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Copertura nevosa da satellite

Attraverso l’elaborazione delle immagini da satellite è possibile identificare la copertura nevosa presente sul territorio montano e stimare la sua estensione areale. Le elaborazioni presentate sono il frutto della collaborazione fra Arpav - Centro Valanghe di Arabba e l’Università di Genova Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita - Distav

Le immagini di base

Le immagini su cui sono state fatte le elaborazioni vengono acquisite da sensori a media risoluzione geometrica MODIS installati sulle piattaforme satellitari Terra e Aqua. Le immagini, per poter essere elaborate, devono presentare poca o assente copertura nuvolosa.

I risultati del processo di elaborazione

Attraverso l’elaborazione delle immagini da satellite si realizzano i seguenti prodotti:

  • copertura nevosa sull’arco alpino: immagine in falsi colori che riproduce la neve in colore rosso;
  • copertura nevosa sulla regione Veneto: immagine in bianco e nero che evidenzia la presenza di neve sul territorio regionale attraverso pixel bianchi con risoluzione di 500 m);
  • indice di copertura nevosa SCA (Snow Cover Area) per la regione Veneto: grafico che esprime la percentuale di territorio con copertura nevosa alle diverse quote.

Commento: Ecco come appare da satellite il nord Italia il 7 gennaio dopo le precipitazioni nevose a bassa quota del 6 gennaio 2026. La neve caduta lungo il litorale veneto è scomparsa mentre è ben visibile nella pianura dell'Emilia Romagna. La neve è rappresentata in color rosso per una combinazione di bande spettrali. Le Alpi occidentali sono ben innevate anche a bassa quota, sulle Alpi orientali la neve è presente solo in quota. Le basse temperature del periodo mantengono gli spessori del manto nevoso, seppur esili.

Commento: L'immagine presenta lo spessore della neve naturale al suolo (HN), spazializzata per le Alpi italiane. Il settore occidentale presenta spessori maggiori specie nelle Alpi Marittime.

Nel grafico la precipitazione nevosa media del periodo 2009-2025, calcolata sul periodo 1 ottobre - 7 gennaio, e quella della stagione invernale in corso, misurate dalle stazioni nivometeorologiche di Arpa Veneto. Il deficit è di 130 cm a 2200 m nelle Dolomiti e di 75 cm nelle Prealpi.

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Ultimo aggiornamento

08-01-2026 14:56

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