Ultimo aggiornamento
14-03-2023 12:32Descrizione
I gas ad effetto serra (greenhouse gases o GHG) sono così denominati perché catturano il calore che è irradiato dalla superficie terrestre, provocando il fenomeno del riscaldamento globale. I principali GHG sono l’anidride carbonica (CO 2 ) prodotta dalle attività antropiche che impiegano combustibili fossili, il metano (CH 4 ) ,emesso soprattutto dalle attività di allevamento zootecnico e dallo smaltimento dei rifiuti ed il protossido di azoto (N 2 O), che si origina prevalentemente dalle attività agricole.Il riscaldamento globale si manifesta attraverso fenomeni meteorologici estremi più frequenti (ad es. inondazioni e periodi siccitosi), lo scioglimento dei ghiacciai, la perdita di biodiversità e la desertificazione, la diffusione di malattie delle piante e di parassiti, la scarsità di risorse alimentari e conseguenti migrazioni. Qualora il riscaldamento globale superasse i 1,5-2°C rispetto ai valori preindustriali, il rischio di un cambiamento irreversibile e calamitoso potrebbe aumentare in modo rilevante.
Obbiettivo
In tema di lotta ai cambiamenti climatici, a livello internazionale, sono di riferimento in ordine temporale:
- la ratifica del protocollo di Kyoto da parte dell’Italia, nel Giugno 2002, con l’impegno a ridurre, entro il 2012, le proprie emissioni del 6,5% rispetto al 1990;
- la Decisione europea Effort Sharing dell’aprile 2009 che stabilisce un obiettivo di riduzione delle emissioni nei settori non coperti dalla Direttiva Emission Trading System (ETS) per l'Italia del -13% al 2020 rispetto al 2005;
- la ratifica e l'esecuzione, da parte dell'Italia, dell'Emendamento di Doha al Protocollo di Kyoto del maggio 2016;
- l'accordo adottato alla COP21 di Parigi, firmato dall’Italia il 22 aprile 2016, ratificato l’11 novembre 2016 ed entrato in vigore per l'Italia l'11 dicembre 2016;
- il Regolamento Effort Sharing, approvato nel Maggio 2018, che contiene per l'Italia un obiettivo di riduzione al 2030 pari al 33% rispetto al 2005 delle emissioni di gas serra per il settore non-ETS;
- infine l’attuale nuova proposta dello stesso Regolamento Effort Sharing che innalza per l’Italia l’obiettivo di riduzione al 43,7% rispetto al 2005.
Il Green Deal europeo ed il pacchetto Pronti per il 55% riguardano, infine, il conseguimento dell’obiettivo climatico, diventato ora obbligo giuridico, di ridurre le emissioni dei paesi UE del 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Valutazione
A livello regionale è stato realizzato l’inventario delle emissioni in atmosfera (INEMAR Veneto) che stima le emissioni riferite all'annualità 2019 di 11 macroinquinanti e 5 microinquinanti a livello comunale per 227 attività emissive, secondo la metodologia EMEP/EEA e la nomenclatura delle fonti SNAP97. Gli 11 Macrosettori emissivi SNAP97 sono presentati nei grafici relativi agli inquinanti atmosferici. I dati presentati nella scheda indicatore fanno riferimento all’edizione 2019 di INEMAR Veneto.
In Veneto nel 2019 le emissioni di CO2 derivano principalmente dalla combustione di combustibili fossili, con il 41% derivante dai Macrosettori produttivi (M01, M03, M04), i trasporti su strada (M07) con il 31% e la combustione non industriale (M02) di combustibili diversi dalla legna con il 23%.
Il Macrosettore 10 – Agricoltura (e specificatamente la fermentazione e la gestione dei reflui degli allevamenti) pesa nella misura del 59% sulle emissioni totali regionali di CH4, mentre le discariche di rifiuti solidi urbani ed assimilabili nell'ambito dell’M09 – Trattamento e smaltimento di rifiuti, incidono in modo preponderante rispetto alla percentuale del Macrosettore, pari al 22%. Infine il Macrosettore 05 (Estrazione e distribuzione combustibili) incide per l’11%.
Le emissioni di N2O sono prodotte in prevalenza dall’M10 – Agricoltura (65%), con particolare riguardo agli gestione dei reflui zootecnici.
INEMAR Veneto è disponibile per sette annualità: 2005, 2007/8, 2010, 2013, 2015, 2017 e 2019. Nel decennio tra il 2010 ed il 2019, si desume un andamento in riduzione delle emissioni pari a -7% per la CO2ed anche per l’N2O, ed un più marcato -20% per il metano (CH4). Nell’edizione 2019 vi sono stati alcuni aggiornamenti metodologici nelle stime emissive dell’inventario, per la cui trattazione si rimanda alla relazione generale di INEMAR Veneto 2019.
Clicca sulle immagini per visualizzare meglio le mappe regionali delle emissioni annuali basate su INEMAR Veneto 2019
Approfondimenti
Prossimo aggiornamento: L'aggiornamento dell’indicatore con i dati dell’anno 2021 è previsto nel corso del 2024.
| Data ultimo aggiornamento | |
|---|---|
| Fonte dei dati | ARPA VENETO - REGIONE VENETO |
| Fonte dell'indicatore | INEMAR VENETO 2019, Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera in Veneto, edizione 2019 |
| Sorgente digitale dei dati | |
| Obiettivo | Supportare la gestione della qualità dell’aria a livello regionale |
| Unità di misura | tonnellate/anno (t/a), CO2 in kilotonnellate/anno (kt/a) |
| Metodo di elaborazione | Software INEMAR basato sul Guidebook EMEP/EEA e IPCC Guidelines |
| Riferimento normativo | Green Deal europeo Pronti per il 55% |
| Valore di riferimento | |
| Periodicità di rilevamento dei dati | ogni 2 anni (rif. D.Lgs. 155/2010 e D.Lgs. 81/2018) |
| Periodicità di rilevamento dell'indicatore | ogni 2 anni (rif. D.Lgs. 155/2010 e D.Lgs. 81/2018) |
| Periodicità di riferimento | dal al |
| Unità elementare di rilevazione | comune |
| Livello minimo geografico | Comunale |
| Copertura geografica | regionale |
| Aspetti da migliorare | |
| Link utili |
DPSIR
- D - Determinante
- P - Pressione
- S - Stato
- I - Impatto
- R - Risposta
Stato attuale
- Positivo
- Intermedio o incerto
- Negativo
Trend della risorsa
- In miglioramento
- Stabile o incerto
- In peggioramento



