Ultimo aggiornamento
24-08-2026 16:10L’Unità Organizzativa Idrologia di Arpav esegue misurazioni su corsi d’acqua superficiali (livelli e portate) e corpi idrici sotterranei (livelli di falda).
L’utilizzo di modelli avanzati per la mitigazione del rischio alluvionale è fondamentale per le autorità regionali, poiché consente di valutare con precisione il rischio idraulico e adottare misure preventive e protettive. Essi sono essenziali anche per la pianificazione delle infrastrutture di difesa idraulica e per la gestione delle emergenze durante eventi meteorologici estremi.
Monitoraggio idrometrico
Il livello idrometrico dei principali corsi d’acqua del Veneto è monitorato attraverso una rete di 85 stazioni automatiche. Queste rilevano continuamente lo stato delle risorse idriche e seguono l’evoluzione degli eventi di piena, con misurazioni ogni 10 minuti. In alcune sezioni, vengono monitorati anche la velocità e la portata dell'acqua.
Monitoraggio delle portate
Arpav utilizza vari strumenti per misurare la velocità e la portata dei principali corsi d’acqua. Tra questi:
● Profilatori acustici ad effetto Doppler (ADCP)
● Misuratori di velocità ad elica e a induzione magnetica
● Misuratori radar di velocità superficiale
● Misuratori di conducibilità
Ogni strumento è selezionato in base alle caratteristiche della sezione del fiume e alle condizioni idrauliche specifiche.
Monitoraggio freatimetrico
Arpav gestisce una rete freatimetrica, per monitorare le risorse idriche sotterranee, composta da oltre 60 stazioni automatizzate. Questi strumenti registrano i dati orari e li trasmettono giornalmente, fornendo informazioni cruciali per la gestione delle falde acquifere.
I.M.A.GE.
A seguito dell’alluvione del 2010, la Regione ha avviato una collaborazione con l’Università di Padova per lo sviluppo e l'aggiornamento di modelli di mitigazione del rischio. Uno di questi strumenti, l’Interfaccia e Modello per l’Allerta e la Gestione delle Piene (I.M.A.GE.), ha avuto un ruolo decisivo nel limitare i danni della tempesta Vaia.
I.M.A.GE. prevede in tempo reale l’evoluzione degli eventi di piena e le loro conseguenze sui territori adiacenti ai principali corsi d’acqua. La piattaforma analizza i dati provenienti dalla rete Arpav e i prodotti di modellistica previsionale meteo e, in circa 15 minuti, è in grado di stimare con 72 ore di anticipo la propagazione delle ondate di piena e dei potenziali allagamenti. Questo consente di divulgare informazioni tempestive a enti e soggetti interessati (Protezione Civile, Geni Civili, sindaci) per affrontare l’evento.
Inizialmente progettato per il bacino idrografico del Brenta-Bacchiglione, I.M.A.GE. sarà esteso in futuro a tutti i corsi d’acqua del Veneto. Attualmente, l’attenzione è rivolta in particolare al Piave, il fiume più sollecitato durante la tempesta Vaia.
