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Metodologia

Metodologia ascendente - discendente
Livelli gerarchici
Osservazioni
Aree campione

Metodologia ascendente - discendente

La stesura di una carta dei suoli alla scala 1:250.000 ha comportato un lavoro di ricerca metodologica. Per mancanza di una sufficiente copertura del territorio, la carta non poteva essere derivata attraverso un processo di sintesi da carte di maggior dettaglio. E’ stato quindi necessario integrare le informazioni cartografiche disponibili con altre riguardanti la geologia, la morfologia, la vegetazione, ecc. con un processo denominato discendente arrivando a delineare le prime ipotesi di unità cartografiche dei suoli denominate unità di pedopaesaggio (pedolandscapes). Da queste, attraverso il rilevamento dei suoli e la comprensione dei modelli di distribuzione dei suoli nel paesaggio, è stato possibile arrivare a definire le tipologie dei suoli rilevate (UTS) e le unità cartografiche in cui queste sono presenti (processo ascendente).

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Livelli gerarchici

Per sviluppare la metodologia d’indagine ci si è avvalsi delle indicazioni presenti nel Manuale delle Procedure Europeo e dell’esperienza di altre regioni già attive nel settore del rilevamento dei suoli (Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia), del contributo di esperti dell’Ufficio Europeo del Suolo e delle Università di Firenze, Padova e Venezia.

Nella fase di studio preliminare (processo discendente), per mezzo di strumenti quali foto aeree, immagini da satellite, DTM (modello digitale del terreno), carte geologiche, geomorfologiche e della vegetazione, sono stati definiti e delineati i pedopaesaggi, cercando di utilizzare l’approccio gerarchico proposto nel manuale europeo.

I livelli gerarchici sono:

  • L1 soil regions a scala 1:5.000.000, livello definito a dimensione europea;
  • L2 soil subregions - province di suoli - a scala 1:1.000.000;
  • L3 soil systems;
  • L4 soil subsystems - sottosistemi di suolo - a scala 1:250.000.

Il processo di stesura della carta ha avuto inizio nell’area di pianura, dove erano disponibili un maggior numero di informazioni e metodologie già collaudate; successivamente si è passati alle aree di montagna (Alpi e Prealpi), per le quali è stato necessario l’utilizzo di diversi strumenti, elaborando una metodologia adatta ad analizzare la complessità di questi ambienti. Successivamente, attraverso il rilevamento prima per aree campione poi per singoli punti e transetti, sono state delineate le relazioni tra i diversi fattori pedogenetici e i suoli (modelli suolo-paesaggio).aree_campione.jpg

Nell'immagine le aree campione rilevate nel corso del progetto; in verde le aree di pianura, in rosso quelle di collina-prealpi e in marrone quelle dell’area montana. In arancione le aree rilevate nel corso di altri progetti.

 

 

 

 

 

 

 

Le osservazioni

Nell’ambito del progetto sono state descritte 1.528 osservazioni, di cui 490 profili; queste, sommate con le osservazioni già presenti nel database regionale dei suoli, ammontano a un totale di 25.440 osservazioni, di cui 3.200 profili.

Il profilo è una sezione verticale di suolo, così come può essere osservata in uno scavo, comprendente gli orizzonti, gli strati organici superficiali, la roccia madre o gli altri strati profondi che influenzano la genesi e le caratteristiche del suolo.

Le osservazioni speditive sono state di due tipi: trivellate realizzate per mezzo di una trivella a mano fino a 120 cm di profondità, in pianura, e minipit, piccoli scavi, in territorio montano. I profili sono stati classificati con il World Reference Base (FAO, 1998) e la Soil Taxonomy USDA (1998). Per i suoli di montagna, caratterizzati da un’estrema variabilità, molto utile è stata la classificazione “ecologica” del Duchaufour (1983).img_profilo.jpg

I campioni di terreno sono stati analizzati nel laboratorio ARPAV di Treviso, sede di Castelfranco Veneto, accreditato SINAL al n°0347. Nella fase finale, le conoscenze sulla distribuzione dei suoli nel paesaggio acquisite nel rilevamento, sono state utilizzate per la ridefinizione e la descrizione dei suoli dei relativi pedopaesaggi, che sono quindi diventati le unità cartografiche finali (processo ascendente).

Tutte le informazioni raccolte ed elaborate sono state gestite nell’ambito di un sistema informativo geografico.

 

 

Aree Campione

Le aree campione, mediamente di 3.000 ha (ettari) in montagna e di 6.000 ha in pianura, sono state rilevate ad una scala di semi-dettaglio (1:25.000 – 1:50.000) da squadre interdisciplinari coordinate da pedologi esperti. Ad ogni squadra sono state affidate più aree campione da seguire in tutte le fasi, dalla fotointerpretazione al rilevamento di campagna, all’elaborazione dei dati fino alla stesura della carta dei suoli dell’area.

 

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ultima modifica 10/06/2010 10:26