Ultimo aggiornamento
13-03-2026 12:31Tags
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(AAV) 13 marzo –
Negli ultimi anni l’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto (UAS Unmanned Aircraft System) da parte delle istituzioni italiane è cresciuto in modo significativo, permeando settori chiave come la ricerca applicata, il monitoraggio e controllo ambientale e il supporto alla gestione delle emergenze.
A Dronitaly 2026, appuntamento annuale a Bologna per la community dei droni professionali, Arpav ha portato le proprie esperienze di controllo e monitoraggio ambientale nel convegno organizzato da Snpa l’11 e 12 marzo, “I nuovi ‘occhi’ del monitoraggio ambientale: come l’innovazione tecnologica supporta le attività istituzionali di osservazione della Terra”.
L’Agenzia ha partecipato alla sessione “I Droni nel Sistema Nazionale di Protezione Ambientale: dall’acquisizione del dato all’utilizzo dell’informazione per il monitoraggio ed il controllo del territorio” con un intervento sull’integrazione degli UAS nelle procedure operative dell’Agenzia, mettendo in evidenza gli aspetti della standardizzazione, formazione e gestione del dato per il controllo ambientale.

Nella sessione “Sinergie istituzionali per l’impiego di UAS in Italia: competenze a confronto per il monitoraggio e il controllo ambientale, la ricerca e il supporto alle emergenze” Arpav ha presentato insieme alla Regione Veneto “Vedrò – Veneto Droni: il Sistema UAS regionale per la gestione del territorio e delle emergenze tra governance, operatività e innovazione tecnologica”. L’esperienza maturata in Veneto ha contribuito al dialogo tra istituzioni, centri di ricerca e operatori del settore, favorendo lo sviluppo di modelli operativi sempre più integrati e efficaci.
Il terzo momento di condivisione ha riguardato l’intervento “Sperimentazione di tecnologie UAS a supporto del monitoraggio ambientale in un intervento di ripristino ecologico in Laguna di Venezia” a cui hanno partecipato oltre a Arpav, Regione Veneto e Ispra.
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