Strumenti personali
Tu sei qui: Portale Temi ambientali Climatologia Dati Sinottica 2011

Sinottica 2011

Di seguito si riportano alcuni approfondimenti relativi alla circolazione che ha caratterizzato su scala Europea e locale le condizioni del tempo nel corso del 2011.

 

Cenni sulle circolazioni “regionali” indotte dalle caratteristiche sinottiche generali del 2011

L’andamento meteorologico complessivo annuo nel nostro continente, come già evidenziato nell'analisi annuale 2010, alla cui introduzione si rimanda, dipende fortemente da due motori nella dinamica atmosferica osservata, l'Oscillazione del Nord Atlantico (NAO) e l'oscillazione Artica (AO). Nel 2011 gli indici relativi ai suddetti motori risultano positivi in maniera prolungata, determinando, sia sul continente europeo che in particolare sulla nostra regione, un andamento climatico piuttosto anomalo.

 

Circolazione generale e condizioni del tempo nel 2011 in Veneto

Il 2011 risulta più caldo rispetto alla media (tra +1/+1,5°C per l’Italia Nord-orientale), con alternanza di fasi calde assai lunghe e più marcate del normale, specie in primavera e autunno. Aprile e Novembre, in particolare, si  rivelano i mesi più caldi rispetto alla media, mentre gennaio e luglio risultano quelli un po’ più freddi. In termini di frequenza di giorni piovosi e di quantitativi di precipitazione annuali, si registrano valori sotto la media su Dolomiti e pianura, in linea con i valori medi sulle Prealpi. Il periodo più singolare dell’anno si manifesta dopo metà agosto e perdura fino a fine anno, con un fine estate-autunno estremamente bello e caldo fino ad inizio inverno.


Analisi sinottica a 500hPa e al suolo per il giorno indicatoInizio gennaio si rivela piuttosto freddo con una situazione di blocco caratterizzata da AO negativa che consente ad irruzioni d’aria fredda di scendere verso le nostre latitudini aggirando sul lato orientale il blocco di alta pressione centrato sull’Atlantico (evidenziato, nel settore occidentale, nella carta sinottica riportata a fianco, fonte: NOAA, Global Forecast System [GFS]). Tale configurazione, con discese d’aria polare sul continente europeo, si mantiene quasi fino a fine mese, anche se nella terza decade, l’inverno inizia lentamente ad allentare la morsa. Improvvisamente, infatti, dopo due mesi di AO negativa, si osserva una rottura nella circolazione artica con un indice che diventa decisamente positivo. Il racchiudersi della circolazione artica su sé stessa e l’inizio di una circolazione prettamente zonale, provocano un radicale cambiamento nel “filmato” meteorologico dell’Europa occidentale dove ha inizio l'ingresso di correnti spesso assai miti associate ad una  prevalenza di situazioni anticicloniche. A nulla è valsa la formazione di uno stratwarming (riscaldamento anomalo della stratosfera terrestre) alla fine della prima decade di gennaio 2011, fenomeno che in altri anni (1985) risultò responsabile di una delle maggiori ondate di freddo sull’Europa occidentale. Quest'anno, infatti, la sua debole intensità nonché la sua collocazione (Groenlandia), non gli hanno consentito di influenzare il tempo sulla nostra penisola.

Analisi sinottica a 500hPa e al suolo per il giorno indicatoFine inverno si presenta relativamente mite, nonostante qualche breve incursione d’aria gelida di origine polare (Carta sinottica a fianco, fonte: NOAA, GFS), ma si tratta di brevi episodi, in forte contrasto con la mitezza media osservata in questa seconda parte dell’inverno.

La primavera si caratterizza per un aprile anormalmente mite (3/4°C sopra le medie) ed asciutto, con massime che in Veneto raggiungono e superano i 30°C in pianura (tra il 7 ed il 9), e si avvicinano a 25°C a 1000 m in Analisi sinottica a 500hPa e al suolo per il giorno indicatomontagna, assieme ad un susseguirsi di bellissime giornate, scenario strettamente collegato al dominio anticiclonico atlantico in corrispondenza ad un picco di NAO fortemente positiva. In maggio la situazione torna ad essere un po’ più variabile primaverile, con alcune giornate particolarmente fresche e perturbate, come il 14-15 e soprattutto il 27-28 maggio, quando la neve torna abbondante fin sui 1600/1800 m, scendendo fino sui 1300 m (Carta sinottica a fianco a destra, fonte: NOAA, GFS). Tra maggio e giugno la circolazione generale torna poi ad esser influenzata da un indice NAO lievemente negativo, con conseguente ricomparsa di onde planetarie un po’ più ampie che favoriscono il ritorno di una circolazione a tratti un po’ più meridiana che favorisce alcune discese di aria polare fino alle nostre latitudini.

