Ultimo aggiornamento
21-05-2026 09:18L’ambiente marino è un patrimonio prezioso da proteggere e salvaguardare per preservare la biodiversità e garantire mari e oceani sani e produttivi.
Per questo motivo l’Unione Europea ha emanato la Direttiva quadro 2008/56/CE dedicata alla Marine Strategy recepita in Italia con il D.Lgs. n. 190/2010, che istituisce la Strategia per l’Ambiente Marino e definisce il percorso di attuazione.
La Strategia impegna gli Stati membri nel raggiungimento del Buono Stato Ambientale (GES – Good Environmental Status) di mari e oceani che consenta di preservarne la diversità ecologica e la vitalità mantenendo l’utilizzo ad un livello sostenibile, attraverso un programma strutturato di attività e misure.
Attuazione della Strategia Marina
Il percorso di attuazione della Strategia Marina si articola in cicli sessennali e comprende diverse fasi operative tra loro collegate:
- Valutazione iniziale: analisi dello stato dell’ambiente marino, delle pressioni antropiche e degli aspetti socio-economici
- Definizione del Buono Stato Ambientale (GES): individuazione delle condizioni ambientali da raggiungere
- Definizione dei traguardi ambientali (Target): obiettivi misurabili per valutare i progressi verso il GES
- Programmi di monitoraggio: controllo continuo dello stato dell’ambiente marino e dell’efficacia delle misure adottate
- Programmi di misure: azioni tecniche, normative e gestionali finalizzate al raggiungimento e mantenimento del GES.
Sono 11 i descrittori della Strategia Marina che forniscono indicazioni sullo stato dell’ecosistema e supportano l’individuazione delle azioni necessarie per il raggiungimento del buono stato ambientale.
La Direttiva suddivide le acque marine europee in quattro regioni principali. Per i mari italiani, l’ulteriore suddivisione include il Veneto nella sotto regione Mar Adriatico insieme a Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia. Iniziata la fase di sperimentazione nel 2012, già nel 2015 molte delle attività di monitoraggio previste dal decreto sono state affidate direttamente alle Arpa, che operano secondo i Piani Operativi delle Attività (POA) di ogni sotto-regione.
Per approfondire:
https://strategiamarina.isprambiente.it/
https://www.mase.gov.it/portale/strategia-per-il-mare
Cosa fa Arpav
Le attività di monitoraggio hanno preso avvio a luglio 2015 e vengono svolte annualmente secondo quanto indicato nell’annuale Piano Operativo delle Attività (POA) con campagne in mare in un’area che si estende fino a 12 miglia nautiche dalla costa e frequenze di monitoraggio specifiche per ciascuna tipologia di indagine.
Il Piano Operativo delle Attività (POA) per la sotto-regione Adriatico si articola in moduli di attuazione degli 11 Descrittori. Le principali attività includono:
- analisi delle variabili chimico-fisiche e dei nutrienti (Descrittore 5)
- studio delle componenti fitoplanctoniche e mesozooplanctoniche (Descrittore 1)
- monitoraggio delle specie aliene (fitoplancton, mesozooplancton, benthos di fondo mobile e benthos di fondo duro) in aree a rischio di introduzione (Descrittore 2)
- analisi dei contaminanti chimici in sedimenti e biota (Descrittore 8)
- rilevamento di microplastiche galleggianti e rifiuti spiaggiati (Descrittore 10).
I dati della Marine Strategy validati sono disponibili presso il SIC Sistema Informativo Centralizzato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.









