Ultimo aggiornamento
12-05-2026 14:10Seguendo un approccio integrato alla problematica dell’inquinamento atmosferico, il tema dell’impatto del traffico portuale sulla qualità dell’aria è valutato mediante l’utilizzo di diverse tecniche e strumenti:
- misure di qualità dell’aria
- stime delle emissioni inquinanti
- studi con strumenti modellistici
Misure di qualità dell’aria
A seguito del parere favorevole della Commissione VIA regionale al progetto del Terminal Ro-Ro presentato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale “AdSPMAS”, Arpav ed AdSPMAS hanno siglato uno specifico Accordo di Collaborazione, che ha previsto l’attivazione a partire dal 1° gennaio 2021 di una stazione di misura della qualità dell’aria in prossimità del Terminal e più precisamente nell’area di massima ricaduta degli inquinanti atmosferici.
Nella nuova stazione di Punta Fusina (tipologia Industriale Suburbano), sono stati installati analizzatori in continuo di biossido di azoto e ossidi di azoto, biossido di zolfo, polveri PM10 e PM2.5. Le relazioni annuali Comune di Venezia – Punta Fusina, descrivono i risultati delle attività di monitoraggio.
Oltre al monitoraggio presso la stazione di Punta Fusina, si segnalano le stazioni di Sacca Fisola e Rio Novo a Venezia, inserite da anni nella Rete regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria, che sono in grado di registrare in continuo le concentrazioni degli inquinanti nel centro storico, influenzate anche dal traffico acqueo locale e dal traffico marittimo. Per approfondimenti, si rimanda ai Rapporti annuali Comune di Venezia – Rio Novo, Rapporti annuali sulla qualità dell’aria in Comune di Venezia e ai Rapporti annuali regionali sulla Qualità dell’Aria.
Allo scopo di indagare più dettagliatamente l’effetto dell’attività portuale sul centro storico di Venezia, nel tempo sono state effettuate alcune specifiche campagne di misura:
- ottobre 2011: indagine conoscitiva di misura di SO2, NO2, COV (con radielli) presso 3 siti posti tra la Zona Marittima di San Basilio e Dorsoduro
- febbraio - marzo 2012 (periodo con scarsa attività portuale) e maggio – giugno 2012 (periodo con intensa attività portuale): campagna di monitoraggio della qualità dell’aria con stazione rilocabile presso la Zona Marittima di San Basilio
- giugno – luglio 2013: campagna di monitoraggio con stazione rilocabile a Sant’Elena per indagare l’impatto della fase di manovra (transito) del traffico portuale
- settembre – ottobre 2013: campagna di monitoraggio con stazione rilocabile presso la Zona Marittima di Santa Marta per indagare ulteriormente l’impatto della fase di stazionamento (ormeggio) del traffico portuale.
Stime emissive
Dal 2007 Arpav si occupa della stima delle emissioni nei porti di Venezia e Chioggia, con cadenza biennale.
Le emissioni da attività portuale nel 2005: La stima emissiva del traffico portuale di Venezia riferita ai movimenti navali registrati nel 2005 è stata redatta dal Dipartimento Arpav Provinciale di Venezia nel 2007. La stima è stata condotta seguendo una metodologia derivata da MEET (Trozzi and Vaccaro, 1998) e utilizzando fattori di emissione della Commissione Europea (EC, 2002).
Successivamente la stima delle emissioni atmosferiche del traffico navale a Venezia è confluita nell’inventario regionale INEMAR Veneto. Viene effettuata applicando la metodologia di riferimento europeo per la stima degli inquinanti aeriformi, utilizzando come dati di partenza il database delle toccate delle navi al porto di Venezia e di Chioggia e i relativi tempi di stazionamento. La stima tiene conto del tonnellaggio e della tipologia delle navi.
Le stime pubblicate fanno riferimento alla più recente edizione dell’inventario regionale; i dati relativi alle precedenti edizioni sono forniti su richiesta, da inviare all’indirizzo e-mail drqa@arpa.veneto.it.
