Consumo di suolo in aree a rischio idrogelogico

Qual è la percentuale di superficie comunale interessata da consumo che ricade in area a rischio idrogeologico?

Anno:2025
Data ultimo aggiornamento:
DPSIR: P
Stato attuale: Intermedio o incerto
Trend:

Descrizione

Il quadro conoscitivo sul consumo di suolo è disponibile grazie ai dati aggiornati al 2020 da parte del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e in particolare della cartografia prodotta dalla rete dei referenti per il monitoraggio del territorio e del consumo di suolo del SNPA, formata da ISPRA e dalla Agenzie per la Protezione dell’Ambiente (referente per il Veneto è l’Unità Organizzativa Qualità del Suolo di ARPAV).
Il database redatto da ISPRA incrocia i dati relativi al consumo con altri dati ancillari fornendo una serie di indicatori tra cui, a partire dal 2015, la percentuale di suolo consumato in aree a pericolosità idraulica e a pericolosità da frana.
Son stati considerate come aree a rischio idrogeologico quelle comprese nelle classi di pericolosità elevata (P3 1 ) e molto elevata (P4 2 ) per frana (come definite dai Piani di Assetto Idrogeologico PAI) e a pericolosità idraulica alta P3, tempo di ritorno tra 20 e 50 anni (redatte dalle Autorità di Bacino, Regioni e Province Autonome ai sensi del D.lgs. 49/2010 (recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE).
L’indicatore rappresenta la quantità (in ettari) di consumo registrato nell’ultimo anno ricadente in aree a rischio idrogeologico.

1 - Pericolosità da frana elevata P3: sono generalmente consentiti, oltre agli interventi ammessi nelle aree a pericolosità molto elevata, anche gli interventi di ampliamento di edifici esistenti per l'adeguamento igienico-sanitario e la realizzazione di nuovi impianti di trattamento delle acque reflue …
2 - Pericolosità da frana molto elevata P4: sono consentiti esclusivamente: gli interventi di demolizione senza ricostruzione; gli interventi strettamente necessari a ridurre la vulnerabilità degli edifici esistenti e a migliorare la tutela della pubblica incolumità, senza aumenti di superficie o di volume e senza cambiamenti di destinazione d’uso; le opere di bonifica e sistemazione dei movimenti franosi

Obiettivo

Non è disponibile un valore soglia di riferimento per la valutazione dello stato attuale dell'indicatore; viene fornito un dato a livello comunale relativo alla quantità (in ettari) di consumo registrato nell’ultimo anno ricadente in aree a rischio idrogeologico.

Valutazione

Fig. 1: Consumo di suolo in aree a rischio idrogeologico nel corso dell’ultimo anno a livello comunale

Tra i comuni che hanno registrato consumo di suolo in aree a rischio idrogeologico si segnalano Belfiore con 15,3 ettari e a seguire San Martino Buon Albergo (14,1 ha), San Bonifacio (9,9 ha), Caldiero (6,7 ha). I comuni che presentano i valori più elevati in valore assoluto sono invece S. Donà di Piave (1010 ha), Padova (858 ha) e Venezia (847 ha).

A livello regionale gli ettari netti consumati nel corso dell’ultimo anno in aree a rischio idrogeologico risultano pari a 40,8 ha per un totale di 17306 ha.

Approfondimenti

Archivio: 2020

Prossimo aggiornamento: giugno 2026

Licenza: CC BY 4.0

Data ultimo aggiornamento
Fonte dei datiISPRA, ARPAV
Fonte dell'indicatoreARPAV
Sorgente digitale dei dati
ObiettivoValutare la percentuale di superficie comunale consumata ricadente in aree a rischio idrogeologico
Unità di misuraSuperficie di suolo consumato in aree a rischio idrogeologico [%]
Metodo di elaborazione
Riferimento normativo
Valore di riferimento
Periodicità di rilevamento dei datiannuale
Periodicità di rilevamento dell'indicatoreannuale
Periodicità di riferimentodal al
Unità elementare di rilevazionecomune
Livello minimo geograficoComunale
Copertura geograficaregionale
Aspetti da migliorare
Link utili

Ultimo aggiornamento

27-10-2025 15:49

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