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Incidenti da valanghe 2014-2015

Vengono di seguito forniti alcuni dati preliminari relativi agli incidenti da valanghe avvenuti nella stagione invernale 2014-2015 sul territorio montano della regione Veneto. Queste informazioni preliminari possono non essere esaustive: i report ufficiali con i dati verificati e validati sono disponibili presso il servizio Centro Valanghe di Arabba.

Incidenti da valanga

Faloria – Cortina  17 gennaio 2015

Val Visdende – Monte Schiaron  24 gennaio 2015

Monte Averau –5 Torri 7 febbraio 2015

Monte Falcone –Recoaro 1000   7 febbraio 2015

Val Fonda – Monte Cristallo – Misurina – 1 marzo 2015

Faloria – Cortina (BL)  17 gennaio 2015 (1 travolto, illeso)

Il tempo

Dopo un lungo periodo caratterizzato da scarse precipitazioni nevose, da venerdì 16 gennaio inizia a nevicare abbastanza copiosamente e nella mattinata di sabato 17 gennaio, a 2000 m di quota, si misurano mediamente fino a 30-40 cm di neve fresca.

Questa è la prima nevicata dell’inverno che permette di effettuare discese in freeride alle quote medio- alte e nelle Dolomiti viene registrato il primo incidente in fuori pista per la stagione invernale 2014/2015 per l’arco alpino italiano.

Descrizione dell'evento

Inc_01_faloria_schemaL’incidente è accaduto a Cortina nel comprensorio sciistico del Monte Faloria. Lo sciatore canadese in compagnia di alcuni amici stava sciando lungo la pista da sci denominata “Stra Tondi Alta” quando decide di scendere in fuori pista lungo un ripido canalino, sotto la linea della seggiovia. Durante la discesa, a 2200 m di quota, si stacca una piccola valanga a lastroni che lo travolte e lo trascina fino alla base del canalino . Lo sciatore, dotato di ABS attiva subito il sistema ma quando la valanga si arresta rimane comunque completamente sepolto e dalla massa nevosa emerge solo una mano. Il deposito della piccola valanga si arresta a pochi metri dalla pista da sci e fortunatamente alcune Guide Alpine, testimoni dell’incidente, intervengono prontamente estraendo lo sciatore in pochi minuti. Questa azione immediata è stata decisiva perché ha evitato un probabile soffocamento.

Sul luogo dell’incidente è stato effettuato un rilievo nivologico lunedì 19 gennaio. La valanga è a lastroni di superficie e di piccole dimensioni (fronte largo 10 m). Lo strato staccatosi ha uno spessore variabile di 20-40 cm ed è formato da neve fresca che poggia su uno strato debole di cristalli sfaccettati (FC). L’altezza totale di neve al suolo è di 60 cm e per il periodo, a queste quote, lo spessore è sotto la media.

Breve commento

Questa situazione nivologica è molto diffusa nel settore dolomitico e il profilo nivologico eseguito sulla zona di distacco della valanga rispecchia in pieno le situazioni più critiche La scarsità di neve al suolo e le temperature relativamente basse dei giorni precedenti, hanno favorito la formazione di cristalli sfaccettati (FC) e brina di fondo (DH).

Val Visdende – Monte Schiaron (BL) 24 gennaio 2015 (1 travolto, illeso)

Il tempo

Il 24 gennaio, dopo due giorni di brutto tempo con apporti di 10-20 cm di neve fresca a 2000 m, due amici decidono di mettere le pelli e di raggiungere la cima del Monte Schiaron (2246 m) situato nella Val Visdende (BL).

Descrizione dell'evento

Inc_04_schiaron profRaggiunta la cima, i due si tolgono le pelli e il primo inizia a scendere. Effettuata la prima curva avviene il distacco di una valanga a lastroni di superficie che lo travolge e lo trascina verso valle. Il travolto rimane fortunatamente semi sepolto ma perde uno sci e un bastoncino ed  è costretto a scendere a valle con un solo sci e un solo bastoncino.