Per effettuare queste elaborazioni Arpav ha sviluppato e aggiornato negli anni un software dedicato, recentemente condiviso con Ispra e le altre agenzie ambientali nell’ambito di un progetto sull’aggiornamento della metodologia di calcolo delle emissioni portuali, coordinato da Ispra e svolto nel 2022, i cui risultati sono pubblicati nel Rapporto ISPRA 382/2003.
Oltre alle stime prodotte in occasione delle diverse edizioni dell’inventario regionale, Arpav ha effettuato ulteriori approfondimenti di seguito riportati:
- STIMA EMISSIONI 2005, 2008 e 2011
Nel documento, redatto a gennaio 2013 a cura del Servizio Osservatorio Aria, la stima delle emissioni per l’anno 2005 è confrontata con le successive stime per gli anni 2008 e 2011: "Stima 2005 vs 2008-2011" - STIMA EMISSIONI GRANDI NAVI PORTO DI VENEZIA ANNO 2011
Stima delle emissioni delle navi passeggeri con stazza lorda superiore alle 40mila tonnellate - traffico navale anno 2011 (Osservatorio Regionale Aria, gennaio 2013): "Stima Grandi Navi" - APPROFONDIMENTO SULLA DIPENDENZA DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA DAL TONNELLAGGIO
Approfondimento svolto nell’ambito dell’indagine delegata dalla procura di Venezia (Osservatorio Regionale Aria, gennaio 2013): "Emissioni vs tonnellaggio" - STIMA DEL BENEFICIO DELL’APPLICAZIONE DELL’ACCORDO BLUE FLAG 2
Approfondimento che confronta la stima emissiva per le navi crociera con o senza l’applicazione dell’accordo volontario per l’utilizzo di combustibile con tenore di zolfo inferiore allo 0.1%. La stima utilizza il database dei movimenti navali del 2011 (Osservatorio Regionale Aria, ottobre 2013): "Stima Blue Flag 2" - STIMA EMISSIONI TRAFFICO MARITTIMO PORTO DI VENEZIA - ANNO 2019
Stima delle emissioni del traffico marittimo del Porto di Venezia nell'anno 2019 e confronto con le concentrazioni di inquinanti rilevati nello stesso periodo presso le stazioni della Rete regionale di monitoraggio della qualità dell'aria di Sacca Fisola e Rio Novo a Venezia (Unità Qualità dell'Aria del Dipartimento Regionale Qualità dell'Ambiente, settembre 2022). La relazione tecnica è stata prodotta nell'ambito dell'Accordo di collaborazione quadriennale 2018-2021 tra Arpav e Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Settentrionale: Stima emissioni in atmosfera del traffico navale nel porto di Venezia - Anno 2019
Applicazioni modellistiche
Arpav ha approfondito la stima dell’impatto delle attività portuali sulla matrice aria con differenti tecniche modellistiche nell’ambito di progetti europei di cooperazione territoriale.
I progetti APICE e CAIMANs, entrambi finanziati dal Programme MED 2007-2013, hanno in particolare messo a confronto la situazione Veneziana rispetto a quella di altre importanti città portuali del Mediterraneo: Barcellona, Marsiglia, Genova e Salonicco.
Gli studi modellistici svolti nell’ambito dei progetti APICE e CAIMANs hanno costituito la base per la relazione edita per l’azione A8.6bis prevista nell’ambito del Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria del 2016, ovvero lo “Studio modellistico di ricaduta degli inquinanti emessi in fase di manovra e di ormeggio per le navi in attracco ai diversi ormeggi di Venezia insulare e Porto Marghera”.
