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Sostanze perfluoro alchiliche (PFAS)

Cosa sono?
I PFAS in Veneto
Le attività di Arpav
La fonte della contaminazione e la messa in sicurezza
Phoenix e la modellistica 3D nello studio della contaminazione da PFAS
Indagini ambientali
Le sostanze perfluorurate
Inquinanti emergenti nel Po

Cosa sono?

I PFAS sono composti che, a partire dagli anni cinquanta, si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all'acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.
Le loro proprietà e caratteristiche chimiche hanno però conseguenze negative sull’ambiente e a causa della loro persistenza e mobilità, questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative negli ecosistemi e negli organismi viventi. Sostanze perfluororate

I PFAS in Veneto

PFAS mappa ItaliaNel 2013 i risultati di una ricerca sperimentale su potenziali inquinanti “emergenti”, effettuata nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Ministero dell’Ambiente, indicano la presenza anche in Italia di sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili. 
Distribuzione dei PFAS nelle acque italiane: i risultati del progetto. IRSA-CNR, Polesello

Per lo studio vengono prelevati anche campioni di acqua destinata al consumo umano in più di 30 comuni nella provincia di Vicenza e nelle zone limitrofe delle province di Padova e Verona. Le indagini evidenziano un inquinamento diffuso di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS), a concentrazione variabile, in alcune aree delle province sopracitate.
Le informazioni circa la presenza di queste sostanze sono presentate nella relazione dell'Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR Rischio associato alla presenza di sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) nelle acque potabili e nei corpi idrici recettori di aree industriali nella Provincia di Vicenza.

Le attività di Arpav

A partire dal 2013 l’azione di Arpav si sviluppa su diversi ambiti di attività, dall’individuazione della principale fonte di pressione e area di contaminazione nella provincia di Vicenza, alla ricerca e sviluppo di metodologie di analisi e modellistica idrogeologica di flusso e trasporto della contaminazione, ad un’intensa attività di indagine ambientale sulle diverse matrici per valutare, in base ai dati raccolti, i percorsi di diffusione dei PFAS nelle acque sotterranee.

Le sostanze ricercate dal Dipartimento Regionale Laboratori di ARPAV sono le seguenti: PFOA, PFOS, PFBA, PFBS, PFPeA, PFHxA, PFHpA, PFHxS, PFNA, PFDeA, PFUnA, PFDoA, PFHpS. Dal 2018 si sono ricercate anche HFPO-DA e C6O4.

L’intervento tempestivo ha permesso alle autorità regionali di mettere in sicurezza l’acqua potabile della zona interessata, tramite l’utilizzo di filtri a carboni attivi, già nel 2013.

La fonte della contaminazione e la messa in sicurezza

L’analisi sul sistema degli scarichi fognari del territorio interessato ha messo in evidenza che le concentrazioni più alte provenivano dal depuratore di Trissino e, in particolare, dalla MITENI S.p.A..
La messa in sicurezza effettuata a luglio 2013, in base ad un procedimento di bonifica attivato ai sensi dell’articolo 245 del D.Lgs. 152/06, consisteva in alcuni pozzi barriera per l’emungimento dell’acqua, posizionati nel lato più a sud dello stabilimento della ditta Miteni, a valle idrogeologica dalla sorgente, e in un sistema di depurazione costituito da due gruppi di filtri a carbone attivo. Le attività di messa in sicurezza sono state poi successivamente ampliate nel corso degli anni, su richiesta di Arpav e degli Enti partecipanti alla Conferenza di Servizi.
Attualmente (inizio 2020) nel sito è presente un sistema costituito da tre barriere posizionate nella parte sud e nella parte centrale dello stabilimento per un totale di circa una cinquantina di pozzi/piezometri e due gruppi di filtri con circa una decina di filtri a carbone attivo. Le portate e il numero di pozzi in emungimento variano con il variare delle condizioni freatimetriche. Per monitorare l’efficacia della barriera ARPAV effettua mensilmente dei prelievi ai punti di conformità, ovvero piezometri dove devono essere rispettati i limiti normativi per le acque sotterranee.
Il procedimento di bonifica attivato nel sito ha previsto l’esecuzione di attività di caratterizzazione dei terreni e delle acque sotterranee, in più riprese a partire dal 2014, dopo la messa a punto delle metodiche analitiche da parte di Arpav. Per quanto riguarda la documentazione prevista dalla normativa per il procedimento di bonifica, è stata presentata un’analisi di rischio che ha confermato la contaminazione delle acque sotterranee, a seguito della quale sono stati presentati un nuovo progetto di bonifica/messa in sicurezza operativa della falda e un nuovo documento di analisi di rischio per i terreni comprendente i risultati di tutte le attività di indagine ambientale realizzate nel sito.