Sul luogo dell’incidente è stato effettuato un rilievo nivologico lunedì 26 gennaio. La valanga è a lastroni di superficie e lo strato di neve che si è staccato, spesso 20-40 cm, è formato da neve fresca ventata che poggia su uno strato debole di brina di superficie (SH) ricoperta. Il distacco ha interessato probabilmente anche gli strati più profondi formati da cristalli sfaccettati (FC) e brina di fondo (DH).

L’altezza totale di neve al suolo è di 60 cm e per il periodo, a queste quote, è decisamente scarsa e sotto la media. Le dimensioni della valanga non sono valutabili.

Breve commento

Durante questa fase dell’inverno, la situazione nivologica raffigurata nel profilo è diffusa in tutto il settore dolomitico e rappresenta molto bene  le situazioni più critiche per possibili distacchi provocati. La poca neve al suolo e le temperature relativamente basse hanno favorito la formazione basale di cristalli sfaccettati (FC) e brina di fondo (DH). Inoltre l’azione eolica è stata sempre persistente con continua formazione di lastroni da vento.

Monte Averau –5 Torri (BL) 7 febbraio 2015 (2 travolti: 1 morto, 1 illeso)

Il tempo

Nella tarda mattinata del 7 febbraio 2015, dopo alcuni giorni di brutto tempo con 20-45 cm di neve fresca e forte vento da E, sulle Dolomiti splende il sole e il pericolo di valanghe è 3-marcato.

Inc_06_Giau_schemaDescrizione dell'evento

Alle ore 10:50 tre fratelli olandesi si trovano nel comprensorio sciistico 5 Torri (Cortina) e giunti alla Forcella Nuvolao (2415 m) decidono di inoltrarsi in fuori pista lungo un ampio pendio esposto a SW che si presenta ben innevato. I tre decidono di scendere uno alla volta. Il primo scende per qualche decina di metri e poi si ferma per attendere gli altri due. Quando parte il secondo avviene il distacco di una grande valanga a lastroni di superficie larga circa 350 m che travolge lui e anche il terzo fratello (quello che deve ancora partire). Quando la valanga si arresta il terzo fratello è in superficie e illeso mentre quello partito per secondo è sepolto. Il personale allertato del SAGF (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza), giunto sulla valanga interroga i testimoni per valutare la situazione di emergenza (il sepolto è sprovvisto di ARTVA, Recco o qualsiasi altro tipo di apparecchio elettronico). La prima eliambulanza con a bordo un’unità cinofila arriva dopo 20 minuti. Sulla valanga viene rinvenuto uno sci in superficie e pertanto i soccorritori, considerate le grandi dimensioni del deposito, decidono di concentrare le ricerche di sondaggio in quest’area. In totale sulla valanga intervengono 75 soccorritori e 7 unità cinofile. Alle ore 14.40, tramite il sondaggio, viene individuato anche il secondo sci. Cinque minuti più tardi un’unità cinofila segnala il sepolto 50 m a valle. Lo sciatore viene estratto a 120 m di profondità ma purtroppo è ormai privo di vita.

Breve commento

Per quanto riguarda la montagna veneta questa valanga è da considerare una delle più grandi relativamente ad un incidente da valanga. Sul luogo dell’incidente viene effettuato un rilievo lunedì 9 febbraio: lo strato staccatosi, che ha uno spessore variabile di 40-60 cm, è formato principalmente da neve fresca ventata che poggia su un sottile strato fragile di brina di superficie (SH). Localmente, “a macchia di leopardo”, nelle conche dove è presente la neve vecchia, si osservano dei distacchi secondari che interessano anche gli strati più profondi formati da cristalli fragili di crescita cinetica (FC e DH).  Questo incidente è accaduto il primo giorno di bel  tempo dopo la più importante nevicata dell’inverno nelle Dolomiti e con pericolo di valanghe 3-marcato.

Monte Falcone – Recoaro 1000 (VI)  7 febbraio 2015 (1 travolto, ferito)

Il tempo

Nella tarda mattinata del 7 febbraio 2015, dopo alcuni giorni di brutto tempo con 60-80 cm di neve fresca (prima nevicata significativa dell’inverno) e vento da E, sulle Prealpi splende il sole.

