Ultimo aggiornamento
06-07-2026 15:12Tags
aria
(AAV) 6 luglio -
La qualità dell’aria nel comune di Godega Sant’Urbano è stata valutata con una campagna di monitoraggio che Arpav ha realizzato con una stazione mobile, posizionata nella frazione di Bibano, vicino all’ex scuola elementare di via Cortina. I rilevamenti sono stati effettuati dall’11 luglio al 27 agosto 2025 (campagna estiva) e dal 20 novembre 2025 al 7 gennaio 2026 (campagna invernale).
Dalle analisi effettuate, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, il biossido di azoto, il benzene e le polveri PM2.5 non presentano criticità nel sito esaminato, mantenendosi al di sotto dei rispettivi valori limite stabiliti dalla normativa vigente.
Il monitoraggio ha invece rilevato alcune criticità relative all'ozono, al benzo(a)pirene e alle polveri PM10, analogamente a quanto riscontrato nella maggior parte del territorio provinciale.
Ozono: si registra un superamento della soglia definita dall'obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana: il dato risulta comunque inferiore ai dieci superamenti rilevati nella stazione di Conegliano.
Benzo(a)pirene: ha superato il valore obiettivo annuale di 1,0 ng/m³ (nanogrammi al metrocubo). La media ponderata dei due periodi di monitoraggio è infatti pari a 1,8 ng/m³, un valore confrontabile con quello di Treviso - via Lancieri, dove la stessa si attesta a 1,7 ng/m³.
PM10: ha superato il valore limite giornaliero una sola volta su 93 giorni monitorati. Dall'elaborazione dei dati e dal confronto con la stazione di Conegliano, si stima comunque che il numero complessivo di superamenti del valore limite giornaliero su base annua risulterà inferiore ai 35 consentiti.
L’adozione da parte di Arpav dell’indice sintetico di qualità dell’aria (basato sulle concentrazioni di PM10, biossido di azoto e ozono) permette di evidenziare che nel periodo 2025/2026, a Godega S’Urbano, il 76% delle giornate di monitoraggio ha avuto una qualità dell’aria accettabile, il 12% buona, il 2% mediocre e mai scadente o pessima.
Dall’analisi delle condizioni meteo-climatiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti si evidenzia che, in entrambe le campagne, sono state prevalenti le condizioni abbastanza dispersive (circa l'83% delle giornate durante la prima e il 63% durante la seconda) grazie a una modesta ventilazione. Nel periodo estivo, le condizioni termiche (valutate in termini di temperatura massima giornaliera) sono risultate nel 44% dei casi poco favorevoli alla formazione di ozono e nel 22% molto favorevoli.
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