Phoenix e la modellistica 3D nello studio della contaminazione da PFAS

Nell’ambito del progetto europeo LIFE PHOENIX, Arpav ha introdotto un nuovo e avanzato strumento di analisi ambientale: la modellistica numerica applicata alle acque sotterranee e superficiali.
Un modello matematico è una rappresentazione semplificata in scala della realtà nella quale i processi fisico-chimici che guidano la diffusione dell’inquinante nel mondo reale sono simulati attraverso equazioni matematiche (equazioni di governo). Tra le varie tipologie di modelli matematici esistenti i modelli matematici numerici sono i più avanzati strumenti di simulazione esistenti in grado di quantificare, interpretare, predire con il rigore scientifico necessario i molti aspetti legati alla diffusione della contaminazione da PFAS nelle acque. In altre parole con la modellistica si inserisce la quarta dimensione nei dati ambientali, il tempo, con la capacità di simulare l’evoluzione spaziale presente, passata e futura degli inquinanti e dei processi correlati. Un simile strumento è applicabile più in generale a eventi di contaminazione ambientale.

modello numerico PFAS

E’ attualmente in via di completamento la taratura del modello. La conclusione di questa fase permetterà di disporre di uno strumento in grado di produrre le prime simulazioni del trasporto degli inquinanti nelle acque sotterranee con lo sviluppo di scenari predittivi specifici a supporto del progetto.
Nella figura è rappresentata la struttura tridimensionale del modello matematico numerico ad elementi finiti in cui si possono riconoscere le superfici idrogeologiche che caratterizzano l’acquifero ovvero il substrato roccioso che lo contiene e gli strati che lo caratterizzano.

 

Indagini ambientali

Dal 2013 le strutture Arpav svolgono attività di indagine ambientale, qualitative e quantitative, estese a tutto il territorio regionale, e svolgono per le strutture sanitarie analisi su acque potabili, acque grezze destinate a potabilità, acque irrigazione, acque di abbeverata, alimenti, analisi PFAS per il biomonitoraggio della popolazione esposta.

Open Data

Concentrazioni in ng/L dei composti perfluoroalchilici (PFAS) rilevati su campioni di acque, prelevati da Arpav, da luglio 2013 ad oggi, e analizzati da Arpav, ordinati per Provincia, Comune e data del prelievo

Le sostanze perfluorurate
Le sostanze organiche altamente fluorurate, o composti poli e perfluorurati (PFAS), formano un gruppo generico di sostanze molto esteso, i cui composti più noti sono l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS).
Da un punto di vista chimico i PFAS sono costituiti da un gruppo funzionale idrosolubile connesso a catene carboniose di varia lunghezza nelle quali gli atomi di idrogeno sono stati parzialmente o totalmente sostituiti da atomi di fluoro. I composti con catene carboniose fino a cinque atomi sono considerati a catena corta, da sei atomi di carbonio si parla di catena lunga.
A seguito delle restrizioni e divieti nella produzione delle sostanze perfluorurate tradizionali, in particolare PFOA e PFOS, negli anni più recenti (dagli anni 2000) sono state introdotte sul mercato delle sostanze sostitutive perfluorurate: a catena corta (PFBA e PFBS, n=4), a tecnologia GenX (HFPO-DA), ADONA, cC6O4.
Questi nuovi composti rispetto agli omologhi PFAS sono stati modificati nella struttura, con l’inserimento di ossigeno tra la catene perfluorurate che le rendono più mobili e quindi con effetti negativi sull’ambiente.
Anche se i prodotti alternativi ai composti PFAS a catena lunga sono utilizzati da alcuni anni, attualmente sono poche le informazioni disponibili su queste sostanze e, in alcuni casi, non è nota la loro identità chimica. Per di più, per svolgere analisi selettive e specifiche, gli standard di molte di queste sostanze sono appena stati resi disponibili, come nel caso del cC6O4, per cui la loro determinazione non è possibile in maniera accurata.

Inquinanti emergenti nel Po
Nei monitoraggi delle acque superficiali del 2019 Arpav ha ampliato il pannello degli acidi perfluoroalchilcarbossilici e perfluoroalchilsolfonici, aggiungendo la sostanza perfluorurata cC6O4.


Le relazioni tecniche

Contaminazione da PFAS - Azioni ARPAV - Regione Veneto - Periodo di riferimento: dal 14 giugno 2013 al 31 dicembre 2018

Contaminazione da PFAS - Azioni ARPAV - Regione Veneto - Aggiornamento al 30 giugno 2017

Contaminazione da PFAS - Azioni ARPAV - Regione Veneto - Periodo di riferimento: dal 14 giugno 2013 al 31 gennaio 2017

Contaminazione da PFAS. Azioni ARPAV - Regione Veneto. Periodo di riferimento: dal 14 giugno 2013 al 31 dicembre 2017

Contaminazione da PFAS. Azioni ARPAV - Regione Veneto. Periodo di riferimento: dal 14 giugno 2013 al 30 giugno 2018

Contaminazione da PFAS - Azioni ARPAV - Regione Veneto: dal 2019 le informazioni aggiornate sono disponibili negli open data

 

La Commissione tecnica regionale

Attraverso l’attivazione immediata di una Commissione Tecnica Regionale coordinata dall’Area Sanità e Sociale costituita con la Sezione Regionale Tutela Ambiente e ARPAV, sono state avviate una serie di azioni finalizzate alla tutela prioritaria delle salute pubblica.


Commissario delegato emergenza PFAS


per saperne di più

https://www.regione.veneto.it/web/sanita/pfas
http://www.regione.veneto.it/web/sanita/tutela-acque-destinate-al-consumo-umano
http://sian.ulss20.verona.it/iweb/521/categorie.html

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ultima modifica 05/08/2020 15:34