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Copertura nevosa da satellite

Attraverso l’elaborazione delle immagini da satellite è possibile identificare la copertura nevosa presente sul territorio montano e stimare la sua estensione areale. Le elaborazioni presentate sono il frutto della collaborazione fra Arpav - Centro Valanghe di Arabba e l’Università di Genova Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita - Distav

Le immagini di base

Le immagini su cui sono state fatte le elaborazioni vengono acquisite da sensori a media risoluzione geometrica MODIS installati sulle piattaforme satellitari Terra e Aqua. Le immagini, per poter essere elaborate, devono presentare poca o assente copertura nuvolosa.

I risultati del processo di elaborazione

Attraverso l’elaborazione delle immagini da satellite si realizzano i seguenti prodotti:

  • copertura nevosa sull’arco alpino: immagine in falsi colori che riproduce la neve in colore rosso;
  • copertura nevosa sulla regione Veneto: immagine in bianco e nero che evidenzia la presenza di neve sul territorio regionale attraverso pixel bianchi con risoluzione di 500 m);
  • indice di copertura nevosa SCA (Snow Cover Area) per la regione Veneto: grafico che esprime la percentuale di territorio con copertura nevosa alle diverse quote.

Commento: Ecco come appare da satellite l'Italia il 5 marzo 2026. Molte nubi basse nascondono le montagne delle ALpi occidentali mentre nelle Alpi orientali è percepibile l'attività cumuliforme lungo i versanti meridionali delle vette

Commento: Andamento dello spessore medio della neve al suolo a 2000 m circa nelle Dolomiti. Dopo le nevicate di fine gennaio e delle prime decadi di febbraio, che hanno riportato lo spessore nella norma, le miti temperature dell'aria recenti hanno ridotto lo spessore del manto nevoso. Alle basse quote la fusione della neve è importante con riduzione dell'estensione della copertura nevosa

Commento: Quantità di neve fresca media 2009-2025 per ogni stazione e quantità caduta in questa stagione invernale. Al 6 marzo il deficit è quasi 40 % sulle Dolomiti, in gran parte dovuto alle scarse precipitazioni di dicembre e di inizio novembre, e 30 % sulle Prealpi. In queste ultime, le Prealpi bellunesi hanno valori di poco inferiori alla media

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Ultimo aggiornamento

06-03-2026 12:58

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