Ultimo aggiornamento
05-05-2026 16:14
(AAV), 5 maggio -
Gli scorsi 21 e 22 aprile Arpa Veneto ha ospitato a Verona due giornate di approfondimento dedicate alla tassonomia delle diatomee bentoniche d'acqua dolce. L'evento, organizzato dal Centro Italiano Studi Biologia Ambientale (CISBA) in collaborazione con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e Arpa Veneto, ha rappresentato il culmine di un percorso iniziato lo scorso novembre, volto a elevare gli standard di monitoraggio della qualità dei fiumi italiani.
Il workshop ha visto la partecipazione di biologi e naturalisti di numerose agenzie ambientali (Sicilia, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo, APPA Trento e Bolzano), istituti di ricerca, MUSE, CNR-IRSA, Fondazione Edmund Mach, Università di Torino e operatori del settore privato. I partecipanti hanno avuto l'opportunità di confrontarsi con due dei massimi esperti europei nella determinazione delle diatomee d’acqua dolce: Bart Van de Vijver, scienziato del Meise Botanic Garden (Belgio), e Carlos Eduardo Wetzel, ricercatore senior del Luxembourg Institute of Science and Technology (LIST). Referente scientifica del workshop è stata Elisa Falasco, ricercatrice e biologa specializzata in ecologia delle acque dolci presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università degli Studi di Torino.
Le diatomee bentoniche rappresentano un bioindicatore fondamentale per la valutazione dello stato ecologico delle acque, grazie alla loro sensibilità alle alterazioni, sia naturali che antropiche, delle condizioni ambientali. La loro accurata identificazione è un processo complesso e determinante per la corretta classificazione dei corpi idrici, come previsto dalla direttiva 2000/60/CE (recepita dal D.Lgs. 152/2006).
L’attività ha previsto la lettura di due vetrini (un campione lacustre e uno fluviale) da parte di ciascun partecipante, l’elaborazione dei dati a cura degli organizzatori e il calcolo dei relativi z-score da parte di ISPRA. Durante il workshop sono stati presentati i risultati delle elaborazioni, è stata condotta un’analisi dettagliata delle specie presenti nei campioni e sono stati forniti approfondimenti tassonomici. L’interconfronto si propone di valutare le prestazioni degli operatori nell’identificazione tassonomica e nel conteggio, fasi critiche che rappresentano una delle principali sorgenti di errore associate al metodo.
Il workshop si inserisce nel più ampio ambito delle attività di armonizzazione delle metodiche di monitoraggio biologico. La revisione continua della tassonomia richiede infatti un costante aggiornamento professionale; la partecipazione corale delle Agenzie e degli operatori privati è essenziale per garantire risultati riproducibili e robusti all’interno del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA).

