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Idrogeologia della Pianura Padana

Il sistema idrogeologico della pianura veneta può essere suddiviso in tre settori omogenei, diversificati tra loro nelle caratteristiche idrogeologiche, idrodinamiche e di conseguenza nella disponibilità di riserve idriche sotterranee. La tre zone sono comunemente note come alta, media e bassa pianura.

 La Pianura Veneta rappresenta una porzione Nord Orientale della Pianura Padana, che costituisce la più grande piana alluvionale dell’Europa Occidentale, in cui scorrono il fiume Po ed i suoi affluenti, per un’area totale di circa 30.000 km².

Il sistema idrogeologico del Veneto rappresenta un modello strutturale complesso, costituito da situazioni idrogeologiche ben distinte nella parte settentrionale ed in quella meridionale della Pianura Veneta, così schematizzabili:

 Alta pianura

L’alta pianura è formata da una serie di conoidi alluvionali ghiaiose sovrapposte ed intersecate fra loro, che si sono depositate in corrispondenza dello sbocco in valle dei grossi corsi d’ acqua. Tale grande serbatoio, dotato di elevata permeabilità costituisce l’acquifero freatico dell’alta pianura detto anche Acquifero Indifferenziato o "acquifero monofalda", in cui circola una falda freatica che inizia a monte, a ridosso dei rilievi. Questa porzione di territorio, detta anche "fascia delle ghiaie", rappresenta l’area di ricarica dell’ intero sistema idrogeologico. 

Media pianura

Nella media pianura i depositi sono rappresentati da materiali progressivamente più fini, costituiti da ghiaie e sabbie con digitazioni limose ed argillose le quali diventano sempre più frequenti da monte a valle; in questi depositi esiste una serie di falde sovrapposte, di cui la prima è generalmente libera e quelle sottostanti in pressione. Il sistema delle falde in pressione è strettamente collegato, verso monte, ad un’unica falda freatica. La zona di passaggio dal sistema indifferenziato a quello multifalde, è rappresentata da una porzione di territorio a sviluppo est-ovest, larga anche qualche chilometro e variabile nel tempo, denominata "fascia delle risorgive".

 

Risorgive_Zerobranco.jpg Sorgente_Fontanon.jpg

 

Le risorgive o fontanili sono particolari sorgenti d’acqua poste tra l’Alta e la Bassa Pianura Padana e Veneta. La falda si avvicina progressivamente alla superficie del suolo fino ad emergere, anche a causa delle presenza delle sottostanti lenti argillose (praticamente impermeabili). Esse costituiscono il "troppo pieno" della falda freatica dell’Alta Pianura. Dal fontanile (depressione di alcuni metri di diametro e profondità 2-3 metri), l’evoluzione naturale prevede la formazione di un fossato, chiamato "asta del fontanile". La confluenza di una serie di aste permette all’acqua di incanalarsi in piccole corsi d’acqua, che scorrendo a breve distanza tra loro danno origine ai fiumi di risorgiva. Nel Veneto i più importanti -Sile, Dese, Marzenego, bacchiglione, Timochio, Tartaro, Menago- hanno raggiunto portate annue di 20 m³/s. 

Bassa pianura

I depositi alluvionali ghiaiosi profondi si assottigliano sempre più, fino ad esaurirsi nella bassa pianura. Qui il sottosuolo è costituito da un’ alternanza di materiali a granulometria fine (limi, argille e frazioni intermedie) con sabbie a variabile percentuale di materiali più fini (sabbie limose, sabbie debolmente limose, limi sabbiosi, ecc.). Gli acquiferi artesiani derivanti da questa struttura geologica sono caratterizzati da bassa permeabilità, e contengono falde con bassa potenzialità e ridotta estensione.

Scarica la pubblicazione "Le acque sotterranee del Veneto - I risultati del Progetto SAMPAS"

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ultima modifica 16/01/2012 11:30