Ultimo aggiornamento
05-05-2026 16:33ACQUE SUPERFICIALI: Concentrazione di nitrati
La concentrazione di nitrati nelle acque superficiali è in diminuzione?
Descrizione
I principali apporti di nitrati nei corsi d’acqua superficiali possono avere origine dalla connessione con acque sotterranee, come nel caso di fiumi di risorgiva, dal dilavamento di superfici agricole, da scarichi di impianti di depurazione e in misura minore da scarichi di stabilimenti produttivi. Un arricchimento eccessivo di nutrienti (composti dell’azoto e del fosforo) può concorrere a determinare uno squilibrio dell’ecosistema fluviale caratterizzato da alterazioni della composizione e abbondanza della biomassa algale, diminuzione della trasparenza, diminuzione del livello di ossigenazione delle acque.
Già dagli anni novanta, con la Direttiva Nitrati (direttiva 91/676/CEE), la Comunità Europea si è posta l’obiettivo di ridurre o prevenire l’inquinamento da nitrati mediante la designazione di zone maggiormente sensibili al problema, definite vulnerabili, nelle quali l’utilizzazione agronomica degli effluenti e di ammendanti contenenti Azoto e la fertilizzazione azotata dei terreni deve essere limitata e regolamentata.
Nel 2000 è stata emanata la Direttiva Quadro sulle Acque (DQA), recepita in Italia con il D.lgs. 152/06 e s.m.i. Tale decreto classifica i nitrati come uno dei parametri fondamentali per la valutazione dello stato trofico dei fiumi e fissa soglie di riferimento articolate su 5 livelli per misurare l'alterazione dei nutrienti. Secondo tali criteri, il livello "sufficiente" identifica un corpo d'acqua già eutrofico o a rischio di diventarlo nel breve termine; questa condizione deve però essere valutata congiuntamente allo stato della componente vegetale.
Relativamente alla sola concentrazione di nitrati nelle acque superficiali, le due direttive fissano valori guida differenti: la DQA prevede una soglia di 5,3 mg/l per il raggiungimento del livello "Oligotrofico" (indice LIMeco), mentre la Direttiva Nitrati stabilisce un valore guida di 25 mg/l. Per quanto riguarda i laghi, un confronto diretto non è possibile: l’indice trofico previsto dal D.lgs. 152/06 e s.m.i. non considera infatti la concentrazione di azoto, basandosi esclusivamente su fosforo, ossigeno e trasparenza.
Dal 2020 è operativa la "Rete Nitrati", composta da 172 stazioni fluviali (sottoinsieme rappresentativo della rete prevista dalla DQA). Queste stazioni vengono controllate annualmente per valutare l'impatto delle misure agronomiche sulle concentrazioni di nitrati e l'evoluzione dello stato trofico dei corsi d'acqua. La rete è così strutturata: 129 stazioni situate in Zone Vulnerabili da Nitrati (ZVN), di cui 4 appartenenti alla rete delle acque di transizione (rami del delta del Po) e 5 destinate anche al controllo per la produzione di acque potabili;43 stazioni ricadenti al di fuori delle ZVN, di cui 7 monitorate anche in quanto destinate alla produzione di acque potabili.
Obiettivo
La Direttiva Nitrati fissa a 50 mg/l la soglia oltre la quale le acque superficiali sono considerate inquinate e compromesse per l’uso potabile, analogamente a quanto previsto per le acque sotterranee. In base a tale limite, vengono definite "vulnerabili" le zone di territorio che scaricano, direttamente o indirettamente, in queste acque. Anche la Direttiva sulle acque potabili (2020/2184/UE) conferma il valore limite di 50 mg/l.
Valutazione
La Commissione Europea, nell'ambito della direttiva nitrati, ha individuato per le acque superficiali sei classi di qualità:
- 0 – 1,99 mg/l
- 2 – 9,99 mg/l
- 10 – 24,99 mg/l
- 25 – 39,99 mg/l
- 40 – 49,99 mg/l
- ≥ 50 mg/l
Le prime tre classi (fino a 24,99 mg/l) indicano livelli di apporto nutritivo che potrebbero innescare fenomeni di eutrofizzazione. Il valore di 25 mg/l funge da valore guida, mentre la classe intermedia (40-50 mg/l) è stata introdotta per evidenziare le stazioni di monitoraggio a rischio di superamento del limite nel breve termine. Infine, le acque con concentrazioni pari o superiori a 50 mg/l sono classificate ufficialmente come "inquinate".
Rappresentazione della concentrazione media annua di nitrati per l’anno 2025


Nell’anno 2025, il 93% dei valori medi riscontrati è risultato inferiore a 25 mg/l, che rappresenta il valore guidaper la Direttiva Nitrati, mentre il 7% è risultato al di sopra dei 25 mg/l (25,08 mg/L NO3 ÷ 33,93 mg/L NO3). Si tratta di 12 stazioni che monitorano fiumi prevalentemente alimentati da acque sotterranee.
Percentuale per classe della concentrazione media annua di nitrati per l’anno 2025

Per le stazioni fluviali della rete nitrati, dal 2015 la concentrazione media annua si è attestata intorno ai 10 mg/L NO3 che rappresenta il cambio di classe tra il livello 2 e 3.
Per quanto riguarda i laghi del Veneto il monitoraggio evidenzia che tutte le concentrazioni medie annue riscontrate dal 2010 al 2025 ricadono nelle prime due classi (0,21 mg/l NO3 ÷ 3,95 mg/l NO3).

Approfondisci
Open data - Concetrazione di nitrati nei fiumi
Archivio: 2024, 2023, 2022, 2021,
Indicatori non più aggiornati:
Fiumi concentrazione di Nitrati - 2020
Prossimo aggiornamento: aprile 2027
Licenza: CC BY 4.0
| Data ultimo aggiornamento | |
|---|---|
| Fonte dei dati | ARPAV |
| Fonte dell'indicatore | ARPAV |
| Sorgente digitale dei dati | banca dati SIRAV |
| Obiettivo | Verifica la concentrazione di nitrati nelle acque superficiali interne e confronto con le soglie e il valore guida stabilito dalla direttiva Nitrati. |
| Unità di misura | mg/l |
| Metodo di elaborazione | Calcolo della concentrazione media annua dei dati aggregati per stazione |
| Riferimento normativo | DLgs 152/06 e successive modifiche e integrazioni |
| Valore di riferimento | Il valore di 25 mg/l rappresenta un valore guida |
| Periodicità di rilevamento dei dati | Mensile/trimestrale |
| Periodicità di rilevamento dell'indicatore | annuale |
| Periodicità di riferimento | dal al |
| Unità elementare di rilevazione | stazione di monitoraggio |
| Livello minimo geografico | Comunale |
| Copertura geografica | regionale |
| Aspetti da migliorare | |
| Link utili |
DPSIR
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