolare, è definito in relazione al grado di scostamento rispetto alle condizioni di un corpo idrico con caratteristiche biologiche, idromorfologiche e fisico-chimiche non compromesse da impatti antropici (condizioni di riferimento). A seconda dell’entità dello scostamento dalle condizioni ottimali viene assegnato un stato di qualità che può essere elevato, buono, sufficiente, scarso oppure cattivo..

Gli obiettivi di qualità ambientale per i corpi idrici di transizione, definiti dalla Direttiva Quadro Acque, prevedono il mantenimento dello stato “elevato” nei casi in cui questo sia stato precedentemente ottenuto, oppure il raggiungimento dello stato “buono”. La Direttiva prevede tuttavia limiti al raggiungimento degli obiettivi, attraverso il ricorso motivato al regime delle “esenzioni” (proroghe e deroghe ai sensi dell’art. 4 della Direttiva) e richiede che, all'interno di ogni distretto idrografico, sia individuato un programma di misure (PoM - Programme of Measures) allo scopo di affrontare i problemi significativi identificati e per consentire il raggiungimento degli obiettivi. Nella fase conclusiva di redazione del Piano di Gestione dei Distretti idrografici (Alpi Orientali e Padano) sono state infatti integrate le valutazioni di mitigabilità delle pressioni presenti e identificati obiettivi di qualità ed eventuali esenzioni per ogni corpo idrico. A questi documenti si rimanda per eventuali approfondimenti sull'argomento.

Normativa di riferimento: Direttiva 2000/60/CE recepita con D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.

 

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ultima modifica 26/10/2018 08:59

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Il bacino scolante rappresenta il territorio la cui rete idrica superficiale scarica - in condizioni di deflusso ordinario - nella laguna di Venezia.

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