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Emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra (CO2, CH4, N2O) Le emissioni regionali di gas ad effetto serra sono in diminuzione ? P

DESCRIZIONE

Le emissioni di anidride carbonica (CO2) derivano, principalmente, dalle attività antropiche che comportano la combustione di combustibili fossili. Contribuiscono all'effetto serra anche il metano (CH4), le cui emissioni sono legate principalmente all'attività di allevamento ed allo smaltimento dei rifiuti, ed il protossido di azoto (N2O), derivante principalmente dalle attività agricole.

OBIETTIVO

Gli obiettivi di riduzione a livello nazionale dei gas serra discendono dall'adesione italiana al Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). Quest’ultimo impegnava l’Italia a ridurre le emissioni nazionali complessive di gas serra nel periodo 2008-2012 del 6.5% rispetto all'anno base (1990 per anidride carbonica, metano, protossido di azoto e gas fluorurati).
Per il periodo dal 2013 al 2020, l'UE ha adottato il Pacchetto Clima e Energia (Integrated Energy and Climate Change Package, IECCP), che impegna gli Stati membri dell'Unione Europea a conseguire entro il 2020 l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto al 1990, accanto a misure di incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e di riduzione di consumi energetici.
La Direttiva 2009/29/CE, che apporta modifiche alla direttiva 2003/87/CE, perfeziona ed estende il sistema comunitario di scambio di quote di emissioni dei gas-serra (EU-ETS), ponendo un tetto unico europeo in materia di quote di emissioni a partire dal 2013. Le quote disponibili per le emissioni verranno ridotte annualmente dell'1.74%, con una riduzione al 2020 del 21% rispetto all'anno base 2005.
La Decisione 406/2009/CE (Effort Sharing Decision, ESD) concerne gli sforzi degli Stati membri per rispettare gli impegni comunitari di riduzione delle emissioni di gas-serra entro il 2020. La decisione assegna all'Italia l'obiettivo di riduzione delle emissioni del 13% al 2020 rispetto alle emissioni 2005 per tutti i settori non coperti dal sistema ETS, ovvero piccola-media industria, trasporti, civile, agricoltura e rifiuti.
Di recente la Commissione Europea ha proposto nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni atmosferiche da raggiungere entro il 2030, nell'ambito del quadro politico per l’energia ed il clima. Il quadro prevede l'obiettivo vincolante di ridurre entro il 2030 le emissioni nel territorio dell'UE di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungere l’obiettivo di una riduzione almeno del 40%, i settori interessati dal sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell'UE dovranno ridurre le emissioni del 43% (rispetto al 2005), mentre i settori non interessati dall'ETS dovranno ridurre le emissioni del 30% (rispetto al 2005).

VALUTAZIONE

faccina gialla A livello regionale è stato realizzato l’inventario delle emissioni in atmosfera (INEMAR Veneto) che stima le emissioni riferite all'annualità 2015 di 11 macroinquinanti e 5 microinquinanti a livello comunale per 204 attività emissive, secondo la metodologia EMEP/EEA e la nomenclatura delle fonti SNAP97. Gli 11 Macrosettori emissivi SNAP97 sono presentati nei grafici relativi agli inquinanti atmosferici. I dati presentati nella scheda indicatore fanno riferimento ad INEMAR Veneto 2015 nella versione definitiva.
In Veneto nel 2015 le emissioni di CO2 derivano principalmente dalla combustione di combustibili fossili e dai processi produttivi con un contributo complessivo che si aggira attorno a 15600 kt/a (somma delle emissioni regionali dai Macrosettori M01, M03 e M04); seguono i trasporti su strada (M07, 8239 kt/a) e la combustione non industriale (M02, 6036 kt/a) di combustibili diversi dalla legna. Le coperture boschive portano invece ad un assorbimento di CO2 pari a 1882 kt/a (Macrosettore 11).

Il Macrosettore 10 – Agricoltura (e specificatamente la fermentazione e la gestione dei reflui degli allevamenti) pesa nella misura del 45% sulle emissioni totali regionali di CH4, mentre le discariche di rifiuti solidi urbani ed assimilabili nell'ambito dell’M09 – Trattamento e smaltimento di rifiuti, incidono per il 22%. Il Macrosettore 05 (Estrazione e distribuzione combustibili) infine, incide per il 22%.

Le emissioni di N2O sono prodotte in prevalenza dall’M10 – Agricoltura (76%), con particolare riguardo agli gestione dei reflui zootecnici

box giallo IINEMAR Veneto è disponibile per cinque annualità: 2005, 2007/8, 2010, 2013 e 2015. Tra il 2013 ed il 2015 si desume un andamento in aumento delle emissioni pari a +5,5% per la CO2 e una diminuzione pari a -8% per il CH4; si osserva infine una diminuzione pari a -7% per N2O. Si è avuto un aumento delle emissioni di CO2 derivanti dalla combustione nell'industria (M03: circa 1.000 kt in più) e una diminuzione di quelle derivanti dai trasporti su strada (M07: circa 340 kt in meno). Per il metano (CH4), la principale diminuzione deriva dalla gestione dei rifiuti (M09: 7103 t in meno). Analogamente all'ammoniaca, per N2O la diminuzione è dovuta all'agricoltura (M10: 442 t in meno).

Mappe regionali delle emissioni annuali a livello comunale di Anidride Carbonica (CO2), Metano (CH4), Protossido di Azoto (N2O), basate su INEMAR Veneto 2015.

emiss_com_2015_DEF_CO2.jpegemiss_com_2015_DEF_CH4.jpegemiss_com_2015_DEF_N2O.jpeg

clicca sulle singole mappe per ingrandirle

L'aggiornamento dell’indicatore con i dati dell’anno 2017 è previsto per gennaio 2021.

licenzalicenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Metadati
Data ultimo aggiornamento 25/7/2019
Fonte dei dati ARPA VENETO - REGIONE VENETO
Fonte dell'indicatore ARPA VENETO - REGIONE VENETO
Sorgente digitale dei dati IINEMAR VENETO 2015, Inventario Emissioni in Atmosfera in Regione Veneto nell'anno 2015 dati definitivi
Scopo
Unità di misura tonnellate/anno (t/a), CO2 in kilotonnellate/anno (kt/a)
Metodo di elaborazione
Riferimento normativo Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). Pacchetto UE clima-energia” Decisione 406/2009/CE
Valore di riferimento
Periodicità di rilevamento dei dati ogni 2-3 anni (rif. D.Lgs. 155/2010)
Periodicità di rilevamento dell'indicatore ogni 2-3 anni (rif. D.Lgs. 155/2010)
Periodicità di riferimento dal 1/1/2015 - al 31/12/2015
Unità elementare di rilevazione comune
Livello minimo geografico Comunale
Copertura geografica regione
Aspetti da migliorare
Link utili
DPSIR
  • D - Determinante
  • P - Pressione
  • S - Stato
  • I - Impatto
  • R - Risposta
Stato attuale
  • Positivo
  • Intermedio o incerto
  • Negativo
Trend della risorsa
  • In miglioramento
  • Stabile o incerto
  • In peggioramento