(AAV) 25 agosto -
Dal 2013, anno di prima segnalazione della presenza delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nelle acque delle province di Vicenza e Verona, ARPAV ha esteso la ricerca a tutti i punti di monitoraggio della rete regionale delle acque sotterranee. I prelievi sono effettuati assieme ai campionamenti annuali che vengono regolarmente eseguiti per il monitoraggio dello stato chimico ai sensi della normativa vigente.
Complessivamente nel 2025 sono stati analizzati 216 punti.
I dati confermano i precedenti rapporti. Escludendo l'area principale dell'inquinamento, i tre punti nel Trevigiano (Casale sul Sile, Farra di Soligo, Paese) con concentrazioni di PFAS confermate attorno ai 100 ng/L e il punto 680 a Villafranca di Verona con frequenti superamenti del valore soglia di PFOS, nella metà dei siti monitorati la sostanza è comparsa solo in tracce e al massimo in un paio di occasioni.
Le sostanze ritrovate più frequentemente si confermano essere l’acido perfluoroottanoico (PFOA, il composto con le concentrazioni più elevate è il PFOA), l’acido perfluorobutanoico (PFBA), l’acido perfluorobutansolfonico (PFBS), l'acido perfluoroesanoico (PFHxA), l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS) e l’acido perfluoropentanoico (PFPeA).
I due punti che non raggiungono il buono stato chimico a causa del superamento, in termini di concentrazione media annua, di almeno uno dei valori soglia fissati dalla Normativa sono: il punto 153 di Lonigo (VI) con 755 ng/L di PFOA lineare e il punto 3046 di Vicenza con 231 ng/L di PFOS lineare e 4781 ng/L di PFOA lineare.
Il rapporto
Focus sui PFAS
