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Monitoraggio

La luminosità (detta brillanza) notturna viene misurata attraverso un semplice strumento detto SQM, composto da un sensore appositamente calibrato in grado di registrare la luce entro un determinato campo visuale; lo strumento viene posto in posizione fissa ed orientato verso lo zenith.

Un monitoraggio costante e soprattutto diffuso sul territorio della brillanza del cielo notturno è fondamentale per verificare la validità dei provvedimenti presi per la riduzione del flusso artificiale prodotto dagli impianti di illuminazione pubblica e privata.

La rete di monitoraggio

La rete di monitoraggio si compone di 14 centraline appartenenti a soggetti istituzionali (ARPAV e Università di Padova), associazioni di tutela del cielo notturno (Venetostellato) e osservatori amatoriali di associazioni astrofile.

La rilevazione dei dati di brillanza avviene in automatico ogni cinque minuti durante tutta la notte, attraverso gli strumenti di Padova (tetto della sede ARPAV), Passo Valles (BL), Casera Razzo (BL), Sorgà (VR) e Pradon (RO).
Nell'ambito delle attività dell'Osservatorio Regionale permanente sul fenomeno dell'Inquinamento luminoso, ai dati raccolti da ARPAV si affiancano quelli provenienti dalle centraline del Dipartimento di Fisica ed Astronomia dell'Università di Padova, installate presso gli osservatori astronomici di Cima Ekar e del Pennar - Asiago - VI e di VenetoStellato, osservatori amatoriali di Nove (VI), Cattignano (VR), Masi (PD), Monte Baldo (VR), Arson (BL), Galzignano (PD) e Piadera (TV).
Sul tetto della sede ARPAV è presente anche un altro strumento di monitoraggio denominato TESS, fornito in uso gratuito dall'Università di Madrid nell'ambito del progetto europeo STAR4ALL. 

rete e dati

Ultimo aggiornamento

22-11-2022 15:50

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