Ultimo aggiornamento
15-01-2026 15:35Cos’è l'inventario delle emissioni in atmosfera
L'inventario è un database coerente ed organizzato delle emissioni rilasciate in atmosfera dalle diverse attività naturali e antropiche, quali ad esempio i trasporti, le attività industriali e civili o gli allevamenti.
L’inventario non costituisce un calcolo esatto, quanto piuttosto una stima delle emissioni provenienti dall’insieme delle attività antropiche e naturali collocate in un determinato territorio e in un certo periodo temporale.
L’inventario delle emissioni rappresenta uno strumento fondamentale per la pianificazione e gestione della qualità dell’aria, in quanto permette di individuare i settori su cui indirizzare le misure e le azioni per la riduzione delle emissioni inquinanti. Viene predisposto in ottemperanza all’art. 22 del D.Lgs. n. 155/2010 ed aggiornato con cadenza biennale.
In Veneto, lo strumento informatico utilizzato per popolare l’inventario regionale delle emissioni in atmosfera è il software INEMAR (acronimo di INventario EMissioni Aria, https://www.inemar.eu/xwiki/bin/view/InemarWiki/).
La procedura di redazione dell’inventario regionale si è articolata nelle seguenti fasi di elaborazione:
• popolamento dell’inventario e stima delle emissioni;
• pubblicazione: al termine della fase di elaborazione, l’inventario regionale viene pubblicato sui siti web di ARPAV e di Regione del Veneto;
• segnalazioni: entro 30 giorni dalla pubblicazione è possibile formulare osservazioni indirizzandole all’e-mail drqa@arpa.veneto.it; le osservazioni pervenute dopo questo periodo di tempo verranno comunque prese in considerazione e possibilmente incluse nell’edizione successiva dell’inventario.
INEMAR VENETO 2023
L’inventario raccoglie le stime emissive a livello comunale derivanti dalle diverse attività naturali ed antropiche dei seguenti inquinanti:
- macroinquinanti (espressi in tonnellate/anno) - CO (monossido di carbonio), COVNM (composti organici volatili non metanici), NH3 (ammoniaca), NOx (ossidi di azoto), PTS (polveri totali sospese), PM10 (polveri fini aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 µm), PM2.5 (polveri fini aventi diametro aerodinamico inferiore a 2.5 µm), SO2 (biossido di zolfo);
- microinquinanti (espressi in kilogrammi/anno) - As (arsenico), Cd (cadmio), Ni (nichel), Pb (piombo), BaP (benzo(a)pirene), inquinanti oggetto di regolamentazione da parte della normativa (rif. D. Lgs. 155/2010 e ss.mm.ii.);
- gas serra (espressi in tonnellate/anno e migliaia di tonnellate/anno per la CO2) - CH4 (metano), CO2 (anidride carbonica), N2O (protossido di azoto).
Consulta i risultati e le mappe INEMAR Veneto 2023
Sintesi dei principali risultati dell’inventario 2023
Il particolato atmosferico PM10 è l’inquinante attualmente considerato più critico per la qualità dell’aria in Veneto. La sua origine è sia primaria, viene cioè emesso direttamente come tale da diverse sorgenti emissive, sia secondaria, in quanto parte si forma in atmosfera per reazioni chimico-fisiche di gas precursori, tra questi sono di maggior rilevanza gli ossidi di azoto, l’ammoniaca, e anche se in misura minore, gli ossidi di zolfo e i composti organici volatili non metanici.
Il grafico riporta le fonti emissive antropiche a livello regionale per inquinante

In Veneto la frazione primaria di polveri totali PTS e fini PM2.5 e PM10 deriva principalmente dalle emissioni di riscaldamenti civili alimentati a biomasse legnose e del trasporto su strada, dove tuttavia la quota emissiva principale deriva dall’usura di freni e pneumatici e dall’abrasione dell’asfalto causata dal passaggio dei veicoli sulla strada e non tanto dal processo di combustione dei motori.
Le emissioni di ossidi di azoto NOx derivano principalmente dai trasporti e dalle combustioni nell’industria, mentre l’ammoniaca NH3 viene emessa quasi totalmente dalle attività agro-zootecniche. Gli ossidi di zolfo SO2 originano prevalentemente dal comparto industriale e termoelettrico.
I composti organici volatili non metanici COVNM derivano principalmente dall’uso di solventi e vernici in ambito domestico e industriale, mentre il monossido di carbonio CO viene emesso principalmente dal riscaldamento domestico e dal traffico.
Tra i principali gas ad effetto serra, l'anidride carbonica CO2 origina dalle combustibili fossili nei settori dei trasporti, residenziale, industriale e termoelettrico, mentre per il metano CH4 e il protossido di azoto N2O il comparto agro-zootecnico è la fonte emissiva preponderante.
Focus sui settori emissivi più rilevanti
Per i settori chiave del riscaldamento domestico a biomasse legnose e del traffico veicolare si è fatto riferimento agli approfondimenti condotti nell’ambito del progetto PREPAIR (LIFE 15 IPE IT 013).
ARPAV ha seguito in particolare quelli relativi all’impiego delle biomasse legnose in ambito domestico, attraverso i seguenti studi:
1.Consumo residenziale di biomasse legnose nel bacino padano. Report sull’indagine per stimare i consumi di biomasse legnose nel residenziale. Il rapporto contiene i risultati di un’indagine campionaria, condotta da ARPAV nel 2019 in Veneto e nel Bacino Padano, sull’utilizzo delle biomasse legnose nel settore domestico.
2.Bilancio energetico del settore residenziale. Report sui consumi dei vettori energetici impiegati nel riscaldamento delle abitazioni del bacino padano (31/07/2020). Il rapporto contiene i risultati del bilancio energetico dei vettori energetici impiegati per il riscaldamento domestico in Veneto e nel territorio del Bacino Padano, realizzato dall’Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria Industriale in collaborazione con ARPAV e AIEL.