Inc_09_recoaro_profDescrizione dell'evento

Nel comprensorio sciistico Recoaro 1000 situato nel Comune di Recoaro Terme (VI), verso le ore 11.00 uno sciatore decide di effettuare del fuoripista all’interno di un bosco di faggi situato a lato dell’impianto di risalita denominato “Monte Falcone”.  Durante la discesa, a circa 1450 m di quota, avviene il distacco di una piccola/media valanga a lastroni di fondo che lo trascina verso valle per qualche decina di metri. Lo sciatore riesce a rimanere fortunatamente in superficie ma urtando contro un faggio si provoca un trauma abbastanza grave ad una gamba.

Sul luogo dell’incidente è stato effettuato un rilievo nivologico  mercoledì 9 febbraio a cura del CNSAS di Recoaro-Valdagno. La  valanga è a lastroni di fondo, di piccole/medie dimensioni (fronte largo 40 m). Lo strato staccatosi ha uno spessore variabile di 60-80 cm  ed è formato dalla neve fresca caduta il giorno precedente che poggia su uno strato basale a scarsa coesione formato da cristalli a facce piane e brina di fondo. Durante la notte fra il 6 e il 7 febbraio, nella valle è stata segnalata una significativa attività valanghiva spontanea.

Val Fonda – Monte Cristallo  Misurina (BL) – 1 marzo 2015 (3 travolti: 3 morti)

Descrizione dell'evento

Inc_10_ValFonda_SchemaDomenica 1 marzo una comitiva di 4 sci alpinisti, decidono di effettuare un’escursione in Val fonda, situata nel versante settentrionale del Monte Cristallo, per raggiungere la Forcella Michele. Alle ore 9:50 sono a ridosso di una morena  molto ampia e ripida ma per superarla decidono di mantenere una distanza di sicurezza in quanto notano che la superficie è caratterizzata da un lastrone da vento. All’improvviso qualche decina di metri sopra di loro avviene il distacco di una valanga a lastroni di medie dimensioni che travolge 3 di loro. I 3 rimangono completamente sepolti mentre uno, che non è stato coinvolto dalla valanga, prima avvisa i soccorsi telefonando al 118 e successivamente inizia la ricerca con l’ARTVA. Uno dei sepolti  è anche equipaggiato di ABS  che è stato azionato al momento del travolgimento. Nel frattempo giunge sulla valanga un finanziere del SAGF che stava facendo scialpinismo nella zona. Il primo travolto ad essere individuato, tramite ARTVA, è  quello con l’ABS che si trova a circa 1,5 m di profondità ma purtroppo è privo di vita. Poco dopo, vengono ritrovati  gli altri due che sono posizionati uno sopra l’altro ad una profondità di 50 cm il primo e di 2 m il secondo ma appaiono in gravi condizioni. Nel frattempo sulla valanga arriva il soccorso organizzato e in poco tempo i due vengono trasportati con l'elicottero all’ospedale di Treviso e a quello di Trento per procedere con il riscaldamento extracorporeo. Purtroppo, successivamente, per tutti e due sarà dichiarato il decesso.

La valanga  è del tipo  a lastroni di superficie di medie dimensioni (fronte largo 90 m). Lo strato staccatosi ha uno spessore variabile di 40-60 cm ed è formato da un deposito di neve recente ventata (20-45 cm caduti dal 21 al 25 febbraio) che poggia su strati vecchi intermedi a scarsa coesione formati da cristalli a sfaccettati (FC)  e/o brina di superficie (SH) ricoperta.

Breve commento

Durante questo periodo dell’inverno, questa situazione nivologica è  diffusa nel settore dolomitico:  la scarsità di neve al suolo e le temperature relativamente basse, hanno favorito la formazione di cristalli brinati che successivamente sono stati ricoperti dalle nevicate o dai depositi di neve venata.

Per la stagione invernale 2014 - 2015, per l’arco alpino italiano, questo incidente è quello con il maggior numero di vittime.

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ultima modifica 26/08/2016 11:15