PROGETTO MED-APICE
(Common Mediterranean strategy and local practical Actions for the mitigation of Port, Industries and Cities Emissions)
Progetto finanziato dal programma europeo di cooperazione territoriale MED 2007/2013 – ha affrontato la comune problematica dell’inquinamento atmosferico delle 5 città del Mediterraneo coinvolte, Venezia, Genova, Barcellona, Marsiglia e Salonicco, mettendo in campo due distinti approcci di Source Apportionment: i modelli a recettore e i modelli fotochimici euleriani. Il ricorso a due diverse tecniche modellistiche, applicate in ciascuna città, ha mirato ad integrare le diverse potenzialità dei due approcci: da una parte i modelli a recettore, più idonei ad isolare il contributo di specifiche sorgenti tracciate da specifici marker, dall’altra i modelli fotochimici euleriani, in grado di pesare il contributo delle emissioni dei gas precursori nella formazione del particolato secondario. In particolare il progetto ha focalizzato l’analisi sull’incidenza delle attività portuali sulle concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM2.5).
Sintesi dei risultati per l’area veneziana
Nel caso studio di Venezia le due diverse applicazioni modellistiche hanno portato a risultati confrontabili seppure con qualche differenza: il contributo delle emissioni portuali sui livelli di concentrazione di polveri fini viene stimato da entrambi i metodi di indagine essere più significativo nel periodo estivo (da giugno a ad agosto) con un contributo massimo nell’area del centro storico pari all’8% (modello fotochimico) e 13% (modello a recettore), e con massimi, rilevati presso l’area di Porto Marghera, del 15% circa (modello fotochimico) e 25% (modello a recettore). Nel periodo tardo autunnale (metà novembre – metà dicembre) il peso relativo del porto sulle concentrazioni di polveri è stimato essere più contenuto (2% con modello fotochimico e 7% con modello a recettore) in relazione anche alla diminuzione dei flussi navali turistici.
I modelli fotochimici sono stati inoltre applicati per le analisi degli scenari futuri e gli scenari di mitigazione. Le azioni di intervento valutate nel tavolo di lavoro di Venezia e ipotizzate tenendo conto dello scenario di sviluppo al 2020 del Porto di Venezia hanno riguardato in particolare interventi sulle emissioni delle navi passeggeri che interessano Venezia insulare: l’alimentazione elettrica delle grandi navi passeggeri (crociere) durante lo stazionamento presso la stazione Marittima e l’uso di combustibili a minor impatto emissivo durante la manovra nel tragitto da bocca di Lido agli ormeggi di Venezia. Tali azioni sono state esaminate in quanto andrebbero a diminuire l’impatto sulla città monumentale e sulle zone abitate investite dalle emissioni navali.
PROGETTO MED-CAIMANs
(Cruise and passenger ship Air quality Impact Mitigation ActioNs)
Con il progetto CAIMANs, che prosegue l’attività svolta con APICE, si è voluto ulteriormente approfondire il tema focalizzando l’indagine sulle navi passeggeri e crociera, utilizzando un modello di dispersione ad alta risoluzione spaziale e temporale.
I risultati ottenuti con CAIMANs hanno posto in evidenza come le emissioni navali abbiano un impatto non particolarmente significativo sulla qualità dell’aria per inquinanti quali polveri sottili (PM10) e microinquinanti organici ed inorganici, mentre si evidenzia un contributo più rilevante per gli ossidi di azoto e, anche se in misura minore, gli ossidi di zolfo. Tra le possibili misure di mitigazione dell’impatto atmosferico valutate la più efficace è risultata essere la conversione della flotta passeggeri a gas naturale liquefatto seguite dall’elettrificazione delle banchine per la fase di stazionamento delle navi e dall’uso di combustibili a basso tenore di zolfo.
Sintesi dei risultati per l’area veneziana
In particolare CAIMANs ha stimato, con tecniche modellistiche, la ricaduta dei fumi emessi dalle navi passeggeri sia in transito sia in stazionamento con un’alta risoluzione spaziale e temporale, per permettere l’analisi sui “pennacchi” emessi dalle navi e le eventuali “ricadute” sul tessuto urbano Veneziano. La valutazione delle emissioni è inoltre stata estesa ai microinquinanti (metalli e microinquinanti organici come diossine, PCB, ecc).
I risultati delle applicazioni modellistiche per Venezia sono stati presentati al Convegno finale di progetto svoltosi a Venezia il 12/06/2015:
