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Consumo di suolo

Il consumo di suolo è la perdita di suolo agricolo o naturale dovuta alla costruzione di edifici, strade, aeroporti, infrastrutture o ad attività estrattive o di discarica. Quando le nuove costruzioni determinano la perdita totale del suolo si parla di impermeabilizzazione (soil sealing).
L’impermeabilizzazione rappresenta la principale causa di degrado del suolo in Europa, in quanto provoca la perdita pressoché totale delle sue funzioni sia per quanto riguarda gli aspetti produttivi che quelli di biodiversità e di regolazione dei cicli dell’acqua, del carbonio e degli altri elementi nutritivi.
Il consumo di suolo va quindi inteso come un costo ambientale che porta al degrado delle funzioni ecosistemiche e all’alterazione dell’equilibrio ecologico (Commissione Europea, 2013).

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Il monitoraggio del consumo di suolo permette di realizzare una cartografia del suolo perso a causa di interventi edificatori o infrastrutturali, in formato raster e risoluzione di 10 m e viene realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) come previsto dalla L.132/2016, con il coordinamento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Il monitoraggio, avviato nel 2012 su iniziativa di ISPRA, a partire dal 2015 è diventato a cadenza annuale, con il coinvolgimento delle agenzie regionali/provinciali per la protezione ambientale.

La carta del consumo di suolo viene aggiornata annualmente da ARPAV mediante fotointerpretazione manuale. La fotointerpretazione viene guidata da indici elaborati a partire da immagini satellitari: un indice di vegetazione relativo al periodo marzo-novembre per evidenziare superfici che hanno subito cambiamenti d'uso e un indice ricavato dal calcolo delle differenze di quota, utile per rilevare le aree dove sono sorti degli edifici o rilevati di altro tipo.

Il monitoraggio, inizialmente inteso a suddividere il territorio solo in due classi, consumato e non consumato, si è andato affinando a partire dal 2017, adottando una legenda che consente di distinguere il consumo irreversibile (con pavimentazione artificiale) da quello reversibile (cantieri, aree in terra battuta, non cementate o pavimentate). Dove la risoluzione delle immagini a disposizione lo consente, inoltre, vengono distinti con codici diversi gli edifici, le strade, i piazzali cementati, i cantieri, ecc.

Grazie al monitoraggio e ad alcuni strati informativi disponibili per il territorio regionale, è stato possibile individuare e mappare nel territorio le cave, i laghi di cava, i campi fotovoltaici a terra e le discariche che rappresentano un consumo di suolo spesso legato ad attività passate, ma che nel complesso a oggi occupano più di 4.400 ettari del territorio regionale.

 

E' possibile consultare online diverso materiale sull'argomento, sia a livello regionale che nazionale.

 

Livello regionale


Livello nazionale


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Esempi di consumo di suolo nella provincia di Verona: le prime due  immagini da sinistra si riferiscono alla costruzione di un magazzino e-commerce di 15 ettari, la terza e la quarta immagine riportano l'evoluzione di strutture turistico-ricreative sulla riva del lago di Garda.

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ultima modifica 23/11/2021 09:16