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Incenerimento

Il termine incenerimento individua, dal punto di vista chimico, un processo di ossidazione del tutto simile a quello che avviene nella combustione di combustibili fossili per la produzione di energia. Lo scopo principale di questo processo applicato ai rifiuti, è quello di convertire le sostanze in essi contenute (che possono anche essere pericolose, patogene o in qualche modo nocive, come nel caso di alcuni rifiuti speciali), in componenti gassosi e residui solidi.

Di norma l’incenerimento è identificato con la combustione diretta dei rifiuti anche se, in accordo con il D.lgs. 133/2005, sono ricomprese anche la pirolisi e la gassificazione, che dal punto di vista tecnico differiscono dall’incenerimento, sia per le condizioni operative e le modalità del recupero energetico, sia per il differente grado di maturità commerciale delle tecnologie.

La scelta della tecnologia da impiegare dipende principalmente dalla tipologia di rifiuto da trattare. In misura minore dalla scelta di privilegiare il recupero di energia termica o elettrica.
Per quanto concerne in particolare i rifiuti urbani, l’evoluzione della loro gestione ha portato alla presenza di frazioni combustibili che possono essere schematicamente classificate in:

  • rifiuto urbano residuo che risulta a valle della raccolta differenziata;
  • frazione secca da selezione meccanica (i cosiddetti sovvalli ottenuti da operazioni meccaniche di separazione secco-umido);
  • combustibile derivato dai rifiuti (CDR) proveniente dalla raffinazione ulteriore dei sovvalli sopra citati.

Le tecnologie maggiormente utilizzate per il trattamento di tali frazioni sono:

  • forni a griglia mobile;
  • forni a tamburo rotante;
  • forni a letto fluido.

Lo schema tipo di un impianto di incenerimento è il seguente:

incenerimento_rifiuti.png

L'impatto ambientale dell'incenerimento dei rifiuti è essenzialmente legato alle emissioni di inquinanti in atmosfera e alla produzione di residui solidi derivanti dai processi di combustione e di trattamento dei fumi.

Per quanto riguarda le emissioni di inquinanti, esse sono quelle tipiche del processo di combustione, alle quali vanno aggiunte alcune peculiarità, legate alla possibile presenza, in forma significativa, di cloro e di metalli nei rifiuti.

L'enorme interesse dell'opinione pubblica verso gli innegabili problemi di carattere ambientale verificatisi in passato negli impianti di incenerimento di rifiuti ha portato il legislatore a fissare dei limiti alle emissioni molto restrittivi (D.lgs. 133/05) che, attualmente, sono di gran lunga inferiori a quelli previsti per altre tipologie di impianti produttivi, quali le centrali termoelettriche e i cementifici.

Nel Veneto l’incenerimento dei rifiuti urbani non ha raggiunto la consistenza di altre regioni. Esistono 4 inceneritori per rifiuti urbani, di cui tre sono funzionanti, che trattano il 7% del rifiuto urbano prodotto.

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