Analisi sinottica a 500hPa e al suolo per la data indicataAnalisi sinottica a 500hPa e al suolo per la data indicataL’estate 2011 corrisponde alla fase dell’indice NAO più negativa di tutto l’anno, anche se il collegamento tra gli indici considerati e la situazione del tempo alle nostre latitudini nel corso della stagione estiva è molto meno importante che in inverno. Questo sia perché alle nostre latitudini prevale l’influenza dell'alta pressione delle Azzorre o di quella africana, sia perché in fasi anticicloniche estive possono subentrare fattori d’instabilità prettamente convettivi, a scala locale, non più connessi alle strutture strettamente sinottiche. In particolare, l'estate in esame evidenzia due fasi ben sintetizzate nelle due carte sinottiche sopra riportate (fonte NOAA):  la prima tra giugno e luglio, quando la stagione estiva stenta a partire dopo una primavera piuttosto calda e poco piovosa (tra giugno e soprattutto luglio, numerose onde di Rossby riescono ad entrare sul bacino mediterraneo apportando svariati episodi di tempo instabile). Ne risulta un luglio più fresco ed umido del solito.

Anomalia termica agosto 2011, fonte NASAAnche inizio agosto non pare del tutto estivo, anche se le situazioni anticicloniche son un po’ più frequenti che a luglio. Ma è da dopo Ferragosto che l’estate si afferma pienamente con temperature assai più elevate del solito e non solo in Italia e su gran parte dell’Europa, ma quasi ovunque nell’emisfero Nord. Ad eccezione di una piccola parte dell’Alaska, della Siberia artica e parte del Pacifico (Figura a fianco, fonte: NASA).

L’autunno 2011 risulta eccezionalmente mite e secco, con pochi episodi perturbati. La circolazione, sempre scandita da una NAO fortemente positiva, determina il predominio dell’anticiclone delle Azzorre con lunghe fasi di tempo stabile e anormalmente caldo. Analisi sinottica a 500hPa e al suolo per la data indicataL’andamento della quota dello zero termico osservato dai radiosondaggi di Udine evidenzia quanto tale quota risulti anormalmente elevata rispetto alla media (figura riportata nelle conclusioni seguenti). A fianco si riporta la carta sinottica del 11 ottobre (fonte: NOAA, GFS) in cui è evidente l’anticiclone delle Azzorre che domina su gran parte dell’Europa occidentale e soprattutto sul bacino mediterraneo, ivi garantendo bel tempo, salvo qualche nebbia in pianura. Da inizio autunno fino a fine 2011 la situazione appare sempre più anomala ed i pochi episodi perturbati son brevi, irrilevanti parentesi, e con il passare delle settimane emerge una situazione sempre più singolare, associata ad una circolazione profondamente segnata da una salda alta pressione atlantica al suolo, sormontata da un promontorio altrettanto robusto in quota. Le correnti occidentali perturbate scorrono a latitudini assai più settentrionali, in corrispondenza ad un indice AO quasi sempre positivo [il "vortex polare" resta confinato a latitudini elevate, assieme all’aria fredda polare, e alle nostre latitudini la fa da padrone l’anticiclone delle Azzorre o l'alta pressione continentale europea].

 

Conclusioni

Anomalia termica annuale (fonte NOAA)

 

Rispetto ad un anno "tipo" che alterna fasi di circolazione meridiana (flussi lungo i meridiani) a periodi di flusso zonale (lungo i paralleli), la prevalenza della circolazione zonale determina un andamento sinottico assai singolare per il 2011, con scarse perturbazioni (prolungata latitanza dei fronti polari) ed un'incredibile frequenza di giornate anticicloniche.

 

Andamento dello zero termico dal radiosondaggio di Udine nel 2011, rispetto alla media

 

L’andamento quotidiano della quota dello zero termico (dedotta dal radiosondaggio di Udine a fianco riportata) misurata appena a sud delle Alpi nel 2011, evidenzia il predominio del colore rosso, vale a dire una quota ben superiore alla media del periodo 1974-2010 (linea verde), a testimoniare la singolarità dell’anno 2011, anormalmente mite in tutte le stagioni ed in particolare da metà agosto in poi, quando lo scostamento positivo diventa quasi continuo e significativo.

 

Nella Tabella successiva si riportano le anomalie di temperatura in superficie del 2011 rispetto alla media 1951-1980, la media del geopotenziale a 500 hPa per ogni singolo mese, calcolata sul periodo 1979-1995 e le anomalie mensili di geopotenziale, calcolate considerando la differenza tra la media del suddetto periodo ed i dati osservati mensilmente per l'anno 2011 e il valore mensile dell'indice NAO.

ParametriGENFEBMARAPRMAGGIULUGAGOSETOTTNOVDIC
Anomalia termica [°C]
-1.5/-1 0.5/1.5 1.0/2.0 3.0/4.0 0.5/1.8 0.5/1.0 -0.5/-1.0 0.6/2.0 1.0/1.5 -0.2/0.3 2.0/3.5 1.3/2.0
Geopotenziale medio a 500 hPa [hPa]
542 542 546 560 570 572 578 580 576 564 562 546
Geopotenziale osservato nel 2011 a 500 hPa [hPa]
551 558 557 561 571 576 572 582 580 572 568 556
Indice NAO 2010 -0.9 0.7 0.6 2.5 -0.1 -1.3 -1.5 -1.4 0.5 0.4 1.4 2.5
Azioni sul documento

ultima modifica 23/02/2012 10:37