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Monitoraggi

DRONI

Arpav ha acquistato nel 2021 il primo drone con lo scopo di effettuare rilevazioni nell’ambito dell’inquinamento luminoso. Da allora sono stati acquistati altri apparecchi e sensori e l’attuale dotazione operativa comprende diversi droni dotati di Fotocamera RGB, Termocamera, Camera Multispettrale e sensore Lidar.

I rilievi

Per ogni rilievo le attività sono molteplici.  Questa tecnologia infatti non si limita alla semplice acquisizione di immagini aeree, ma si configura come un processo complesso e multistrato, che consente di superare i limiti dei metodi tradizionali. La sua importanza risiede nella capacità di fornire dati precisi, aggiornati e georeferenziati, essenziali per l'analisi e la gestione di ecosistemi, risorse naturali e rischi ambientali.

Il rilievo in campo permette di acquisire un vasto set di dati, grazie a sensori specializzati come fotocamere ad alta risoluzione, sensori multispettrali, LIDAR e termocamere.  Questo tipo di acquisizione è notevolmente più veloce, efficiente e sicuro rispetto ai sopralluoghi tradizionali, consentendo di coprire aree estese e raggiungere zone impervie senza esporre il personale a rischi.Una volta raccolti, i dati vengono sottoposti ad elaborazione, trasformando i dati acquisiti in modelli 3D, ortofoto e nuvole di punti ad alta densità.

I numeri. Nel 2025 sono stati fatti 57 rilievi con 126 ore di volo. 380 i prodotti realizzati per le diverse finalità di monitoraggio.

IMMAGINI DA SATELLITE

Le immagini satellitari provengono da grandi programmi pubblici e gratuiti (principalmente Copernicus ed EUMETSAT), integrati da missioni nazionali (ASI).

Principalmente sono le strutture di Arpav che si occupano di meteo e suolo che elaborano questi dati grezzi per produrre mappe, indicatori e bollettini specifici per le attività di previsione meteo-idro-nivo, di monitoraggio e protezione del suolo a livello regionale.

Ultimo aggiornamento

04-05-2026 10:02

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