Ultimo aggiornamento
23-09-2026 13:39Tags
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(AAV) 22 settembre -
Arpav ha valutato la qualità dell’aria nel comune di Cappella Maggiore dopo una campagna di monitoraggio realizzata con una stazione mobile, posizionata in via della Paglia vicino alla scuola primaria. I rilevamenti sono stati effettuati dal 29 agosto al 7 ottobre 2025 (campagna estiva) e dal 8 gennaio 2025 al 18 febbraio 2026 (campagna invernale).
L’indice sintetico di qualità dell’aria - basato sulle concentrazioni di PM10, biossido di azoto e ozono - permette di evidenziare che nel periodo 2025/2026, a Cappella Maggiore, il 38% delle giornate di monitoraggio ha avuto una qualità dell’aria accettabile, il 34% buona, l’1% mediocre e mai scadente o pessima.
Dalle analisi effettuate, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, il biossido di azoto, l’ozono e il benzene non presentano criticità, mantenendosi al di sotto dei rispettivi valori limite stabiliti dalla normativa vigente.
Il monitoraggio ha invece rilevato alcune criticità relative al benzo(a)pirene e alle polveri PM10, analogamente a quanto riscontrato nella maggior parte del territorio provinciale.
· Benzo(a)pirene: ha superato il valore obiettivo annuale di 1,0 ng/m³ (nanogrammi al metrocubo), la media ponderata dei due periodi di monitoraggio è infatti pari a 1,03 ng/m³, valore comunque inferiore a quello di Treviso via Lancieri, dove la stessa si attesta a 1,23 ng/m³.
· PM10: ha superato il valore limite giornaliero una sola volta su 61 giorni monitorati. Dall'elaborazione dei dati e dal confronto con la stazione di Conegliano, si stima che il numero complessivo di superamenti del valore limite giornaliero su base annua risulterà inferiore ai 35 consentiti.
Dall’analisi dei parametri meteorologici che influenzano la dispersione degli inquinanti si evidenzia che, nel corso di entrambe le campagne, sono state prevalenti le condizioni poco dispersive, con una frequenza di circa il 60 % dei casi nel primo periodo e il 74% dei casi nel secondo, e le condizioni di migliore dispersività si sono avute grazie ad episodi di precipitazione.
Nel periodo estivo le condizioni meteo-climatiche (considerate in termini di temperatura massima giornaliera) sono risultate nel 90% dei casi poco favorevoli all’inquinamento fotochimico, mentre non si sono verificate giornate con condizioni molto favorevoli.
Le campagne di qualità dell'aria con laboratorio mobile

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