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Risorsa idrica. A settembre ancora deficit di piogge, portate inferiori alle medie

Comunicato stampa
Data di pubblicazione:

Padon e Marmolada visti dal Col di Lana (Livinallongo del Col di Lana, BL)
Padon e Marmolada visti dal Col di Lana (Livinallongo del Col di Lana, BL)

(AAV) 5 ottobre -

Nel mese di settembre 2026 Arpav registra per il Veneto ancora deficit di piogge. Sono caduti mediamente nella regione circa 89 mm di precipitazione; la media del periodo 1991-2020 è di 110 mm. Le piogge mensili sul territorio regionale sono del -19% inferiori alla media e sono stimabili in circa 1635 milioni di m3 di acqua.

A livello di bacino idrografico (solo parte Veneta), rispetto alla media 1991-2020, Arpav ha riscontrato condizioni assai diversificate: deficit pluviometrico -39% sul Po, -32% sul Bacino Scolante, -31% sull’Adige, -25% sul Brenta, -22% sul Fissero-Tartaro-Canal Bianco, -19% sul Piave e -11% sul Livenza; ma anche deciso surplus pluviometrico sul Tagliamento (+110%), Lemene (+60%) e Pianura tra Livenza e Piave (+26%).

Le precipitazioni dell’anno idrologico 2025-26 (da ottobre a settembre) stimate per il Veneto sono mediamente di circa 872 mm; la media del periodo 1991-2020 è di 1129 mm. Gli apporti del periodo rimangono del -23% inferiori alla media e sono stimabili in circa 15996 milioni di m3 di acqua. In particolare, le piogge cumulate da ottobre a settembre nelle zone montane del Piave e dell’Alto vicentino sono prossime a quelle del 2021-22.

Falda. La situazione generale nell’ultimo mese è in alcune zone migliorata, grazie a locali innescamenti di dinamiche di ricarica, ma nelle zone più lontane dagli assi di ricarica non si sono registrati incrementi significativi e, per alcune stazioni (Schiavon, Castagnole), i livelli sono molto simili a quelli del 2022.

Portate. Al 30 settembre 2026 le portate dei maggiori fiumi veneti, in ripresa nella parte centrale del mese a seguito delle precipitazioni verificatesi nei giorni dal 10 al 12, si mantengono comunque sensibilmente inferiori alle medie storiche mensili, con l’unica eccezione del Gorzone a Stanghella, che evidenzia deflussi solo lievemente inferiori alla media storica.

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